Sentenza del 25/02/2015 n. 3762 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale l’amministrazione
La controversia
La controversia riguardava una cartella di pagamento emessa a seguito di controllo automatizzato per IRPEG, IRAP e IVA relative agli anni 2000 e 2001. La contribuente aveva aderito alla definizione agevolata prevista dall'art. 9-bis della legge n. 289 del 2002, effettuando alcuni versamenti rateali, ma omettendo il pagamento dell'ultima rata. La Commissione Tributaria Regionale aveva ritenuto che l'omesso pagamento delle rate successive alla prima non facesse venir meno il condono, determinando soltanto la decadenza dal beneficio del termine e consentendo il recupero delle sole rate non pagate, con interessi e senza sanzioni. L'Agenzia delle Entrate ha contestato tale interpretazione, sostenendo che il mancato pagamento integrale delle rate impedisse il perfezionamento del condono e legittimasse il recupero dell'imposta originaria.
La decisione
La Corte di cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, ritenendo infondato il primo motivo e inammissibile il terzo, ma fondato il secondo. Ha stabilito che il condono previsto dall'art. 9-bis della legge n. 289 del 2002 è un condono di natura clemenziale, che si perfeziona soltanto con l'integrale e tempestivo pagamento di tutte le rate dovute. Il mancato versamento anche dell'ultima rata impedisce quindi il perfezionamento della definizione agevolata e consente all'Amministrazione finanziaria di recuperare l'imposta originariamente dovuta. La sentenza della Commissione Tributaria Regionale è stata cassata e, decidendo nel merito, è stato respinto il ricorso originario della società. Le spese dell'intero giudizio sono state compensate.
Norme richiamate
Legge n. 289 del 2002, art. 9-bis
Definizione dei ritardati od omessi versamenti delle imposte e degli altri tributi
La disposizione prevede un condono di natura clemenziale, fondato sulla dichiarazione integrativa del contribuente e sul pagamento integrale delle somme dovute, eventualmente mediante rateazione. Il beneficio si perfeziona soltanto con il pagamento completo e tempestivo di tutte le rate.
Legge n. 289 del 2002, artt. 7, 8, 9, 15 e 16
Queste forme di definizione agevolata hanno struttura diversa dal condono previsto dall'art. 9-bis, poiché possono comportare un accertamento tributario straordinario o una disciplina specifica per il mancato pagamento delle rate successive alla prima.
Legge n. 289 del 2002, art. 16, comma 8
In materia di definizione delle liti fiscali pendenti, consente di impugnare il diniego della definizione davanti all'organo giurisdizionale presso il quale pende la lite relativa al rapporto tributario.
D.P.R. n. 600 del 1973, art. 36-bis
Disciplina il controllo automatizzato delle dichiarazioni e la conseguente liquidazione delle imposte, utilizzabile per il recupero delle somme dovute quando la definizione agevolata non si perfeziona.
D.P.R. n. 633 del 1972, art. 54-bis
Prevede il controllo automatizzato delle dichiarazioni IVA; nella controversia era richiamato in relazione alla formazione della cartella di pagamento.
D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 19
Individua gli atti impugnabili nel processo tributario. La Corte ha ritenuto infondata la contestazione dell'Agenzia relativa all'impugnazione della cartella, poiché la contribuente poteva contestare in tale sede anche la pretesa tributaria fondata sul mancato perfezionamento del condono.
Codice civile, art. 1186
La Commissione Tributaria Regionale aveva richiamato la decadenza dal beneficio del termine, ma la Cassazione ha escluso che tale meccanismo fosse applicabile al condono ex art. 9-bis, il quale richiede il pagamento integrale delle rate per perfezionarsi.
Codice di procedura civile, art. 384
Ha consentito alla Corte di cassazione, una volta cassata la sentenza impugnata e non essendo necessari ulteriori accertamenti di fatto, di decidere direttamente la controversia nel merito.
Massime di principio
- Quando una definizione agevolata richiede il pagamento rateale integrale entro termini predeterminati, il mancato pagamento anche di una sola rata può impedire il perfezionamento del beneficio, se la norma non prevede espressamente una disciplina diversa.
- Non si devono automaticamente applicare a una forma di condono le regole previste per altri condoni o per la definizione delle liti pendenti: occorre verificare la struttura e la funzione specifica della singola disposizione.
- Nel condono di natura clemenziale ex art. 9-bis della legge n. 289 del 2002, l'omesso pagamento delle rate successive alla prima non comporta soltanto la perdita del beneficio del termine, ma può legittimare il recupero dell'imposta originaria perché la definizione non si è perfezionata.
- La cartella emessa a seguito del mancato perfezionamento del condono può essere impugnata contestando anche la pretesa tributaria connessa alla definizione agevolata, purché la censura sia proposta nell'ambito dell'impugnazione dell'atto notificato.
- L'assenza dell'avviso bonario non determina automaticamente l'invalidità della cartella quando la cartella deriva dal mancato perfezionamento di una definizione agevolata e la legge non impone, in quel caso, una specifica comunicazione preventiva.
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