Cassazione Civile, Ordinanza n. 27816/2021 del 12/10/2021
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeDopo il deposito, da parte della ricorrente, di verbali di conciliazione sottoscritti in sede sindacale e la richiesta di declaratoria di estinzione, la Corte ha preso atto della sopravvenuta carenza di interesse alla decisione della causa e della rinuncia al ricorso, dichiarando l'estinzione del giudizio. Non è stata pronunciata decisione nel merito sulle censure; nessuna statuizione sulle spese è stata adottata per assenza delle controparti.
Esito
Favorevole al resistente (lavoratore)
La controversia
La controversia nasce dalla domanda di alcuni dipendenti di un supermercato, addetti a settori quali gastronomia e servizio clienti, volta a ottenere la retribuzione del tempo impiegato per indossare e togliere la divisa aziendale, obbligatoria e da utilizzare all'interno del luogo di lavoro. La Corte d'appello, riformando il primo grado, aveva riconosciuto che tali operazioni rientravano nell'orario di lavoro, quantificandole in 10 minuti prima e 10 minuti dopo il turno, e aveva condannato la società al pagamento delle differenze retributive. La società ha proposto ricorso per cassazione con quattro motivi: (1) violazione delle norme sul tempo di lavoro e del CCNL, sostenendo che il tempo di vestizione sia computabile solo se vi è effettiva eterodirezione del datore di lavoro, non essendo sufficiente la mera presenza in azienda; (2) omesso esame di un fatto decisivo, per non avere la Corte d'appello valutato la prova della libertà dei lavoratori nelle modalità e nei tempi di vestizione; (3) violazione dell'art. 2697 c.c. per errata ripartizione dell'onere della prova sulla eterodirezione; (4) violazione degli artt. 2697 c.c. e 115 c.p.c. per avere la Corte quantificato il tempo di vestizione senza adeguata istruttoria, facendo ricorso a fatti di comune esperienza nonostante la divergenza tra le indicazioni delle parti.
Norme richiamate
art. 380 bis c.p.c.
richiamato per la comunicazione della proposta del relatore e del decreto di fissazione dell'udienza
art. 1 d.lgs. n. 66 del 2003
invocato nel ricorso quale norma sulla nozione/disciplinata del tempo di lavoro
art. 98 CCNL Commercio, distribuzione cooperative
richiamato come fonte collettiva rilevante nella disciplina del tempo di vestizione
art. 2104 c.c.
richiamato nel motivo di ricorso in tema di diligenza e potere direttivo datoriale
art. 360, primo comma, n. 3, c.p.c.
utilizzato per denunciare violazioni di legge nei primi, terzi e quarti motivi
art. 360, primo comma, n. 5, c.p.c.
utilizzato per denunciare omesso esame di un fatto decisivo nel secondo motivo
art. 2697 c.c.
richiamato in tema di riparto dell'onere della prova sulla eterodirezione e sulla quantificazione del tempo
art. 115 c.p.c.
richiamato in relazione alla valutazione della prova e al ricorso a fatti di comune esperienza
Massime di principio
- Se, nelle more del giudizio di cassazione, interviene rinuncia al ricorso o comunque sopravviene una conciliazione che elimini l'interesse alla decisione, la Corte dichiara l'estinzione del giudizio senza esaminare il merito dei motivi.
- In presenza di estinzione del giudizio per sopravvenuta carenza di interesse, non viene resa alcuna pronuncia di cassazione sulla sentenza impugnata e le questioni di diritto prospettate restano non esaminate.
- Quando il ricorso è estinto per rinuncia o cessazione della materia del contendere e mancano le controparti, può non essere adottata alcuna statuizione sulle spese.
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