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Sentenza

Sentenza n. 521/2026 - Reggio Calabria, Sezione 1

Giustizia amministrativa202600108

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Calabria - Reggio CalabriaSentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del TAR Calabria n. 556/2025, che aveva annullato il diniego di autorizzazione alla trasformazione di un accesso pedonale in accesso carraio sulla SS 106

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (ente gestore stradale)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha promosso il giudizio di ottemperanza chiedendo che fosse ordinato ad Anas S.p.A. di dare esecuzione alla sentenza del 24 luglio 2025 n. 556, mediante il rilascio dell'autorizzazione all'apertura o trasformazione dell'accesso carraio alla progressiva chilometrica 19+650 della SS 106, nel Comune di Motta San Giovanni. La sentenza di cognizione aveva annullato il precedente diniego di Anas del 17 aprile 2023, relativo all'istanza presentata il 10 gennaio 2023 e integrata il 15 febbraio 2023. Nel corso del giudizio di ottemperanza, Anas ha dedotto di avere rinnovato il procedimento in esecuzione delle statuizioni annullatorie e conformative, concludendolo con un nuovo provvedimento di rigetto del 27 aprile 2026. Tale nuovo provvedimento è stato autonomamente impugnato dalla ricorrente con ricorso per motivi aggiunti, valido anche come ricorso autonomo, nel distinto giudizio iscritto al n. 250/2026 R.R., nel quale è stata chiesta anche la declaratoria di nullità o l'annullamento del nuovo diniego e, nuovamente, l'ordine di rilascio dell'autorizzazione e la nomina di un commissario ad acta.

La decisione

Il TAR ha dichiarato improcedibile il ricorso per ottemperanza per sopravvenuta carenza di interesse. L'annullamento disposto dalla sentenza n. 556/2025 aveva imposto ad Anas la rinnovazione del procedimento; Anas ha adottato un nuovo provvedimento conclusivo, di rigetto, che la ricorrente ha impugnato in un distinto giudizio. Pertanto, l'eventuale illegittimità del nuovo diniego e le ulteriori pretese della ricorrente devono essere esaminate nel giudizio n. 250/2026 R.R., restando salvi gli esiti di tale giudizio. Le spese di lite sono state integralmente compensate.

Norme richiamate

  • art. 114 c.p.a.

    La disposizione è richiamata quale base normativa del giudizio di ottemperanza; il ricorso è stato dichiarato improcedibile perché, nelle more, l'amministrazione ha rinnovato il procedimento e adottato un nuovo provvedimento, autonomamente impugnato.

Massime di principio

  • Quando una sentenza di annullamento impone all'amministrazione la riedizione del potere, l'adozione di un nuovo provvedimento conclusivo del procedimento può determinare la sopravvenuta carenza di interesse al giudizio di ottemperanza, se il nuovo atto costituisce esecuzione delle statuizioni annullatorie e conformative.
  • La contestazione dell'illegittimità del nuovo provvedimento adottato in riedizione del potere deve essere proposta mediante autonoma impugnazione; le relative questioni non possono essere esaminate nel giudizio di ottemperanza ormai privo di interesse, salvo che il nuovo atto sia affetto da nullità per elusione o violazione del giudicato.
  • L'adozione di un nuovo diniego non comporta automaticamente l'inottemperanza al giudicato: occorre distinguere tra mancata riedizione del potere, da un lato, e riedizione eventualmente illegittima del potere, da accertare nel giudizio di cognizione sull'atto sopravvenuto, dall'altro.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesseEffetto conformativo e riedizione del potereOttemperanza e commissario ad acta

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