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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 41598/2022 del 04/11/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Appello per cassazione contro la conferma della condanna per omicidio colposo (con violazione della disciplina sulla circolazione stradale) derivante da incidente del 22/05/2008. L'imputato deduceva: 1) vizio di motivazione perché i giudici di merito non avrebbero esaminato adeguatamente i profili dedotti dall'imputato (sosteneva di essersi fermato al centro strada in un tratto con linea discontinua e quindi senza violazione, e che la responsabilità ricadrebbe sul conducente della Opel Corsa per sorpasso non consentito e velocità eccessiva; l'evento sarebbe stato non prevedibile e non evitabile per lui); 2) violazione della disciplina sulla prescrizione, sostenendo che il fatto risalendo al 2008 sarebbe ormai prescritto.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per tardività: il termine di impugnazione è scaduto il 26/11/2021 mentre il deposito è avvenuto il 29/11/2021. Sul merito la Corte ha osservato che l'impugnazione era comunque manifestamente infondata, essendo sostanzialmente un rilievo di fatto e reiterativa di argomentazioni già valutate e respinte con motivazione logica. Il motivo relativo alla prescrizione è stato ritenuto destituito di fondamento poiché i termini erano raddoppiati in base alla legge 5 dicembre 2005, n. 251 (in vigore dall'8/12/2005). In conseguenza la Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • Legge 5 dicembre 2005, n. 251

    in vigore dall'8 dicembre 2005

    Ha determinato il raddoppio dei termini di prescrizione applicabili al fatto, impedendo di ritenere prescritto il reato commesso nel 2008

  • Art. 616 cod. proc. pen.

    Richiamato per escludere l'assenza di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità; quindi il ricorrente è stato condannato anche alla sanzione pecuniaria salvo che l'inammissibilità derivi da fatto non imputabile

  • Sentenza Corte Costituzionale n. 186 del 13 giugno 2000

    Citata a supporto del principio che l'inammissibilità per tardività non esclude automaticamente la condanna alla sanzione pecuniaria quando non sussista assenza di colpa nella determinazione della tardività

Massime di principio

  • Verificare con precisione i termini processuali: un ricorso depositato anche pochi giorni oltre il termine può essere dichiarato inammissibile a prescindere dal merito.
  • Quando i motivi di cassazione si limitano a contestare la ricostruzione dei fatti già adeguatamente motivata in sede di merito, la Suprema Corte tende a ritenere il ricorso manifestamente infondato.
  • La valutazione della prescrizione deve tener conto delle modifiche normative intervenute successivamente al fatto (es. raddoppio dei termini per effetto di normative come la legge n. 251/2005); calcoli errati della prescrizione espongono il ricorrente a esito negativo.
  • La dichiarazione di inammissibilità per tardività può comportare condanne alle spese e sanzioni pecuniarie salvo che sia dimostrabile l'assenza di colpa nella tardività.
  • In cause di responsabilità stradale con pluralità di concorrenti, le corti di merito analizzano dinamica, violazioni delle norme sulla circolazione e prevedibilità/evitabilità dell'evento; in Cassazione è difficile ribaltare valutazioni ricostruttive dei fatti ben motivate.

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