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Sentenza

Sentenza n. 108/2026 - Campobasso, Sezione 1

per l'ottemperanza del giudicato formatosi sulla sentenza n. 343/2024 del 5.12.2024, resa dal Tribunale di Campobasso, in funzione di Giudice del Lavoro, nel giudizio n. 406/2024 R.G..

Giustizia amministrativa202500350

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Molise - Campobasso, Sez. ISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Campobasso, Sezione Lavoro, che aveva riconosciuto il diritto alla Carta elettronica del docente e al beneficio complessivo di 3.000 euro

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al ricorrente (docente)

Prevale il privato

La controversia

La docente ha proposto ricorso ai sensi degli artt. 112 e ss. c.p.a. deducendo l'inottemperanza del Ministero alla sentenza del Tribunale di Campobasso, Sezione Lavoro, divenuta definitiva. La pronuncia civile aveva accertato il diritto al beneficio economico di 500 euro annui, tramite la Carta elettronica del docente, per gli anni scolastici dal 2018/2019 al 2023/2024, e aveva condannato il Ministero al pagamento complessivo di 3.000 euro, oltre interessi o rivalutazione. Nonostante la notificazione della sentenza, il Ministero non aveva inizialmente corrisposto le somme né attivato la Carta elettronica. Nel corso del giudizio di ottemperanza, l'amministrazione ha tuttavia aperto il borsellino elettronico e accreditato gli importi dovuti. La ricorrente ha quindi dichiarato la cessazione della materia del contendere, insistendo per la condanna del Ministero alle spese in ragione della sua soccombenza virtuale e del fatto che l'adempimento era intervenuto solo dopo la proposizione del ricorso.

La decisione

Il TAR ha dichiarato la cessazione della materia del contendere ai sensi dell'art. 34, comma 5, c.p.a., prendendo atto dell'avvenuto accredito, tramite la Carta elettronica del docente, degli importi riconosciuti dalla sentenza civile. Ha posto le spese a carico del Ministero, rilevando la sua manifesta inottemperanza fino alla proposizione del ricorso: l'adempimento era stato omesso nonostante il giudicato e riguardava un beneficio la cui attribuzione non presentava particolari difficoltà operative. La condanna è stata liquidata in 500 euro, oltre accessori di legge e rimborso del contributo unificato, con distrazione in favore del difensore antistatario.

Norme richiamate

  • artt. 112 ss. c.p.a.

    Disciplinano il giudizio di ottemperanza per ottenere l'esecuzione del giudicato.

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    Consente di dichiarare la cessazione della materia del contendere quando, nel corso del giudizio, sopravviene un integrale soddisfacimento della pretesa azionata.

  • art. 1 l. 107/2015

    Costituisce la base normativa del beneficio economico attribuito tramite la Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del personale docente.

  • art. 22, comma 36, l. 724/1994

    È richiamato nella sentenza civile quale disciplina degli interessi o della rivalutazione dovuti dalla maturazione del diritto all'accredito fino all'effettiva attribuzione.

Massime di principio

  • Quando l'amministrazione adempie integralmente al giudicato nel corso del giudizio di ottemperanza, il giudice deve dichiarare la cessazione della materia del contendere ai sensi dell'art. 34, comma 5, c.p.a.
  • L'adempimento sopravvenuto nel giudizio di ottemperanza non esclude la possibilità di porre le spese a carico dell'amministrazione, qualora la proposizione del ricorso sia stata resa necessaria dalla precedente e manifesta inottemperanza.
  • Ai fini della regolazione delle spese per soccombenza virtuale, rileva il comportamento dell'amministrazione sino alla proposizione del ricorso e la necessità dell'iniziativa giudiziaria per ottenere l'attuazione del giudicato.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaTrattamento economico e previdenziale
RamiProcesso amministrativoPubblico impiego e concorsi
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaSopravvenuta carenza di interesse

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