Cassazione Civile, Sentenza n. 35459/2021 del 19/11/2021
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorso impugnava la sentenza n.15/2021 del Consiglio Nazionale Forense che aveva confermato la decisione del Consiglio dell'Ordine di Lecce, con cui al ricorrente era stata inflitta la sanzione della sospensione dall'esercizio della professione per mesi due. Il ricorrente ha dedotto: (i) violazione dell'art.24 Cost. per mancato riconoscimento del legittimo impedimento del nuovo difensore (contestando la mancata concessione del rinvio e quindi violazione del diritto di difesa); (ii) violazione dell'art.65 legge n.247/2012 per mancata applicazione della normativa previgente più favorevole (avrebbe dovuto essere applicata la censura invece della sospensione); (iii) mancata concessione delle attenuanti, in considerazione del comportamento successivo al fatto.
La decisione
La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso nei confronti del Consiglio Nazionale Forense (perché soggetto terzo privo di legittimazione nel giudizio di cassazione contro la decisione del Consiglio dell'Ordine) e ha rigettato il ricorso nei confronti del Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Lecce. In particolare: il primo motivo (legittimo impedimento) è stato ritenuto infondato perché il legittimo impedimento rilevante nei giudizi disciplinari richiede un impedimento assoluto ai sensi dell'art.420-ter c.p.p. e l'onere della prova della tempestiva comunicazione ricade sul ricorrente; il secondo motivo (art.65 L.247/2012) è stato dichiarato inammissibile per mancanza di specificazione e argomentazione conforme ai requisiti dell'art.360 e art.366 c.p.c.; il terzo motivo (attenuanti) è stato ritenuto generico e inammissibile, poiché la valutazione della sanzione è rimessa all'Ordine salvo controllo di ragionevolezza limitato. Non sono state disposte statuizioni sulle spese per la mancata costituzione del Consiglio dell'Ordine di Lecce; la Corte ha altresì rilevato l'ulteriore importo del contributo unificato ai sensi dell'art.13, comma 1-quater, d.P.R. n.115/2002.
Norme richiamate
art. 24 Costituzione
Richiamato dal ricorrente in relazione al diritto di difesa; la Corte osserva che il mancato rinvio per legittimo impedimento è valutabile solo se si tratta di impedimento assoluto e adeguatamente provato
art. 360, primo comma, n. 4 c.p.c.
Norma invocata per l'affermazione di violazione del diritto di difesa; la Corte richiede prova dell'impedimento assoluto e della tempestiva comunicazione per ritenere il vizio sussistente
art. 360, primo comma, n. 3 c.p.c.
Richiamato rispetto all'allegata violazione dell'art.65 L.247/2012 e al controllo sulla congruità della sanzione; la Corte richiede deduzioni specifiche e motivazioni intelligibili per poter esercitare il controllo di legittimità
art. 420-ter c.p.p.
Parametro di riferimento per il concetto di legittimo impedimento: il giudizio disciplinare riconosce il rinvio solo per un impedimento assoluto, non per generiche difficoltà
art. 65 legge 247/2012
Invocata dal ricorrente come norma che avrebbe consentito l'applicazione della disciplina previgente più favorevole; la Corte rileva che la doglianza è stata formulata in modo generico e senza le specifiche argomentazioni richieste per l'ammissibilità
art. 22 codice deontologico forense
Richiamato in relazione ai criteri di commisurazione della sanzione; la valutazione della gravità e della sanzione è rimessa all'Ordine e il sindacato di Cassazione è limitato alla verifica di ragionevolezza
art. 366, n. 4 c.p.c.
Richiamato per i requisiti di specificità con cui deve essere dedotto il vizio di violazione di norme nella cassazione, pena l'inammissibilità del motivo
art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n.115/2002
Richiamato per dar atto dell'ulteriore importo dovuto a titolo di contributo unificato dal ricorrente
Massime di principio
- Il Consiglio Nazionale Forense, quando sia autore dell'impugnata decisione, non sempre è parte legittimata nel giudizio di cassazione: le parti attese sono il destinatario del provvedimento (Consiglio dell'Ordine locale) e il Pubblico Ministero presso la Corte di Cassazione
- Il 'legittimo impedimento' nel processo disciplinare richiede un impedimento assoluto (art.420-ter c.p.p.); difficoltà di natura pratica o contemporanea partecipazione ad altro procedimento non sempre costituiscono causa valida per il rinvio, salvo prova della assolutezza e della tempestiva comunicazione
- Le censure basate su norme che avrebbero imposto l'applicazione di normativa previgente più favorevole devono essere dedotte con specificità e argomentazione motivata (art.360 e art.366 c.p.c.); la mera enunciazione della norma è inammissibile
- Le richieste di attenuanti o la critica sulla misura della sanzione sono in linea di massima di competenza dell'ordine professionale; la Cassazione interviene solo per vizio di ragionevolezza o inosservanza di precetti concretamente indicati
- Per ottenere l'accoglimento di eccezioni procedurali o sostanziali in sede di cassazione è fondamentale adempiere agli oneri probatori e di specificazione: documentare tempestive comunicazioni, fornire prove dell'impedimento, e motivare puntualmente il contrasto normativo invocato
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