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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 23248/2025 del 23/06/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorso verteva sull'assoluzione pronunciata dal Tribunale di Messina (20/03/2025) nei confronti di Salvatore Vigneri, imputato del porto, nel bagagliaio dell'autovettura che conduceva, di una mazza da baseball il 27/10/2023, in rito immediato derivante da opposizione a decreto penale di condanna. Il Procuratore generale ha dedotto violazione di legge e vizio di motivazione: a suo avviso il Tribunale avrebbe escluso la responsabilità per difetto dell'elemento soggettivo basandosi su circostanza (appartenenza dell'autovettura alla madre) non addotta dall'imputato al momento del controllo, contrastando la giurisprudenza che richiede che il giustificato motivo previsto dall'art. 4, secondo comma, l. n. 110/1975 sia dedotto nell'immediatezza; inoltre il PG sosteneva che, trattandosi di illecito contravvenzionale, la responsabilità potrebbe sussistere anche a titolo di colpa.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso infondato e ha confermato l'assoluzione. Ha ritenuto che il Tribunale non abbia invocato le dichiarazioni della madre come giustificazione postuma del porto, bensì come elemento probatorio per escludere la consapevolezza dell'imputato di detenere la mazza. Ha inoltre ritenuto inammissibile la richiesta di rivalutazione degli indizi come se ricostruzione probatoria spettasse alla Corte di legittimità; il rilievo sul possibile titolo di responsabilità per colpa è stato giudicato troppo generico e privo dell'indicazione di una regola cautelare specifica che imponga all'imputato l'obbligo di controllare il bagagliaio in tali circostanze.

Norme richiamate

  • art. 4 l. 18 aprile 1975, n. 110

    Riferimento alla disciplina del porto di armi/strumenti atti ad offendere; la Corte ricorda che il giustificato motivo citato dalla giurisprudenza è quello dedotto nell'immediatezza del controllo, ma nel caso di specie il Tribunale ha utilizzato altri elementi probatori per escludere la consapevolezza dell'imputato, non per riconoscere un giustificato motivo postumo.

  • Giurisprudenza di legittimità richiamata (Sez.1, n. 19307 del 30/01/2019, Naimi)

    principio secondo cui il giustificato motivo del porto deve essere dedotto nell'immediatezza del controllo

    La Corte distingue il caso: pur richiamando il principio, osserva che non si è trattato di ammettere una giustificazione postuma, bensì di valutare se la prova dimostrasse l'assenza di consapevolezza dell'imputato.

  • Giurisprudenza sulla limitazione del sindacato di Cassazione (Sez. 2, n. 9106 del 12/02/2021; Sez. 3, n. 18521 del 11/01/2018; Sez. 2, n. 29480 del 07/02/2017)

    La Corte ribadisce che in sede di legittimità non è ammessa la rivalutazione del compendio probatorio nel merito: il controllo è limitato alla legalità e alla logica della motivazione, non a una nuova ponderazione degli indizi o della loro gravità e concordanza.

Massime di principio

  • L'assoluzione per mancata consapevolezza della detenzione di un oggetto nel veicolo è legittima se il giudice di merito, valutando il complesso probatorio, ritiene che la Procura non abbia dimostrato oltre ogni ragionevole dubbio la conoscenza dell'imputato.
  • La circostanza che una motivazione si basi su dichiarazioni postume (es. di terzi) non implica automaticamente un 'giustificato motivo' invalidante: tali dichiarazioni possono essere valutate come elementi probatori per escludere la consapevolezza, purché la motivazione sia logica e ancorata agli atti.
  • Per sostenere la responsabilità a titolo di colpa nel porto di strumenti atti ad offendere occorre dedurre e dimostrare regole di condotta violate (standard di diligenza) e non limitarsi a rilievi generici; la semplice asserzione che l'illecito è contravvenzionale non sostituisce questa esigenza probatoria.
  • In sede di Cassazione le critiche devono mirare a vizi di diritto o a carenze logico-giuridiche della motivazione: non è ammissibile chiedere la riconsiderazione dei fatti o la nuova ponderazione delle prove.

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