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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 7543/2025 del 25/02/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che aveva dichiarato inammissibile l'istanza di riesame proposta da Cesario Faiulo avverso il sequestro conservativo disposto il 23/09/2024 su beni intestati alla società Fama srl. Il ricorrente, pur non essendo titolare formale dei beni, è socio unico della società e aveva interesse concreto al riesame (salvaguardia del capitale sociale / pregiudizio economico). Il Tribunale aveva ritenuto l'istanza inammissibile sostenendo che Faiulo si era proposto quale persona fisica e non come legale rappresentante della società, applicando per errore regole di legittimazione proprie del sequestro preventivo.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, annullando l'ordinanza impugnata e rinviando per nuovo esame al Tribunale di Lecce. I giudici di legittimità hanno ritenuto che, ai sensi dell'art. 318 cod. proc. pen., la legittimazione a proporre riesame contro il sequestro conservativo è ampia e sussiste quando il ricorrente prospetti un interesse concreto e attuale (anche il socio unico che subisca pregiudizio dal mantenimento della misura). Il Tribunale aveva quindi applicato erroneamente la disciplina relativa al sequestro preventivo, limitando indebitamente la legittimazione.

Norme richiamate

  • art. 318 cod. proc. pen.

    "chiunque vi abbia interesse può proporre richiesta di riesame, anche nel merito, a norma dell'articolo 324"

    La norma riconosce una legittimazione ampia a presentare riesame contro il sequestro conservativo: non è limitata al proprietario o all'imputato, ma comprende chiunque dimostri un interesse concreto e attuale, compresi soggetti che possono subire pregiudizio (es. soci, creditori, altri titolari di diritti).

  • art. 322 cod. proc. pen.

    Richiamata per contrasto: disciplina il sequestro preventivo e prevede una legittimazione più ristretta (imputato, difensore, persona cui le cose sono state sequestrate o che avrebbe diritto alla restituzione), evidenziando la differenza con il regime dell'art. 318.

  • Sez. Unite, sent. n. 47999/2014 (Alizzi)

    Stato di principio secondo cui il regime delle impugnazioni è differenziato tra sequestro conservativo e preventivo: per il conservativo la legittimazione è più ampia e riguarda anche chi può subire pregiudizio dalla misura.

  • Sez. 3, n. 37450 del 11/04/2017 (Rv. 270542)

    Precedente secondo cui l'imputato non proprietario del bene può essere legittimato a chiedere il riesame del sequestro conservativo se prospetta un interesse concreto e attuale.

  • Sez. 1, n. 5039 del 18/09/1997 (Rv. 208970)

    Principio secondo cui anche l'imputato deve prospettare un interesse concreto a proporre il riesame quando i beni sequestrati appartengono a soggetto diverso; cioè la legittimazione è ancorata all'effettivo interesse dimostrato.

Massime di principio

  • Il sequestro conservativo ha un regime di legittimazione più ampio rispetto al sequestro preventivo: possono proporre riesame "chiunque vi abbia interesse", inclusi soci, creditori e altri soggetti che subiscono pregiudizio.
  • Essere socio unico (o comunque avere rilevante interesse patrimoniale nella società destinataria del sequestro) può conferire legittimazione a proporre riesame anche se il ricorrente non è il proprietario formale dei beni.
  • Il giudice di merito non può applicare le regole di ammissibilità proprie del sequestro preventivo al riesame di un sequestro conservativo: occorre valutare l'interesse concreto prospettato dall'istante ai sensi dell'art. 318.
  • Per essere accolto, il ricorso di riesame non necessita della titolarità formale del bene, ma della dimostrazione di un interesse concreto ed attuale (anche mediante la prospettazione di pregiudizio patrimoniale o finanziario).
  • In situazioni analoghe il giudice deve valutare nel merito l'esistenza del fumus e del periculum in mora solo dopo aver accertato la legittimazione in capo all'istante; l'assenza di qualità formale (es. non essere legale rappresentante) non è di per sé motivo di inammissibilità se l'interesse emergente è provato.

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