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Sentenza

Sentenza n. 5863/2026 - Napoli, Sezione 2

per l'annullamento - della nota prot. n. 1163 del 16/01/2026, emessa dal Comune di Palma Campania, V Settore Sviluppo Economico del Territorio, recante "richiesta integrazioni" relativa alla pratica "Dichiarazioni specifiche per S.C.A. presentata in assenza di lavori", con cui il Responsabile del suddetto Settore afferma che l' "aggiornamento autorizzazione sindacale di abitabilità/usabilità … 18/7/1972" non sarebbe fattispecie contemplata e impone la presentazione di Segnalazione Certificata di Agibilità "ordinaria" ex art. 24, commi 1-2, lett. c), d.P.R. 380/2001, subordinandone l'esame anche al pagamento di diritti di segreteria (€ 55,00) e a ulteriore documentazione; - della comunicazione del 16/01/2026 (relativa ai prot. n. 485 del 09/01/2026 e n. 759 del 13/01/2026), con cui il medesimo Comune di Palma Campania, V Settore Sviluppo Economico del Territorio: ribadisce integralmente la precedente nota 16/01/2026; - dichiara che la documentazione trasmessa successivamente (documento d'identità e Di.Co. impianti D.M. 37/2008) "non è produttiva di effetti ai fini dell'attestazione dell'agibilità"; collega la mancata presentazione della SCA "ordinaria" al mancato rilascio del codice CUSR; - afferma di non poter "in alcun modo riconsiderare" e preannuncia l'archiviazione di ulteriori diffide/inoltri "senza ulteriori comunicazioni"; - di ogni atto presupposto, connesso e consequenziale, ancorché non conosciuto; e per la conseguente declaratoria dell'illegittimità del silenzio serbato dall'Amministrazione sull'istanza volta ad ottenere il codice CUSR presentata in data 16/07/2025; per l'accertamento del diritto del ricorrente a veder concluso il procedimento relativo alla "Segnalazione Certificata di Agibilità presentata in assenza di lavori" prot. n. 485 del 09/01/2026 e n. 759 del 13/01/2026; per l'ordine al Comune di Palma Campania di provvedere sull'istanza originaria, esaminando la documentazione prodotta e concludendo il procedimento entro un termine perentorio.

Giustizia amministrativa202601935

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Note comunali che, nell’ambito della pratica per il rilascio del codice CUSR e della segnalazione certificata di agibilità presentata in assenza di lavori, hanno richiesto una SCA ordinaria e ulteriore documentazione, ritenendo insufficiente quella prodotta

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il proprietario ha impugnato le note con cui il Comune ha ritenuto non utilizzabile la procedura di segnalazione certificata di agibilità in assenza di lavori e ha richiesto una SCA ordinaria ex art. 24, comma 2, lett. c), d.P.R. 380/2001, collegando alla sua presentazione il rilascio del codice CUSR per la locazione breve. Ha dedotto: difetto di istruttoria e travisamento, perché gli interventi sugli impianti non avrebbero integrato manutenzione straordinaria né inciso sulle condizioni di agibilità previste dalla legge; illegittima sostituzione dei poteri tipici con una dichiarazione generalizzata di inutilizzabilità della procedura; preclusione del contraddittorio e mancata conclusione effettiva del procedimento, in ragione dell’annunciata archiviazione di ulteriori comunicazioni; validità ed efficacia dell’autorizzazione sindacale di abitabilità del 18 luglio 1972; violazione dei principi di trasparenza, efficienza e leale collaborazione. Ha inoltre chiesto la declaratoria d’illegittimità del silenzio sull’istanza CUSR del 16 luglio 2025 e l’ordine di concludere il procedimento relativo alla segnalazione di agibilità.

La decisione

Il TAR ha respinto l’eccezione comunale di inammissibilità: benché gli atti fossero formalmente endoprocedimentali, erano autonomamente impugnabili perché idonei a determinare un arresto procedimentale. Nel merito ha ritenuto necessaria la SCA ordinaria, escludendo l’applicabilità della procedura semplificata dell’art. 24, comma 7-bis, d.P.R. 380/2001. La licenza di abitabilità risaliva al 1972 e non consentiva di prescindere da una verifica dello stato attuale dell’immobile in vista della sua destinazione ricettiva; inoltre, le dichiarazioni di conformità rese ai sensi del D.M. 37/2008 attestavano interventi sugli impianti, tra cui l’adeguamento dell’impianto idrosanitario e la sostituzione del salvavita, non contestati in fatto dal ricorrente e ritenuti eccedenti l’ordinaria manutenzione. Tale circostanza giustificava la richiesta comunale e comportava il rigetto di tutte le censure, incluse quelle sulla pretesa preclusione procedimentale e sulla condotta amministrativa. Il ricorso è stato respinto; il ricorrente è stato condannato a rifondere al Comune € 3.000,00 per spese, oltre accessori di legge se dovuti.

Norme richiamate

  • art. 24, comma 2, lett. c), d.P.R. 380/2001

    In conclusione, l’immobile in oggetto risulta essere stato interessato (come, d’altronde, era necessario ai fini di adeguamento degli impianti alle norme sopravvenute) da lavori eccedenti l’ordinaria manutenzione, ciò che giustifica la richiesta dell’Amministrazione resistente di presentazione della s.c.a. ordinaria.

    La SCA ordinaria è richiesta quando l’immobile è stato interessato da interventi eccedenti l’ordinaria manutenzione che giustificano una nuova verifica delle condizioni di agibilità.

  • art. 24, comma 7-bis, d.P.R. 380/2001

    Il Collegio ritiene di dover aderire alla tesi del Comune resistente in ordine all’impossibilità di fare ricorso alla procedura semplificata di cui all’art. 24, comma 7 bis, D.P.R. n. 380/2001, trovando invece applicazione la disciplina ordinaria prevista dal comma 2, lett. c) della norma citata, in ragione della situazione concreta dell’immobile e degli interventi realizzati su di esso.

    La procedura semplificata non è utilizzabile quando la situazione concreta dell’immobile e gli interventi realizzati richiedono l’applicazione della disciplina ordinaria della SCA.

  • D.M. 37/2008

    Nel caso di specie, poi, il ricorrente risulta aver presentato dichiarazioni di conformità degli impianti ai sensi del D.M. 37/2008, ciò che testimonia l’avvenuto adeguamento degli stessi alle norme vigenti;

    Le dichiarazioni di conformità degli impianti sono state considerate prova dell’avvenuto adeguamento alle norme vigenti e, insieme agli interventi descritti, hanno concorso a giustificare la richiesta della SCA ordinaria.

Massime di principio

  • Gli atti endoprocedimentali sono autonomamente impugnabili in via eccezionale quando, pur non concludendo formalmente il procedimento, determinano un arresto procedimentale o conformano in modo vincolante e netto il contenuto della decisione conclusiva.
  • La procedura semplificata di attestazione dell’agibilità non è utilizzabile quando, considerate le condizioni concrete dell’immobile e gli interventi eseguiti, risulta necessaria la verifica ordinaria prevista dall’art. 24, comma 2, lett. c), d.P.R. 380/2001.
  • Una licenza di abitabilità risalente nel tempo non esonera, di per sé, dalla verifica dello stato attuale dell’immobile quando si intenda destinarlo ad attività ricettiva; interventi sugli impianti eccedenti l’ordinaria manutenzione possono giustificare la richiesta di una nuova SCA ordinaria.

Come è indicizzato

MaterieAgibilità e certificazioniLegittimazione e interesse a ricorrere
RamiEdiliziaProcesso amministrativo
IstitutiLegittimazione e interesse a ricorrereDiscrezionalità amministrativa e tecnica

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