Cassazione Penale, Sentenza n. 29109/2023 del 05/07/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione in cassazione avverso l'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza di Firenze che aveva dichiarato inammissibile l'istanza di affidamento in prova al servizio sociale proposta per BRUNORO E. in relazione alla condanna per reati previsti dagli artt. 73 e 74 del d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309. Il Tribunale aveva rigettato la richiesta accessoria di accertamento della "collaborazione impossibile o inesigibile", ritenendo che il condannato, quale concorrente esterno in un'associazione finalizzata al narcotraffico, potesse avere conoscenze utili non utilizzate in collaborazione. In cassazione il ricorrente, assistito, ha dedotto vizio di motivazione per mancata considerazione delle risultanze del giudizio di cognizione che escluderebbero l'acquisizione di informazioni utili all'identificazione di altri soggetti.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse ai sensi dell'art. 591, comma 1, lett. a), c.p.p., poiché risulta dagli atti (consultazione SIDET) che il ricorrente è stato ammesso all'affidamento in prova al servizio sociale in data 28/04/2023, conseguendo così l'obiettivo perseguito con l'istanza originaria. Per tale motivo la Corte ha ritenuto venuto meno l'interesse concreto e attuale all'impugnazione; non sono state disposte condanne alle spese o sanzioni pecuniarie in quanto la sopravvenuta carenza di interesse non configura soccombenza.
Norme richiamate
D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309, art. 73
Norma sostanziale che incrimina la produzione, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti; citata per qualificare i reati per i quali è stata pronunciata la condanna oggetto dell'istanza di affidamento.
D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309, art. 74
Norma sostanziale che prevede circostanze e sanzioni relative ai reati di stupefacenti; citata insieme all'art. 73 come titolo delittuoso della condanna.
Codice di procedura penale, art. 591, comma 1, lett. a)
Previsione procedurale richiamata come fondamento dell'inammissibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse; la Corte l'ha invocata per dichiarare il ricorso inammissibile quando l'oggetto della domanda è già stato soddisfatto.
Codice di procedura penale, art. 568, comma 4
Richiama la nozione di interesse ad impugnare quale requisito soggettivo dell'atto di impugnazione; la sentenza richiama l'interpretazione giurisprudenziale secondo cui l'interesse deve essere immediato, concreto e attuale sia al momento della proposizione sia al momento della decisione.
Massime di principio
- Un ricorso per cassazione può essere dichiarato inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse se, tra la proposizione del ricorso e la decisione, il ricorrente ottiene esattamente l'effetto che perseguiva con l'atto impugnativo (es. concessione dell'affidamento in prova).
- L'interesse ad impugnare è valutato in termini utilitaristici: serve dimostrare un'utilità concreta e attuale derivante dall'annullamento o modifica della decisione impugnata; se questa utilità viene meno, viene meno anche l'interesse a proseguire il gravame.
- La sopravvenuta carenza di interesse non costituisce soccombenza; pertanto, in genere, non comporta condanna alle spese processuali né sanzioni pecuniarie a carico del ricorrente.
- Per evitare che un ricorso diventi privo di interesse, se la misura richiesta può essere concessa nel frattempo, è opportuno valutare la tempestività di ulteriori richieste o misure cautelari che preservino l'interesse all'impugnazione, oppure chiedere al giudice dichiarazioni o effetti che possano mantenere la rilevanza della decisione (ad es. questioni che impattino sulla qualificazione giuridica o su effetti indiretti).
- Se esistono effetti collaterali della decisione impugnata (ad esempio influssi sulla durata della misura, iscrizioni in registri, o altri effetti patrimoniali/giuridici), tali effetti possono conservare l'interesse all'impugnazione anche se l'oggetto principale è già stato ottenuto; pertanto valutare sempre gli effetti accessori prima di desistere.
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