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Sentenza

Sentenza n. 2959/2026 - Roma, Sezione 2T

per l’annullamento 1) del diniego di condono prot. n. 6177 del 12 dicembre 2022 sull’istanza di sanatoria prot. 705 del 28 febbraio 1995 (presentata ex l. n. 724/1994); 2) del preavviso di diniego prot. n. 3262 del 24 giugno 2021; 3) nonché di ogni altro atto a detti provvedimenti presupposto, connesso o conseguente, ancorché non conosciuto.

Giustizia amministrativa202302377

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il TAR ha preso atto della dichiarazione dei ricorrenti circa il rilascio del permesso di costruire in sanatoria e ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse. Il rilascio del titolo edilizio in sanatoria ha eliminato l’utilità concreta della pronuncia sull’impugnazione del precedente diniego di condono. Le spese di lite sono state compensate in considerazione delle ragioni della definizione in rito.

TAR Lazio - Roma, Sez. II quaterSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di condono edilizio relativo a un’istanza di sanatoria presentata ai sensi della l. n. 724/1994, unitamente al preavviso di diniego

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

I comproprietari dell’edificio a uso abitativo hanno impugnato il diniego comunale di condono del 12 dicembre 2022, relativo all’istanza di sanatoria presentata il 28 febbraio 1995 ai sensi della l. n. 724/1994, nonché il precedente preavviso di diniego e gli atti connessi. Dal testo non risultano specificamente esposti i motivi di illegittimità dedotti. Nel corso del giudizio, i ricorrenti hanno dichiarato che il Comune, accogliendo una successiva istanza, aveva rilasciato il permesso di costruire in sanatoria il 15 novembre 2025; per tale ragione hanno rappresentato il venir meno dell’interesse alla decisione del ricorso.

Norme richiamate

  • l. n. 724/1994

    La domanda originaria di sanatoria era stata presentata ai sensi della disciplina sul condono edilizio prevista dalla legge; il giudice non ha esaminato nel merito i presupposti della sanatoria.

  • art. 87, comma 4-bis, c.p.a.

    Richiamato nell’epigrafe processuale in relazione alla trattazione della causa; dal testo non emerge una specifica interpretazione della disposizione.

Massime di principio

  • Il rilascio, nel corso del giudizio, di un titolo edilizio in sanatoria relativo all’intervento oggetto di un precedente diniego può determinare il venir meno dell’interesse concreto e attuale all’annullamento del diniego, con conseguente improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse.
  • Quando la parte ricorrente dichiara espressamente che il rilascio del titolo amministrativo sopravvenuto ha eliminato il proprio interesse alla decisione e tale circostanza rende priva di utilità la pronuncia richiesta, il giudice deve dichiarare l’improcedibilità del ricorso, senza esaminare i motivi di legittimità dell’atto impugnato.

Come è indicizzato

MaterieSanatoria e condono edilizioEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiEdiliziaProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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