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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 21694/2023 del 22/05/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della sentenza d'appello che aveva confermato la condanna per i reati di furto aggravato (capo A) e di indebito utilizzo di strumenti di pagamento. Il ricorso per cassazione deduceva: 1) carenza di motivazione in relazione al motivo d'appello che censurava la dichiarazione di inammissibilità del rito abbreviato; 2) mancata acquisizione, ai fini della valutazione della continuazione, di una precedente sentenza di condanna del prevenuto; 3) insufficienza dell'apparato motivazionale in ordine alla responsabilità per il furto.

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile per tardività. La Corte ha rilevato che la motivazione della sentenza d'appello è stata depositata l'11 maggio 2022 (entro i 30 giorni indicati nel dispositivo) e quindi il termine di 45 giorni per proporre ricorso per cassazione (art. 585 c.p.p.) è scaduto il 26 giugno 2022, prorogato al 27 giugno 2022 essendo la scadenza domenica. Il ricorso è stato depositato il 25 luglio 2022, oltre il termine. Per effetto dell'inammissibilità il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della cassa delle ammende, ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 173, comma 1, disp. att. cod. proc. pen.

    Norma procedurale richiamata per l'enunciazione dei motivi di ricorso; indica la modalità formale di esposizione dei motivi dedotti in cassazione.

  • art. 585 cod. proc. pen.

    termine di quarantacinque giorni per proporre ricorso per cassazione

    Stabilisce il termine ordinario di 45 giorni per proporre ricorso per cassazione; la Corte ha calcolato il termine a decorrere dal deposito della motivazione della sentenza d'appello e ha applicato la proroga quando l'ultimo giorno cade di domenica.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Consente la condanna del ricorrente al versamento di una somma alla cassa delle ammende in caso di ricorso inammissibile per colpa; qui utilizzato per irrogare l'ammenda di euro 3.000.

  • Corte costituzionale, sentenza 13 giugno 2000, n. 186

    Giurisprudenza citata in ordine alla valutazione dei profili di colpa che giustificano l'applicazione dell'ammenda per ricorso inammissibile.

Massime di principio

  • Verificare con cura la data di deposito della motivazione della sentenza impugnata: il termine per proporre ricorso per cassazione decorre da tale deposito e non dalla data della pronuncia.
  • Calcolare i termini processuali includendo le proroghe previste per la coincidenza con giorni festivi o domenicali: se l'ultimo giorno cade di domenica la scadenza si sposta al giorno successivo.
  • Conservare e documentare la prova della tempestiva presentazione (ricevute, attestazioni di deposito, PEC, ecc.): in caso di contestazione della tempestività la prova documentale è determinante.
  • Il mancato rispetto del termine di impugnazione determina, salvo rari casi di reintegrazione, l'inammissibilità del ricorso e può comportare sanzioni economiche (cassa delle ammende) se la tardività è attribuibile a colpa del ricorrente.
  • Prima di proporre ricorso in cassazione, valutare se gli eventuali profili di motivazione contestati possono essere efficacemente impugnati e se sono disponibili mezzi per contestare la data di decorrenza del termine (es. contestare la data di deposito della motivazione solo se esistono elementi probatori).

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