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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 8982/2022 del 16/03/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza di sequestro preventivo di un immobile adibito a sede operativa/stamperia della società 8th Wonder s.r.l. e dei beni ivi rinvenuti, per il reato di contraffazione (artt. 110 e 474 c.p.). Il ricorso deduce: (i) assenza del fumus commissi delicti in quanto i capi sarebbero opere parodistiche/creative non idonee a creare confusione e in ogni caso chiaramente etichettate come "prodotti non originali"; (ii) carenza di nesso di pertinenzialità fra immobile/beni e reato e omessa motivazione sui principi di adeguatezza e proporzionalità; (iii) mancata autonoma valutazione dei presupposti del sequestro da parte del giudice a quo.

La decisione

La Cassazione ha rigettato i primi e terzo motivo ritenendoli infondati (il Tribunale del riesame aveva adeguatamente motivato sul fumus e sulle risultanze). Ha invece accolto il secondo motivo, rilevando un vizio di motivazione in relazione al rispetto dei principi di pertinenzialità, adeguatezza e proporzionalità del sequestro: il provvedimento impugnato non ha adeguatamente spiegato perché fosse necessario il sequestro dell'intero immobile e di tutti i beni presenti, senza valutare misure meno invasive o la possibilità di modulare il vincolo (es. limitazione alle macchine da stampa). Perciò la Corte annulla l'ordinanza con rinvio al Tribunale di Messina per nuovo esame limitatamente al profilo della proporzionalità e della motivazione sulla pertinenzialità dei singoli beni.

Norme richiamate

  • art. 110 cod. pen.

    Norma sulla concorso di persone nel reato: utilizzata per ricondurre le condotte dei soci/amministratori alla responsabilità per il reato di contraffazione.

  • art. 474 cod. pen.

    Norma che sanziona la riproduzione illecita del marchio registrato: la Corte conferma che la mera dicitura "prodotto non originale" non esclude la rilevanza penale della contraffazione.

  • artt. 473 e 474 cod. pen.

    La tutela è della pubblica fede oggettiva nei marchi; l'integrazione del reato non richiede che l'acquirente sia effettivamente ingannato, ma la mera riproduzione illecita del marchio è sufficiente.

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Regola i limiti della motivazione richiesta nel ricorso per cassazione; il ricorso deve rispettare i limiti di motivazione stabiliti.

  • art. 321 cod. proc. pen.

    Richiamato in relazione alla presunta carenza motivazionale del provvedimento di riesame sul nesso di pertinenzialità fra cose e reato.

  • art. 324 co. 7, art. 309 co. 9, art. 292 cod. proc. pen.

    Norme riferite alla disciplina del sequestro e alla necessità di adeguata valutazione dei presupposti e delle misure cautelari: il ricorso lamentava carenze di autonoma valutazione che la Cassazione ha ritenuto non fondate sul punto specifico.

  • art. 275 cod. proc. pen.

    Principi (adeguatezza, proporzionalità, gradualità) richiamati a titolo analogico per le misure reali: il giudice deve valutare alternative meno invasive prima di sequestrare interamente azienda/immobile.

  • art. 581 cod. proc. pen.

    Richiesto come parametro di specificità nella critica alla decisione impugnata: i motivi devono essere specifici e argomentati.

  • art. 42 Cost. e art. 1, Prot. 1 CEDU

    Richiamati per il principio del diritto di proprietà e l'obbligo di bilanciamento delle libertà fondamentali con le esigenze cautelari, nel rispetto della proporzionalità.

  • Giurisprudenza di legittimità (es. Sez. U. n. 25932/2008 Ivanov; Sez. 2 n. 24516/2015; Sez. Un. n. 5876/2004, ecc.)

    La confusione che la norma vuole scongiurare è tra i marchi e non tra prodotti, cioè tra quello registrato e quello illecitamente commercializzato in forma dichiaratamente decettiva

    La Corte cita precedenti secondo cui la mera riproduzione illecita del marchio integra la fattispecie anche se il venditore dichiara la non originalità del prodotto; inoltre la giurisprudenza richiede un test di proporzione e motivazione puntuale per il sequestro del corpo del reato e delle cose pertinenti.

  • Giurisprudenza Corte EDU (es. Agosi c. UK; Beyeler c. Italia; Alisic c. Bosnia)

    Richiamata per affermare che il principio di proporzionalità è elemento essenziale nella valutazione delle ingerenze sul diritto di proprietà.

Massime di principio

  • La semplice etichetta "prodotto non originale" non esclude automaticamente la configurazione del reato di contraffazione: conta la riproduzione illecita del marchio e la confondibilità tra marchi, non l'éventuale dichiarazione del venditore.
  • Per disporre il sequestro preventivo di un immobile o di un'intera azienda è necessario motivare specificamente il nesso di pertinenzialità tra i singoli beni e il reato, indicando perché non siano possibili misure meno invasive.
  • Il giudice deve applicare il "test" di proporzionalità, valutando adeguatezza, necessità e gradualità della misura rispetto alla finalità cautelare perseguita e bilanciando il diritto di proprietà e la libera iniziativa economica.
  • Nei controlli di legittimità la Corte richiede motivazioni coerenti, complete e comprensibili; vizi specifici di motivazione sul punto della pertinenzialità/proporzionalità possono determinare l'annullamento del provvedimento con rinvio.
  • La sequestrabilità dell'azienda è possibile quando vi sono indizi che specifici beni aziendali siano stati utilizzati per il reato, ma il sequestro deve essere modulato in modo da non arrecare sacrifici ingiustificati all'attività lecita.

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