Cassazione Penale, Sentenza n. 474/2022 del 12/01/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione della sentenza della Corte d'appello che aveva riformato l'assoluzione di primo grado e condannato l'imputato per il reato di cui all'art. 589, comma 1 c.p. (omicidio colposo) in relazione a un sinistro stradale con esito mortale. Il ricorrente deduceva insufficienza di prova in ordine alla velocità e al nesso causale, contraddittorietà e carenza della motivazione della Corte d'appello, in particolare sulla quantificazione della velocità necessaria per evitare l'impatto, sulla valutazione della visibilità (erba alta/vegetazione) e sul mancato apprezzamento della condotta colposa della vittima come possibile causa esclusiva o preponderante dell'evento.
La decisione
La Corte di cassazione ha accolto il ricorso per cassazione ritenendo la motivazione della Corte d'appello inadeguata e contraddittoria. I giudici di legittimità hanno rilevato che, nel ribaltare un'assoluzione, la Corte d'appello non ha fornito la motivazione rafforzata richiesta (forza persuasiva superiore) né ha dimostrato in modo concreto e non equivoco la "causalità della colpa": non è stata determinata la velocità prudenziale necessaria né chiarito se e in quali termini una condotta alternativa avrebbe avuto significative probabilità di evitare l'evento. Sono state evidenziate contraddizioni rispetto alla visibilità del luogo e incertezze emerse dal perito. Per questi motivi la sentenza impugnata è stata annullata e il processo rinviato per nuovo giudizio ad altra sezione della Corte d'appello di Perugia.
Norme richiamate
art. 589 cod. pen., comma 1
Norma relativa all'omicidio colposo: la Corte ha ritenuto accertato l'evento lesivo (morte) ma ha richiamato la necessità di provare il nesso di causalità della colpa (evitabilità dell'evento mediante condotta diligente)
art. 533 cod. proc. pen., comma 1
Richiamo al canone "al di là di ogni ragionevole dubbio": per riformare un'assoluzione in appello è necessaria una motivazione rafforzata con forza persuasiva superiore rispetto alla valutazione di primo grado
art. 43 cod. pen.
Principio che richiede la "causalità della colpa": perché sussista responsabilità colposa l'evento deve essere evitabile tramite il comportamento diligente alternativo, ovvero la condotta omessa avrebbe avuto significative probabilità di impedire il danno
art. 141 cod. strada
Norma sulla velocità prudente (norma elastica): la Corte sottolinea che, quando si invoca violazione di tale norma, il giudice deve individuare parametri concreti (velocità prudenziale, tempi di reazione, visibilità) e non limitarsi a valutazioni generiche
art. 102 d.P.R. 15/06/1959, n. 393
Richiamata nella motivazione la discussione sulla presunzione iuris tantum relativa alla efficacia della cautela: la giurisprudenza attuale non ammette più automatismi e richiede prova concreta dell'efficacia preventiva della condotta osservata
Massime di principio
- Per riformare un'assoluzione in appello è necessaria una motivazione rafforzata che confuti puntualmente le ragioni del primo giudice; una diversa valutazione del medesimo materiale probatorio non è sufficiente se non sorretta da argomentazioni dirimenti
- Nei reati colposi va sempre valutata la "causalità della colpa": occorre dimostrare che una condotta diligente alternativa avrebbe avuto significative probabilità di evitare l'evento
- Nel contesto di incidenti stradali e violazioni dell'art. 141 c.d.s. il giudice deve individuare parametri tecnici (velocità prudenziale, distanza di avvistamento, tempi di reazione) per affermare che la velocità era adeguata o meno; affermazioni generiche non bastano
- La presenza di elementi contraddittori o incertezze nelle risultanze peritali (ad es. su visibilità, tempo di reazione, velocità stimata) indebolisce la prova della colpa e favorisce la decisione di non colpevolezza
- La condotta colposa della vittima può interrompere o ridurre il nesso causale se dimostrata come efficiente causa autonoma dell'evento; il giudice deve valutare specificamente tale contributo
- In caso di dubbio significativo sulla dinamica o sul nesso causale prevale il principio di favore all'imputato (in dubio pro reo)
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