Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 3060/2023 del 24/01/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che aveva rigettato le richieste di riconoscimento della continuazione tra reati e, in particolare, che aveva dichiarato incompetente il giudice dell'esecuzione sul punto della fruizione del residuo di liberazione anticipata (169 giorni) già concessa dal Magistrato di sorveglianza. Il ricorrente lamentava la mancata detrazione di 169 giorni dalla pena residua e sosteneva che la competenza a provvedere spettasse al Giudice per le indagini preliminari quale giudice dell'esecuzione, atteso che il pubblico ministero non aveva effettuato la detrazione.

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha rilevato che dagli atti risulta un provvedimento del pubblico ministero del 16 luglio 2010 che aveva già rideterminato la pena in conseguenza della liberazione anticipata concessa il 15 luglio 2010 (quindi il giorno di fine pena fu individuato nel 16/07/2010). Il ricorrente non ha specificato perché il pubblico ministero non abbia effettuato una nuova rideterminazione e non ha indicato elementi probatori o ragioni che giustifichino la sua doglianza; perciò la censura è stata ritenuta generica e priva di specificità. Pur osservando l'erroneità dell'assunto del giudice dell'esecuzione circa la competenza del Magistrato di sorveglianza, la genericità del ricorso ne ha determinato l'inammissibilità. Il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • Sentenza n. 32 del 2014 (Corte Costituzionale)

    Decisione che ha determinato rideterminazioni di pena (sentenze di rideterminazione) richiamate nel procedimento; la declaratoria di illegittimità costituzionale ha comportato la necessità di rideterminare le pene e valutare eventuali effetti sulla continuazione e sulle detrazioni.

  • Competenza del pubblico ministero in materia di esecuzione (principio processuale ricavabile)

    La Corte rileva che è attribuito al pubblico ministero l'adempimento operativo di detrazioni per liberazione anticipata mediante la rideterminazione della pena in espiazione; il giudice dell'esecuzione interviene in fase di controllo. In assenza di elementi specifici che dimostrino l'omissione o le ragioni dell'omissione del PM, la doglianza risulta generica.

Massime di principio

  • Per contestare la mancata detrazione di giorni di liberazione anticipata è necessario indicare con precisione i fatti e le ragioni per cui il pubblico ministero non ha operato la rideterminazione della pena; una doglianza generica è inammissibile.
  • Il pubblico ministero è tenuto, in prima battuta, ad operare le detrazioni per liberazione anticipata mediante il provvedimento che ridetermina la pena in espiazione; il giudice dell'esecuzione interviene successivamente in controllo.
  • Anche se il giudice dell'esecuzione dovesse formulare una valutazione errata sulla competenza di altri organi (es. Magistrato di sorveglianza), l'impugnazione priva di specificità può essere comunque respinta per genericità.
  • In casi analoghi è importante produrre i provvedimenti amministrativi e giudiziari rilevanti (es. provvedimenti del PM, ordinanze del Magistrato di sorveglianza, precedenti determinazioni di pena) e spiegare perché tali atti non hanno operato la detrazione reclamata.
  • La soccombenza può comportare non solo le spese processuali ma anche sanzioni pecuniarie (es. contributo alla Cassa delle ammende), quindi valutare la fondatezza e la precisione dell'impugnazione prima di proporre ricorso.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.