Sentenza del 14/02/2020 n. 853 - Comm. Trib. Reg. per il Lazio
Accertamento - Sospensione.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
Richiesta di sospensione ex art. 373 c.p.c. dell'esecuzione/efficacia di un provvedimento impositivo. Il ricorrente ha dedotto il fumus boni iuris sostenendo che l'appello avverso la sentenza di primo grado avrebbe dovuto essere dichiarato inammissibile perché sussiste un giudicato interno: la parte appellante non aveva impugnato ciascuna delle ragioni che, in modo concorrente e autonomo, sorreggono la decisione. Ha altresì dedotto il periculum in mora, poiché l'importo in discussione è estremamente rilevante e il contribuente rischierebbe di riottenere la somma solo dopo lunghi tempi con conseguenti effetti negativi.
La decisione
Il giudice ha ritenuto sussistenti sia il fumus boni iuris sia il periculum in mora: ha condiviso che l'elemento del giudicato interno (mancata impugnazione di ragioni autonome alla base della sentenza) integra un serio profilo di fondatezza dell'impugnazione del ricorrente e che l'entità dell'importo e la previsione di un ritardo nel rimborso configurano il pericolo del danno. Sulla base di ciò è stata concessa la sospensione richiesta (ovvero sospesa l'esecuzione/efficacia del provvedimento impugnato) in attesa della definizione del merito o fino a provvedimento successivo.
Norme richiamate
art. 373 c.p.c.
La norma è stata interpretata nel senso che la sospensione può essere concessa se ricorrono sia il fumus boni iuris sia il periculum in mora; il giudice valuta il fumus anche alla luce di profili di inammissibilità dell'appello derivanti da giudicato interno.
Cass. n. 2845/2012 (giurisprudenza)
La giurisprudenza richiamata conferma che la mancata impugnazione di ciascuna delle ragioni autonome che sorreggono una decisione determina un giudicato interno tale da rendere inammissibile l'appello e può costituire elemento determinante nella valutazione del fumus boni iuris ai fini della sospensione.
Massime di principio
- Per ottenere la sospensione ex art. 373 c.p.c. il ricorrente deve dimostrare sia il fumus boni iuris sia il periculum in mora; entrambi gli elementi sono essenziali.
- Il fumus può emergere non solo dalla fondatezza del motivo di merito, ma anche da profili processuali quali l'esistenza di un giudicato interno derivante dalla mancata impugnazione di ragioni autonome: ciò può rendere l'appello inammissibile.
- Il periculum in mora è provato quando l'esecuzione comporta la temporanea definitiva perdita o la difficoltà di recupero di somme rilevanti, con effetti negativi durevoli per il contribuente.
- Quando la somma in contestazione è molto elevata, il bilanciamento degli interessi tende a favorire la concessione della sospensione per evitare pregiudizi economici difficilmente riparabili.
- Il richiamo a precedenti di legittimità (es. Cass. n. 2845/2012) rafforza la tesi che il giudicato interno integri un vizio di inammissibilità utilizzabile per il fumus; è utile quindi documentare e argomentare chiaramente tale vizio nella domanda di sospensione.
- La sospensione concessa ha carattere provvisorio: il giudice può imporre garanzie o condizioni o revocarla se la situazione cambia o se il merito risulta infondato.
- In situazioni analoghe è opportuno, oltre a chiedere la sospensione, quantificare e documentare il danno potenziale e le difficoltà di recupero delle somme per rafforzare il periculum in mora.
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