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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 32783/2022 del 06/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il Ministero ha impugnato l'ordinanza del Tribunale di sorveglianza di Torino che aveva respinto il reclamo del Dipartimento avverso l'ordinanza del magistrato di sorveglianza di Novara che aveva autorizzato un colloquio audio-visivo tra il detenuto Antonio Raffaele Ligato (41-bis, Casa circondariale di Novara) e il padre Raffaele Ligato (detenuto presso la casa di reclusione di Milano Opera). Il ricorso in cassazione denunciava violazione dell'art. 41-bis ord. pen., sostenendo l'incompatibilità del colloquio mediante video-collegamento tra due detenuti entrambi sottoposti al regime differenziato

La decisione

Il ricorso è stato rigettato. La Corte ha ritenuto legittima l'autorizzazione al colloquio in video collegamento tra due detenuti, anche se entrambi sottoposti a regime differenziato, confermando l'orientamento giurisprudenziale favorevole (decisioni Trigila, Madonia, Ennanuello). La Corte ha motivato che lo strumento del colloquio remoto, adottato per superare impedimenti quali la condizione epidemica, è applicabile anche al caso di due familiari detenuti in istituti diversi e impossibilitati a incontrarsi in presenza, salvo che sussistano specifiche ragioni di incompatibilità con le finalità del 41-bis

Norme richiamate

  • art. 41-bis ord. pen.

    La norma disciplina un regime detentivo speciale con misure restrittive (es. colloqui con vetro divisorio). La Corte ha interpretato che l'art. 41-bis non esclude in via assoluta il colloquio mediante video collegamento tra detenuti sottoposti al regime differenziato; l'eventuale limitazione va valutata caso per caso in funzione della finalità di sicurezza e delle ragioni ostative specifiche

  • Sentenza Sez. 1, Trigila

    Sez. 1, n. 7654 del 12/12/2014, Rv. 262417

    Orientamento favorevole al riconoscimento dello strumento del colloquio a distanza nella disciplina penitenziaria; base giurisprudenziale seguita per la continuità interpretativa

  • Sentenza Sez. 1, Madonia

    Sez. 1, n. 23819 del 22/06/2020, Rv. 279577

    Conferma della possibilità di utilizzare il colloquio a distanza come modalità compatibile con le esigenze detentive, soprattutto in condizioni che impediscono il colloquio in presenza

  • Sentenza Sez. 1, Ennanuello

    Sez. 1, n. 19290 del 09/04/2021, Rv. 281221

    Ulteriore conferma giurisprudenziale dell'ammissibilità del colloquio mediante video collegamento in determinati casi, rafforzando l'orientamento favorevole

  • Pronuncia contrastante (menzionata)

    Decisione che aveva escluso la compatibilità del video-colloquio con le finalità del regime speciale; citata dalla Corte come precedente non seguito per dare continuità all'orientamento favorevole

Massime di principio

  • Il colloquio mediante video-collegamento è strumento riconosciuto e può essere autorizzato anche tra due detenuti, parenti, detenuti in istituti diversi e sottoposti a regime differenziato, quando l'incontro in presenza sia impedito
  • L'art. 41-bis non vieta automaticamente il colloquio a distanza: va effettuata una valutazione motivata, bilanciando le esigenze di sicurezza e le finalità restrittive del regime con il diritto al mantenimento dei rapporti familiari
  • La possibilità di autorizzare il collegamento remoto è rafforzata quando la ratio (es. superare impedimenti quali emergenze sanitarie) giustifica l'uso dello strumento per garantire il contatto familiare
  • Il diniego del video-colloquio deve essere specificamente motivato su base di incompatibilità concreta (pericolosità, esigenze investigative, motivi di sicurezza) e non può essere automatico per il solo fatto che i soggetti siano in 41-bis
  • In presenza di giurisprudenza favorevole consolidata, l'Amministrazione penitenziaria dovrebbe applicare il criterio di gradualità e proporzionalità prima di negare modalità di colloquio a distanza

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