Cassazione Penale, Sentenza n. 43953/2022 del 18/11/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il Pubblico Ministero impugnava l'ordinanza del Tribunale della Libertà di Napoli (13/04/2022) sostenendo che il giudice di rinvio non avesse rispettato il dictum della sentenza di annullamento della Corte di Cassazione (19/01/2021). In particolare il PM lamentava la violazione dell'art. 627 c.p.p. perché il Tribunale, invece di esaminare se le intercettazioni fossero state effettivamente autorizzate e utilizzabili e se tali captazioni fondassero i gravi indizi di colpevolezza, si era limitato a valutare autonomamente l'attualità delle esigenze cautelari e la pericolosità attuale degli indagati, elidendo il necessario scrutinio sulla utilizzabilità delle intercettazioni e sulla consistenza della base indiziaria.
La decisione
La Corte ha ritenuto il ricorso fondato e ha annullato l'ordinanza impugnata con rinvio al Tribunale di Napoli, sezione per il riesame delle misure cautelari personali, per un nuovo giudizio conforme ai principi indicati nella sentenza di annullamento. In particolare la Corte ha censurato il Tribunale per essersi sottratto al vincolo di verificare puntualmente, in relazione ai singoli decreti autorizzativi e ai singoli fatti corruttivi, la sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza e la utilizzabilità delle intercettazioni, procedendo invece ad una valutazione antecedente e distinta sull'attualità delle esigenze cautelari.
Norme richiamate
art. 627 cod. proc. pen.
La Corte ritiene che il giudice di rinvio debba rispettare il dictum della sentenza di annullamento e compiere le verifiche richieste in ordine alla utilizzabilità delle intercettazioni e alla gravità indiziaria; omettere tale controllo integra violazione dell'art. 627 c.p.p.
art. 416-bis cod. pen.
La normativa sulla criminalità organizzata è stata richiamata nei decreti di urgenza e nei provvedimenti autorizzativi; la Corte indica che deve essere valutato se e in quale misura i fatti corruttivi fossero ricompresi nelle autorizzazioni alle captazioni anche quando i decreti menzionino, oltre all'art. 416-bis, "altro".
Principi giurisprudenziali della Corte di Cassazione (richiamati)
La Corte richiama la necessità che il giudice motivi le ragioni dell'autorizzazione alle intercettazioni, collegandole alle richieste del PM e agli atti di polizia giudiziaria, e verifichi la conformità della prospettazione accusatoria con le risultanze investigative, in relazione all'indagine nel suo complesso.
Massime di principio
- Se la Cassazione annulla con rinvio per specifiche verifiche (es. utilizzabilità di intercettazioni), il giudice di rinvio è vincolato a compiere quelle verifiche e a motivarle puntualmente; non può sorvolare sul punto concentrandosi su profili diversi.
- La valutazione dell'attualità delle esigenze cautelari (pericolosità attuale) è consequenziale e non sostitutiva dell'accertamento preliminare della gravità indiziaria: prima va verificata la sussistenza di gravi indizi, poi la necessità della misura.
- Per stabilire la utilizzabilità delle intercettazioni occorre esaminare i decreti autorizzativi in connessione con le richieste del PM e con gli atti di polizia giudiziaria posti a fondamento: è necessario indicare le "ragioni" che giustificano l'indispensabilità delle captazioni per l'accertamento del fatto e l'individuazione dei responsabili.
- La circostanza che un fatto sia stato iscritto nel registro delle notizie di reato in epoca successiva ai decreti autorizzativi non esclude in sé la necessità di verificare se le intercettazioni siano state comunque autorizzate e siano utilizzabili rispetto all'ipotesi accusatoria.
- Il giudice non può sostituire una valutazione qualitativa dei gravi indizi con una valutazione meramente temporale o statistica sulla carenza di sviluppi attuali: deve esaminare la consistenza indiziaria anche in relazione ai singoli decreti e alle singole captazioni.
- Nelle ipotesi complesse (più decreti, più reati richiamati) il giudice deve esaminare caso per caso se i singoli atti autorizzativi riguardano, in tutto o in parte, i fatti poi posti a fondamento dell'accusa.
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