Sentenza n. 5514/2026 - Roma, Sezione 5Q
per l'annullamento previa adozione di misure cautelari del provvedimento di diniego del visto per motivi di studio, emesso in data 18/08/2025, dall’Ambasciata d’Italia a L’Avana, Cuba.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: diniego del visto di ingresso in Italia per motivi di studio emesso dall'Ambasciata d'Italia a L'Avana
Esito
Favorevole al ricorrente (genitori della richiedente)
Prevale il privato
La controversia
I ricorrenti hanno impugnato il diniego del visto per motivi di studio richiesto per la figlia minorenne. In sede cautelare il TAR aveva accolto la domanda ai fini del riesame; successivamente l'Ambasciata ha rilasciato il visto. L'Amministrazione ha eccepito, in via preliminare, l'inammissibilità del ricorso per difetto di legalizzazione della procura alle liti, chiedendo inoltre la cessazione della materia del contendere. I ricorrenti hanno chiesto la declaratoria di cessazione della materia del contendere e la condanna dell'Amministrazione alle spese.
La decisione
Il TAR ha respinto l'eccezione di inammissibilità, rilevando che la procura alle liti era munita della legalizzazione della competente Sede diplomatica. Ha dichiarato la cessazione della materia del contendere ai sensi dell'art. 34, comma 5, c.p.a., poiché il sopravvenuto rilascio del visto aveva integralmente soddisfatto la pretesa azionata. L'Amministrazione è stata condannata alla rifusione delle spese di lite, liquidate in euro 1.500,00 oltre accessori e rimborso del contributo unificato se versato, in ragione dell'esito della vicenda e della sopravvenuta soddisfazione della pretesa dopo l'intervento cautelare.
Norme richiamate
art. 60 c.p.a.
Ha consentito la definizione della controversia con sentenza in forma semplificata, previo avviso alle parti in camera di consiglio.
art. 34, comma 5, c.p.a.
La cessazione della materia del contendere è stata dichiarata perché il rilascio sopravvenuto del visto ha soddisfatto integralmente la pretesa della parte ricorrente.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
Ha costituito il presupposto, unitamente alla disciplina europea sulla protezione dei dati personali, per disporre l'oscuramento delle generalità della parte interessata.
artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679
Richiamati quale fondamento della tutela dei diritti e della dignità della parte interessata mediante oscuramento delle generalità.
Massime di principio
- Quando, dopo la proposizione del ricorso e anche in seguito a una misura cautelare di riesame, l'Amministrazione adotta un provvedimento che soddisfa integralmente la pretesa sostanziale dedotta in giudizio, il giudice dichiara la cessazione della materia del contendere ai sensi dell'art. 34, comma 5, c.p.a.
- L'eccezione di inammissibilità fondata sulla mancata legalizzazione della procura alle liti deve essere respinta quando dagli atti risulta che la procura è stata legalizzata dalla competente sede diplomatica.
- Il rilascio del provvedimento amministrativo richiesto non determina una mera sopravvenuta carenza di interesse, ma la cessazione della materia del contendere quando realizza pienamente il bene della vita perseguito con il ricorso.
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