Cassazione Penale, Sentenza n. 36337/2023 del 31/08/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Ricorso avverso la sentenza della Corte di appello di Palermo che aveva confermato la condanna in primo grado per reati connessi al furto (artt. 56, 110, 624, 625 n.2 e n.7 c.p.). Il primo motivo deduce l'estinzione del reato per difetto della condizione di procedibilità (mancanza di querela), alla luce della riforma (c.d. riforma Cartabia) che ha modificato il regime di procedibilità per il reato di furto. Il secondo motivo censura l'inosservanza della legge penale e vizio di motivazione in ordine alla dosimetria della pena.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il primo motivo, di carattere assorbente, fondato. Ha ricostruito che il d.lgs. 150/2022 (riforma Cartabia) ha reso il delitto di furto procedibile a querela della persona offesa salvo particolari aggravanti che nel caso non ricorrevano. Dall'esame degli atti risulta soltanto una denuncia orale e l'assenza di una manifestazione di volontà punitiva (querela). Non essendovi le condizioni per pronunciare un proscioglimento pieno ex art. 129, comma 2 c.p.p., la Corte ha disposto l'annullamento senza rinvio della sentenza impugnata perché l'azione penale non poteva essere iniziata per difetto di querela.
Norme richiamate
Codice penale, art. 624
Articolo relativo al reato di furto; il comma 30, come modificato dal d.lgs. 150/2022, ha inciso sul regime di procedibilità rendendo il delitto procedibile a querela della persona offesa salvo aggravanti peculiari.
d.lgs. 150/2022, art. 2 comma 10 lett. i)
"Il delitto \'è punibile a querela della persona offesa\'"
Ha modificato il regime di procedibilità per il furto (art. 624 c.p.), imponendo la procedibilità a querela salvo che non ricorrano specifiche aggravanti peculiari; nel caso esaminato tali aggravanti non risultano presenti.
Codice penale, art. 625 n.2 e n.7
Circostanze aggravanti contestate in primo grado; la Corte ha ritenuto che, se presenti, non fossero "peculiari" ai fini dell'esclusione della procedibilità a querela nel caso concreto.
Codice penale, artt. 56 e 110
Norme sul tentativo (art.56) e sul concorso di persone nel reato (art.110) richiamate nell'imputazione, ma non determinanti ai fini della questione di procedibilità oggetto del ricorso.
Codice di procedura penale, art. 129 comma 2
Prevede il proscioglimento pieno quando emergono circostanze tali da giustificarlo; la Corte ha ritenuto che nel caso non sussistessero elementi per adottare tale pronuncia, optando per l'annullamento senza rinvio per difetto di querela.
Massime di principio
- Dopo la riforma Cartabia (d.lgs. 150/2022) il reato di furto (art. 624 c.p.) \'in generale\' diventa procedibile a querela della persona offesa: occorre verificare la presenza formale della querela nei fascicoli processuali prima di proseguire l'azione penale.
- Una mera denuncia orale della persona offesa non sostituisce la querela e quindi non soddisfa la condizione di procedibilità; la volontà punitiva deve essere manifestata in modo idoneo (querela).
- Se mancano i presupposti di procedibilità e non emergono elementi tali da consentire un proscioglimento pieno ex art.129 c.p.p., il giudice di legittimità può annullare la sentenza impugnata senza rinvio per difetto di querela.
- In casi simili la difesa deve tempestivamente eccepire il difetto di querela e verificare la decorrenza temporale della riforma rispetto ai fatti contestati (applicazione temporale della norma) per valutare eventuali profili di retroattività o di temporanea incompatibilità.
- Questioni relative alla dosimetria della pena possono risultare assorbite da questioni preliminari di procedibilità: se il vizio procedurale principale viene accolto, le censure sostanziali sulla pena possono rimanere ininfluenti.
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