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Cassazione Penale, Ordinanza n. 22188/2026 del 16/06/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha quindi confermato il rigetto della richiesta di detenzione domiciliare speciale. Alla ricorrente sono state inoltre poste a carico le spese processuali e la somma di 3.000 euro in favore della Cassa delle ammende, non essendo emersi elementi per escludere la colpa nella determinazione della causa di inammissibilite0.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (tribunale di sorveglianza)

La controversia

La ricorrente ha impugnato l'ordinanza con cui il Tribunale di sorveglianza di Taranto aveva respinto la domanda di detenzione domiciliare speciale ai sensi dell'art. 47-quinquies ord. pen., proposta in quanto madre convivente di prole di ete0 non superiore a dieci anni. Ha dedotto due censure: da un lato, il giudice non avrebbe esaminato tutti gli elementi disponibili, inclusa una relazione della psicologa infantile; dall'altro, avrebbe motivato il diniego quasi esclusivamente sulla revoca della precedente detenzione domiciliare, senza un autonomo bilanciamento tra interesse dei minori e tutela della collettivite0. La Corte rileva perf2 che il provvedimento impugnato aveva valorizzato la persistente elevata pericolosite0 desunta dalla condotta carceraria non regolare e, in particolare, da gravi violazioni delle prescrizioni della precedente misura, tra cui la cessione di sostanza stupefacente all'interno dell'abitazione e in presenza dei figli minori. Quanto alla relazione psicologica, l'osservazione sulla continuite0 del rapporto madre-figli e8 stata ritenuta implicitamente recessiva rispetto al rischio di reiterazione del reato. Il ricorso viene dichiarato inammissibile perche9 i motivi sono considerati manifestamente infondati e generici.

Norme richiamate

  • art. 47-quinquies l. 26 luglio 1975, n. 354 (ord. pen.)

    La detenzione domiciliare speciale per madre di prole infra decenne puf2 essere concessa solo se la misura sia idonea a contenere il rischio di recidiva e il giudice deve valutare sia il reinserimento sociale sia l'effettivo esercizio delle cure parentali.

  • art. 52 d.lgs. 196/2003

    In caso di diffusione del provvedimento devono essere omessi generalite0 e altri dati identificativi.

Massime di principio

  • La detenzione domiciliare speciale per la madre di prole di ete0 non superiore a dieci anni non e8 automatica, ma richiede un giudizio di compatibilite0 con il rischio di recidiva e con le concrete modalite0 esecutive della misura.
  • Il giudice di sorveglianza deve compiere un bilanciamento tra l'interesse del minore alla continuite0 del rapporto familiare e l'esigenza di tutela della collettivite0 rispetto al rischio di nuove condotte criminose.
  • Ai fini del diniego della misura e8 sufficiente valorizzare, in modo congruo, elementi concreti di pericolosite0 attuale, come gravi violazioni di precedenti prescrizioni o condotte intramurarie sintomatiche di mancata affidabilite0.
  • Il giudice di merito non ha l'obbligo di esaminare analiticamente ogni singola risultanza difensiva o peritale, potendo fondare la decisione sugli elementi ritenuti realmente decisivi, purche9 la motivazione dia conto del percorso logico seguito.
  • Una doglianza meramente generica che invochi in astratto la prevalenza dell'interesse del minore, senza confrontarsi con il giudizio di pericolosite0 e con il bilanciamento richiesto dalla legge, non e8 idonea a scardinare la motivazione del diniego.

Come è indicizzato

MaterieMisure alternativeImpugnazioni
RamiEsecuzione penaleProcesso penale

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