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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 8347/2024 del 27/02/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava la sentenza di condanna per occupazione abusiva di demanio marittimo (art. 1161 r.d. n. 327/1942) articolando quattro motivi: 1) censura sulla configurabilità del reato come illecito amministrativo anziché penale, deducendo che l'occupazione era realizzata mediante un natante "rimovibile" e con "mezzi di fortuna"; 2) vizio per mancata declaratoria di prescrizione, sulla base della tesi che la contestazione era relativa al 02/12/2016 e non vi era prova della protrazione fino al 2019; 3) mancata applicazione della non punibilità per particolare tenuità (art. 131-bis c.p.), per l'esiguità dell'area occupata e la presunta occasionalità; 4) censura sull'applicazione della sospensione condizionale della pena pecuniaria, sostenendo che l'imputato potrebbe avere interesse a non ottenerla.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto infondata la tesi che trasforma automaticamente in illecito amministrativo l'occupazione realizzata con un natante, quando all'occupazione si aggiungono opere o strutture distintamente realizzate (paletti conficcati, pontile in tavole) che estendono l'occupazione e la rendono penalmente rilevante ai sensi dell'art. 1161 cod. nav. Ha respinto la doglianza sulla prescrizione: il reato è permanente e, poiché l'imputazione ha indicato la sola data di accertamento (contestazione "aperta"), il giudice poteva valutare la protrazione fino al 2019; quindi la prescrizione non opera. Ha escluso la particolare tenuità perché la condotta si è protratta per circa tre anni. Ha infine rigettato la censura sulla sospensione condizionale per mancanza, nell'impugnazione, di allegazione di un interesse giuridicamente apprezzabile alla mancata applicazione del beneficio. Conseguenze processuali: dichiarazione di inammissibilità del ricorso, condanna del ricorrente alle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla cassa delle ammende per profili di colpa nella determinazione della inammissibilità. La condanna di primo grado (ammenda di euro 300, sospesa) resta operante.

Norme richiamate

  • art. 1161 r.d. n. 327 del 1942 (codice della navigazione)

    "[c]hiunque arbitrariamente occupa uno spazio del demanio marittimo o aeronautico o delle zone portuali della navigazione interna, ne impedisce l'uso pubblico o vi fa innovazioni non autorizzate, ovvero non osserva i vincoli cui è assoggettata la proprietà privata nelle zone prossime al demanio marittimo od agli aeroporti"

    La Corte interpreta la norma nel senso che l'occupazione di demanio è di regola reato; l'unica eccezione (illecito amministrativo) vale quando l'occupazione è effettuata esclusivamente "con un veicolo" facilmente rimovibile. Se, invece, oltre al veicolo sono usate opere o strutture distinte (paletti, pontili), opera la fattispecie penale.

  • art. 158 cod. pen. (prescrizione)

    Richiamata nella doglianza sulla prescrizione; la Corte rammenta che il reato è permanente e che, in caso di imputazione con sola data di accertamento (contestazione "aperta"), la protrazione può essere valutata dal giudice senza contestazione suppletiva, escludendo la prescrizione.

  • art. 131-bis cod. pen. (non punibilità per particolare tenuità)

    La Corte valuta la particolare tenuità alla luce della durata e delle modalità della condotta: la protrazione pluriennale dell'occupazione legittimamente esclude l'applicazione della causa di non punibilità.

  • art. 163 cod. pen. (sospensione condizionale della pena)

    La Corte conferma che l'applicazione della sospensione condizionale può essere impugnata dall'imputato solo se quest'ultimo allega un interesse giuridicamente apprezzabile correlato alla funzione della sospensione; l'assenza di tale allegazione rende la censura inammissibile.

  • art. 606 cod. proc. pen. (motivazione degli atti impugnati)

    Norma richiamata dai motivi di ricorso per denunciare difetto di motivazione; la Corte giudica le censure di motivazione non fondate o inespressive rispetto al sindacato di legittimità.

  • art. 165-bis cod. proc. pen.

    Richiamato dalla Cassazione per osservare che l'allegazione di travisamento della prova va supportata da produzione del verbale o richiesta di allegazione ai sensi di tale norma; la mancata produzione rende l'affermazione non idonea.

  • art. 516 cod. proc. pen.

    Citato nel quadro delle regole sulla necessitaà di modifiche dell'imputazione quando la contestazione è "chiusa"; la Corte spiega che nel caso "aperto" non è richiesta contestazione suppletiva.

Massime di principio

  • Se l'occupazione del demanio marittimo avviene non solo mediante un natante ma anche mediante opere o strutture distinte (paletti, pontili, corpi morti), l'ipotesi è penalmente rilevante ai sensi dell'art. 1161 e non automaticamente sanzionabile soltanto con illecito amministrativo.
  • Il reato di occupazione abusiva del demanio è reato permanente: se l'imputazione indica solo la data di inizio o di accertamento (contestazione "aperta"), il giudice può valutare la protrazione della condotta fino a data successiva senza necessitaà di contestazione suppletiva; la prescrizione va valutata di conseguenza.
  • La particolare tenuità della fattispecie (art. 131-bis c.p.) è esclusa dalla protrazione temporale della condotta: una occupazione pluriennale è elemento decisivo contro l'applicazione della non punibilità per tenuità.
  • La concessione della sospensione condizionale di pena può essere impugnata dall'imputato solo se questi dimostra un interesse giuridicamente apprezzabile correlato alla funzione della misura; semplici argomentazioni di opportunità non sono sufficienti.
  • In sede di legittimità non è consentito un nuovo apprezzamento libero della prova; le doglianze su presunto travisamento devono essere adeguatamente documentate (verbali, atti) secondo le regole processuali per essere valutate.

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