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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 5639/2022 del 17/02/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione avverso la sentenza del Tribunale di Brescia che aveva dichiarato Raul Zanotti non punibile per particolare tenuità del fatto ai sensi dell'art. 131-bis cod. pen., rispetto al reato di appropriazione indebita (per essersi appropriato di un portafoglio trovato nel cortile dell'azienda e non averlo restituito nonostante solleciti). Il Procuratore generale ha dedotto violazione di legge per non avere il Tribunale qualificato il fatto come furto e per avere applicato l'art. 131-bis.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile: il ricorrente non ha interesse a ottenere una pronuncia sulla questione giuridica posta perché anche il reato di furto, in assenza di aggravanti, rientra tra quelli per i quali può trovare applicazione l'art. 131-bis. Il ricorso è stato inoltre ritenuto generico nel dimostrare perché il fatto dovesse ritenersi più grave se qualificato come furto; la valutazione sull'applicabilità dell'art. 131-bis attiene agli elementi di fatto e non alla sola qualificazione giuridica. Le altre censure sono assorbite.

Norme richiamate

  • art. 131-bis cod. pen.

    particolare tenuità del fatto

    La Corte ha ritenuto che l'art. 131-bis può trovare applicazione anche con riguardo al reato di furto privo di aggravanti; l'accertamento della particolare tenuità è attività di valutazione dei fatti e non dipende esclusivamente dalla qualificazione giuridica adottata.

  • appropriazione indebita

    reato contestato in primo grado

    Nel caso di specie il fatto è stato originariamente qualificato come appropriazione indebita; la Corte osserva che, comunque, la qualificazione non esclude la verifica concreta della tenuità dell'offesa ai fini dell'applicazione dell'art. 131-bis.

  • furto

    contestata dal ricorrente come diversa qualificazione del fatto

    La Corte rileva che anche se il fatto fosse stato qualificato come furto (senza aggravanti), ciò non impedirebbe di valutare l'eventuale applicabilità dell'art. 131-bis; pertanto la mera contestazione della qualificazione giuridica non è idonea a mostrare la maggiore gravità del fatto senza elementi fattuali specifici.

Massime di principio

  • L'applicabilità dell'art. 131-bis cod. pen. (particolare tenuità del fatto) si valuta sui fatti concreti e non è esclusa dalla sola qualificazione giuridica del reato; anche reati come il furto possono rientrarvi in assenza di aggravanti.
  • Chi impugna una decisione sostenendo errata qualificazione giuridica deve dimostrare con argomentazioni specifiche e circostanziate in che modo la diversa qualificazione comporti una maggiore gravità del fatto; argomentazioni generiche possono rendere il ricorso inammissibile.
  • Il pubblico ministero deve avere un interesse concreto a ottenere la decisione sulle questioni giuridiche sollevate; in mancanza di tale interesse la Corte può dichiarare il ricorso inammissibile.
  • La distinzione tra fatto e qualificazione giuridica è rilevante: il giudizio di tenuità dell'offesa è valutazione di merito sui fatti e può assorbire questioni di interpretazione della fattispecie penale.
  • In casi di oggetti trovati e non restituiti, l'elemento soggettivo e le circostanze (es. importo/modesto valore, modalità, solleciti della vittima) sono determinanti per valutare la tenuità e l'eventuale applicazione delle cause di non punibilità o di speciali attenuanti.

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