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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 7929/2022 del 04/03/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Coluccello impugnava l'ordinanza del Tribunale di Lecce del 10/08/2021 che aveva rigettato l'appello avverso il provvedimento del Tribunale di Brindisi del 14/07/2021, con cui era stata respinta la richiesta di sostituzione della custodia in carcere con gli arresti domiciliari. Il ricorso per cassazione (due motivi) deduceva nullità e vizio di motivazione: 1) mancata valutazione della richiesta di sostituzione con riferimento al trattamento riservato ai coimputati (Carone Aldo Bruno, Carone Eupremio e Sergio Giuseppe) e violazione di norme processuali (artt. 125, 273, 274, 292, 309 c.p.p. e legge 47/2015) in relazione all'art. 606 c.p.p.; 2) mancata considerazione dell'attenuazione delle esigenze cautelari per il tempo trascorso e conseguente necessità di sostituire la custodia in carcere con arresti domiciliari rafforzati da braccialetto elettronico (vizi richiamati: artt. 125, 274, 275, 284, 292, 309 c.p.p., in relazione all'art. 606 c.p.p.).

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse: il ricorrente, con atto del 20/12/2021, ha dichiarato di rinunciare al ricorso e, soprattutto, il Tribunale di Brindisi il 15/10/2021 aveva già concesso al Coluccello la misura degli arresti domiciliari invocata. La Corte ha inoltre stabilito che tale inammissibilità sopravvenuta non comporta provvedimenti accessori di condanna (né spese, né sanzione pecuniaria alla cassa delle ammende), in conformità alla costante giurisprudenza indicata nella sentenza.

Norme richiamate

  • art. 310 cod. proc. pen.

    Norma che disciplina l'appello proposto nell'interesse dell'imputato; qui richiamata come titolo dell'impugnazione originaria proposta al Tribunale di Lecce.

  • art. 125 cod. proc. pen.

    Richiamato dalla difesa come norma processuale rilevante per l'adeguatezza della motivazione e per il corretto svolgimento dell'istruttoria; la Corte non ha affrontato nel merito per sopravvenuta carenza di interesse.

  • art. 273 cod. proc. pen.

    Norma sulle misure cautelari (richiamata dalla difesa per contestare la valutazione cautelare), non valutata nel merito dato l'esito per sopravvenuta carenza di interesse.

  • art. 274 cod. proc. pen.

    Disposizione che disciplina la revoca o la sostituzione delle misure cautelari; la difesa sostiene che non sia stata correttamente applicata dal Tribunale distrettuale.

  • art. 292 cod. proc. pen.

    Norma sulle esigenze cautelari e sui presupposti della custodia; evocata per contestare la motivazione del rigetto, ma non esaminata nel merito dalla Corte.

  • art. 309 cod. proc. pen.

    Norma sulle disposizioni generali in tema di misure cautelari; richiamata dalla difesa nell'ambito del primo motivo.

  • art. 275 cod. proc. pen.

    Riferimento procedurale invocato nel secondo motivo con riguardo a modifiche delle esigenze cautelari nel tempo.

  • art. 284 cod. proc. pen.

    Norma sulle misure alternative e modalità d'esecuzione, citata dalla difesa come rilevante per la sostituzione con arresti domiciliari e braccialetto elettronico.

  • art. 606 lett. b), c) ed e) cod. proc. pen.

    Criteri di cassazione richiamati dalla difesa per fondare i motivi di nullità e vizio di motivazione (vizi di diritto e motivazionali).

  • legge 47/2015

    Richiamata per le modifiche apportate al codice di procedura penale in materia cautelare; la difesa l'ha evocata per sostenere la violazione delle norme processuali sul punto.

  • art. 591, comma 1 cod. proc. pen.

    Norma che disciplina le ipotesi di inammissibilità della cassazione; citata per distinguere la sopravvenuta carenza di interesse dalle cause di inammissibilità previste dall'articolo.

  • art. 606, comma 3 cod. proc. pen.

    Richiamato insieme all'art. 591 per sottolineare che la dichiarazione di inammissibilità per sopravvenuta carenza di interesse non comporta automaticamente le sanzioni accessorie previste per altre forme di inammissibilità.

Massime di principio

  • Se, durante il corso del ricorso per cassazione, il ricorrente ottiene il rimedio o la misura richiesta (es. sostituzione della custodia in carcere con arresti domiciliari), il ricorso può essere dichiarato inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse.
  • La rinuncia al ricorso da parte dell'imputato, soprattutto se autenticata, e l'intervenuta concessione della misura richiesta rendono superflua la valutazione del merito e legittimano la dichiarazione di inammissibilità.
  • La sopravvenuta mancanza di interesse non comporta automaticamente condanne accessorie (spese o sanzioni pecuniarie) se la dichiarazione di inammissibilità è dovuta esclusivamente alla sopravvenuta carenza di interesse, conformemente alla giurisprudenza della Corte di Cassazione.
  • Nel merito, i motivi che lamentano vizio di motivazione o mancata comparazione con il trattamento riservato a coimputati devono documentare concretamente la differenza di posizione o le ragioni per cui le esigenze cautelari sarebbero attenuate; in assenza di decisione di merito (per sopravvenuta carenza d'interesse) tali questioni restano inevase.
  • Chi propone impugnazioni cautelari dovrebbe monitorare tempestivamente l'evoluzione degli atti (es. provvedimenti di giudice dell'esecuzione o del giudice di merito) e valutare la rinuncia o il ritiro del ricorso quando l'obiettivo è già stato raggiunto, per evitare inutili procedure.

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