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Sentenza

Sentenza n. 1868/2026 - Roma, Sezione 5

per l'annullamento della determinazione prot. n. G11247 del 4 settembre 2025, avente a oggetto "Procedura aperta finalizzata alla stipula di convenzioni quadro per servizi di pulizia e sanificazione a ridotto impatto ambientale e servizi accessori per le sedi delle amministrazioni del territorio della Regione Lazio - Edizione 2. Procedura suddivisa in 4 lotti. Indetta con determinazione G06067 del 22/05/2024. LOTTO 4 - Provvedimento di esclusione", con cui la Regione Lazio ha disposto l'esclusione della società Diemme S.r.l. dalla procedura di gara; nonché di ogni altro atto presupposto, connesso o consequenziale, anche non conosciuto, ovvero richiamato nella sopra citata determinazione, ivi inclusi i verbali nn. 3 del 25.6.2025 e 5 del 11.7.2025 del RUP, l'eventuale aggiudicazione frattanto disposta e gli atti ivi richiamati; nonché per il subentro dell'odierno ricorrente nella convenzione quadro eventualmente stipulata, con la richiesta, in subordine, del risarcimento per equivalente dei danni subiti in conseguenza dell'esecuzione dei provvedimenti impugnati;

Giustizia amministrativa202512349

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. VSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: provvedimento di esclusione dalla gara relativa al lotto 4 per servizi di pulizia e sanificazione, nonché gli atti connessi e l'eventuale aggiudicazione

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (stazione appaltante)

Prevale l’amministrazione

La controversia

L’impresa ricorrente ha impugnato il provvedimento regionale che ne disponeva l’esclusione dal lotto 4 di una procedura aperta suddivisa in quattro lotti, chiedendo l’annullamento degli atti presupposti, connessi e consequenziali, il subentro nella convenzione quadro eventualmente stipulata e, in subordine, il risarcimento per equivalente. Con memoria del 15 dicembre 2025, la ricorrente ha dichiarato che la reiezione del diverso ricorso iscritto al NRG 11782/2025 avrebbe determinato la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione del presente giudizio.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse. Il Collegio ha rilevato che, nella medesima udienza pubblica, era stato respinto il ricorso NRG 11782/2025 e che, in applicazione della dichiarazione resa dalla ricorrente, tale reiezione aveva fatto venir meno l’interesse alla coltivazione del presente gravame. Non sono stati esaminati i motivi di legittimità relativi all’esclusione né le domande di subentro o risarcimento. Le spese di lite sono state compensate tra le parti, anche in ragione della definizione in rito.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, lett. c, c.p.a.

    improcedibilità del ricorso per sopravvenuto difetto di interesse

    La sopravvenuta carenza di interesse alla decisione comporta la dichiarazione di improcedibilità del ricorso.

  • art. 85, comma 9, c.p.a.

    Richiamato dal Collegio nel contesto della definizione del giudizio, senza una specifica interpretazione ulteriore nel testo.

Massime di principio

  • La dichiarazione della parte secondo cui un determinato esito di altro giudizio comporterà il venir meno dell’interesse alla decisione rende procedibile la declaratoria di improcedibilità quando quell’esito si verifica effettivamente.
  • Il ricorso deve essere dichiarato improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse quando, per effetto di una decisione intervenuta in un giudizio connesso o collegato, viene meno l’utilità concreta che il ricorrente potrebbe conseguire dalla pronuncia sul gravame.
  • La declaratoria di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse impedisce l’esame dei motivi di legittimità e delle domande consequenziali non più utilmente perseguibili.

Come è indicizzato

MaterieRito appalti e sorte del contrattoEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiContratti pubbliciProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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