Cassazione Penale, Sentenza n. 3758/2024 del 30/01/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile la richiesta di rinvio pregiudiziale ai sensi del comma 9 dell'art. 127 c.p.p. (richiamato dal comma 3 dell'art. 24-bis c.p.p.) e ha disposto la restituzione degli atti al G.u.p. del Tribunale di Udine per il prosieguo del procedimento; in sostanza la rimessione d'ufficio è stata respinta per carenza di motivazione e di preliminare valutazione di non manifesta infondatezza.
Esito
Favorevole al resistente
La controversia
Il G.u.p. ha rimesso alla Corte di cassazione la questione della competenza per territorio relativa a un procedimento complesso (37 capi di imputazione, 12 imputati) sostenendo che non sarebbe possibile determinare la competenza per connessione ai sensi dell'art. 16 c.p.p. perché non esisterebbe un criterio di connessione che colleghi tutti i fatti e tutti gli imputati; la rimessione è stata ritenuta necessaria dal G.u.p. nonostante alcune eccezioni di incompetenza siano state sollevate dalle difese. La Corte di cassazione ha ritenuto che la rimessione fosse inammissibile perché il giudice rimettente non ha compiuto la necessaria motivazione: mancava una preliminare delibazione di non manifesta infondatezza delle questioni proposte, mancava l'analisi puntuale dei singoli reati e capi, mancava l'indicazione del perché le ordinarie strade processuali non fossero sufficienti e non è stata data specifica risposta alle argomentazioni difensive, sicché il G.u.p. si è limitato a trasferire la questione alla Corte senza assumere una posizione motivata.
Norme richiamate
art. 24-bis cod. proc. pen.
inserito dall'art. 4, comma 1, del d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150
la norma consente al giudice di rimandare alla Corte di cassazione questioni di competenza per territorio, ma richiede che il giudice rimettente motivi la sua scelta e compia una preliminare delibazione di non manifesta infondatezza; la rimessione non deve essere utilizzata come delega generica alla Corte
art. 16 cod. proc. pen.
criterio di determinazione della competenza per connessione in base al primo reato conosciuto; la Corte richiama che la connessione sposta la competenza verso il giudice del primo reato solo se ricorrono i presupposti previsti dalla legge (es. identità di imputati o continuazione fra gli stessi reati)
art. 12 cod. proc. pen.
definizione dei casi di connessione (in particolare l'ipotesi di continuazione e di concorso di persone) e loro rilevanza ai fini della determinazione della competenza per territorio
art. 127, comma 9, cod. proc. pen.
richiamato per dichiarare l'inammissibilità della richiesta di rinvio pregiudiziale; consente la dichiarazione di inammissibilità quando non sussistono i presupposti richiesti
Massime di principio
- Il giudice che intende rimandare alla Corte di cassazione per competenza territoriale deve motivare dettagliatamente la scelta e compiere una preliminare valutazione di non manifesta infondatezza delle questioni; la mera affermazione di impossibilità decisionale non è sufficiente.
- La rimessione non può essere utilizzata come una delega generale: il giudice deve esaminare i singoli capi e spiegare perché gli strumenti ordinari (eccezioni, richieste istruttorie, decisioni interlocutorie) non consentono la risoluzione della questione.
- Perché la connessione sposti la competenza occorre dimostrare la relazione giuridicamente rilevante fra i fatti (es. stessa continuazione o stesso concorso di persone); la sola identità delle indagini o l'istruttoria condotta dalla stessa Procura non basta a fondare lo spostamento.
- La connessione probatoria da sola difficilmente è idonea a determinare lo spostamento di competenza se non accompagnata dai presupposti sostanziali di connessione previsti dal codice.
- Se la rimessione è dichiarata inammissibile, gli atti ritornano al giudice di merito che deve nuovamente decidere sulla competenza con motivazione adeguata; le parti possono rinnovare o precisare le eccezioni di incompetenza in quella sede.
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