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Sentenza

Sentenza n. 9846/2022 - Consiglio Di Stato, Sezione 5

per la riforma della sentenza del Tribunale amministrativo regionale per la Campania (Sezione Quinta) n. 5752 del 2015, resa tra le parti.

Giustizia amministrativa201603855

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. VSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Sentenza del TAR Campania che aveva annullato due ordinanze sindacali contingibili e urgenti concernenti la gestione di cani e le condizioni igienico-sanitarie di un fondo privato

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (proprietaria)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il Comune ha impugnato la sentenza del TAR che aveva annullato le ordinanze sindacali contingibili e urgenti nn. 131 del 31 ottobre 2014 e 133 del 21 novembre 2014. Le ordinanze imponevano la riduzione del numero dei cani presenti nel fondo a un massimo di sette, tutti dello stesso sesso, la pulizia straordinaria dei luoghi, il ripristino delle recinzioni e la comunicazione al Servizio veterinario del luogo o del canile presso cui sarebbero stati trasferiti gli altri animali. Il Comune ha dedotto violazione e falsa applicazione degli artt. 50, comma 5, e 54, comma 2, TUEL e dell’art. 1 l. 241/1990, nonché difetto di motivazione e istruttoria, contraddittorietà, travisamento dei presupposti, eccesso di potere e illogicità. Secondo l’appellante, le ordinanze erano giustificate da gravi inconvenienti igienico-sanitari, da un’ispezione disposta dalla Procura della Repubblica, dalla richiesta urgente dei veterinari dell’ASL e dal rapporto tecnico del 31 ottobre 2014, che avrebbe costituito adeguata istruttoria. Il Comune sosteneva inoltre che il potere contingibile e urgente potesse essere esercitato anche rispetto a una situazione risalente, purché il pericolo fosse ancora attuale. La vicenda si inseriva in una situazione conosciuta da anni, già oggetto di precedenti ordinanze, accalappiamento e sequestro di numerosi cani e ulteriori provvedimenti amministrativi. Nel 2014 erano stati rinvenuti nuovamente dodici cani randagi, privi di microchip e in condizioni igienico-sanitarie carenti.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha esaminato congiuntamente i motivi e li ha respinti, confermando integralmente la sentenza del TAR. Ha affermato che le ordinanze contingibili e urgenti costituiscono espressione di un potere extra ordinem, atipico ma necessariamente fondato sulla legge, esercitabile solo in presenza di un pericolo effettivo, irreparabile e imminente per la pubblica incolumità, non fronteggiabile mediante gli strumenti ordinari. L’esercizio del potere richiede inoltre un’adeguata istruttoria, una motivazione congrua, la provvisorietà e temporaneità degli effetti e il rispetto della proporzionalità. Nel caso concreto, la situazione era conosciuta dall’amministrazione e si protraeva da diversi anni, essendo già stata oggetto di molteplici provvedimenti. Non ricorreva quindi un evento eccezionale e imprevedibile tale da giustificare la deroga agli strumenti ordinari. Il Comune avrebbe potuto intervenire mediante l’esercizio dei poteri ordinari in materia di igiene, salute e tutela del territorio. Le ordinanze risultavano pertanto sproporzionate e non congrue rispetto allo scopo perseguito. L’appello è stato respinto. Nulla sulle spese, in mancanza di costituzione dell’appellata.

Norme richiamate

  • art. 50, comma 5, d.lgs. 267/2000

    Il potere sindacale di ordinanza contingibile e urgente può essere esercitato solo in presenza dei relativi presupposti eccezionali e urgenti, non quando la situazione sia fronteggiabile con gli strumenti ordinari.

  • art. 54, comma 2, d.lgs. 267/2000

    Il potere di ordinanza contingibile e urgente a tutela della pubblica incolumità presuppone un pericolo effettivo, eccezionale e non altrimenti fronteggiabile mediante i rimedi ordinari.

  • art. 1 l. 241/1990

    L’azione amministrativa deve rispettare i principi di utilità, congruità, proporzionalità e minor sacrificio possibile, anche nell’esercizio dei poteri extra ordinem.

Massime di principio

  • Il potere di ordinanza contingibile e urgente, pur essendo atipico nel contenuto, deve avere fondamento nella legge e non può trovare la propria giustificazione nella mera necessità di intervenire.
  • Le ordinanze contingibili e urgenti sono legittime soltanto in presenza di un pericolo effettivo, irreparabile e imminente per la pubblica incolumità, non fronteggiabile con gli strumenti ordinari previsti dall’ordinamento.
  • La permanenza nel tempo di una situazione di rischio conosciuta dall’amministrazione esclude, di regola, il requisito della contingibilità e dell’imprevedibilità, quando l’amministrazione avrebbe potuto utilizzare tempestivamente i poteri ordinari.
  • L’adozione di un’ordinanza contingibile e urgente richiede un’istruttoria adeguata e una motivazione congrua, fondate su accertamenti concreti e non su mere presunzioni.
  • Anche quando sussista un’esigenza di tutela della pubblica incolumità, il contenuto dell’ordinanza deve rispettare i principi di proporzionalità, congruità e minor sacrificio possibile per i destinatari.

Come è indicizzato

MaterieOrdinanze contingibili e urgentiMotivazione del provvedimento
RamiEnti locali e organizzazione amministrativaProcedimento amministrativo
IstitutiPrincipio di legalità e tipicitàDifetto di motivazioneDifetto di istruttoriaProporzionalità e ragionevolezza

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