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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 5906/2023 del 13/02/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La ricorrente era stata condannata in primo grado, con rito abbreviato, per il delitto previsto dall'art. 2 del d.lgs. n. 74/2000 quale amministratrice del CONSORZIO MACELLAI per aver indicato in dichiarazione fatture emesse dalla societa' RE-METAL ritenuta emettere operazioni inesistenti. In Cassazione la VACCARI ha dedotto principalmente: (i) violazione di legge con riferimento all'elemento psicologico, rilevando che la prima fattura contestata era antecedente alla sua nomina e che le fatture non erano state acquisite agli atti, per cui non sarebbe dimostrabile la consapevolezza della inesistenza delle operazioni; (ii) vizi di motivazione relativi all'assunto che l'opzione per il rito abbreviato avrebbe reso inutile acquisire ulteriori fatture; (iii) vizio di motivazione relativo alla presunta mancata considerazione di prove attestanti l'effettivita' degli esborsi verso RE-METAL.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che le censure siano reiterative rispetto all'appello e carenti di specificita'. I giudici hanno considerato che la ricorrente non ha confutato le convergenti valutazioni dei giudici di merito circa la natura 'cartiera' della RE-METAL e l'inesistenza delle operazioni, fondate su molteplici indizi (variazioni societarie 'vorticose', assenza di sedi operative e lavoratori, mancato pagamento imposte, incoerenze nelle dichiarazioni dei lavoratori, assenza di descrizione delle prestazioni nelle fatture, irreperibilita' della societa' presso la sede legale, registrazione contabile e dichiarativa delle fatture senza previa verifica delle credenziali). La Corte ha inoltre affermato la piena utilizzabilita' degli atti di indagine in caso di rito abbreviato e la mancanza di elementi documentali messi dalla ricorrente a contrastare efficacemente le conclusioni della polizia giudiziaria. Conseguentemente il ricorso e' stato dichiarato inammissibile e la ricorrente condannata alle spese processuali e al pagamento di Euro 3.000 alla Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • d.lgs. n. 74 del 2000, art. 2

    art. 2 d.lgs. n. 74 del 2000

    Il reato contestato e' quello di dichiarazione fraudolenta mediante utilizzo di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti; la Corte ha ritenuto che gli elementi probatori indicati in atti e valutati in primo e secondo grado fossero idonei a dimostrare l'elemento psicologico e la consapevolezza dell'utilizzo di documentazione relativa ad operazioni inesistenti.

Massime di principio

  • In Cassazione i motivi devono essere specifici e non meramente reiterativi dell'appello: doglianze generiche sulla carenza istruttoria o sull'assenza di dolo sono spesso inammissibili se non confrontano punto per punto le valutazioni dei giudici di merito.
  • La qualita' di 'cartiera' di una societa' puo' essere desunta da una pluralita' di indizi (variazioni societarie continue, inesistenza di sedi operative, assenza di personale reale, mancato pagamento di imposte, incongruenze nelle dichiarazioni): tali indizi, se valutati congiuntamente, possono fondare la conclusione di operazioni inesistenti.
  • L'opzione del rito abbreviato comporta la piena utilizzabilita' degli atti d'indagine nel giudizio; pertanto la difesa che contesti risultati investigativi deve fornire elementi concreti e documentali contrari e non limitarsi ad affermazioni non specificate.
  • Movimenti bancari o presunti pagamenti non producono automaticamente effetto liberatorio se non dimostrano la riconducibilita' a operazioni commerciali effettive; va provata la corrispondenza tra pagamenti e prestazioni reali.
  • Per contrastare efficacemente accuse basate su fatture per operazioni inesistenti serve documentazione probante (contratti, prove di fornitura, riscontri oggettivi) e, se rilevante, dimostrare che le fatture non sono state effettivamente utilizzate in dichiarazione o che sono state annotate per errore senza consapevolezza del carattere fittizio.

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