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Sentenza

Sentenza n. 1841/2026 - Roma, Sezione 5B

per l’annullamento - del decreto del 4 ottobre 2022, notificato il giorno 25 successivo, con cui il Dirigente dell’Ufficio immigrazione della Questura di Roma ha dichiarato irricevibile l’istanza di rinnovo del permesso di soggiorno per lavoro subordinato; - di tutti i provvedimenti presupposti, connessi e conseguenti;

Giustizia amministrativa202300806

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. I terSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: decreto di irricevibilità dell'istanza di rinnovo del permesso di soggiorno per lavoro subordinato

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (amministrazione dell'immigrazione)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il decreto con cui la Questura di Roma aveva dichiarato irricevibile la sua istanza di rinnovo del permesso di soggiorno per lavoro subordinato, deducendo carenza di istruttoria e di motivazione, nonché difetto dei presupposti. Il precedente permesso di soggiorno, rilasciato nel 2010, era scaduto il 17 giugno 2015 e non era stato rinnovato. Il ricorrente era stato inoltre destinatario di un decreto di espulsione del Prefetto di Roma del 19 ottobre 2021, confermato dal Giudice di pace di Roma il 30 maggio 2022. Secondo il ricorrente, tali circostanze non avrebbero giustificato la declaratoria di irricevibilità dell'istanza.

La decisione

Il TAR ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto infondate le censure relative al difetto dei presupposti e alla carenza di motivazione, rilevando che mancava un permesso di soggiorno in corso di validità da rinnovare: il titolo precedente era scaduto nel 2015 e non era stato rinnovato. In tale situazione l'istanza non poteva essere accolta né esaminata come domanda di rinnovo. La successiva espulsione, non annullata ma confermata dal Giudice di pace, confermava la condizione di irregolarità del soggiorno e l'impossibilità di ottenere il rinnovo del permesso. Le spese sono state compensate, in ragione della mera difesa di stile dell'amministrazione.

Norme richiamate

  • art. 87, comma 4-bis, c.p.a.

    Richiamato in relazione alla trattazione e decisione della causa senza discussione orale.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato quale fondamento dell'oscuramento delle generalità della parte interessata.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati, unitamente all'art. 52 d.lgs. 196/2003, a tutela dei diritti e della dignità della parte interessata mediante oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • Il rinnovo del permesso di soggiorno presuppone l'esistenza di un precedente titolo di soggiorno ancora suscettibile di rinnovo; quando il titolo sia scaduto da anni e non sia stato rinnovato, l'istanza non può essere trattata come domanda di rinnovo.
  • La mancanza di un titolo di soggiorno rinnovabile costituisce ragione sufficiente per dichiarare irricevibile l'istanza di rinnovo e non consente il rilascio del permesso richiesto nell'ambito di tale procedimento.
  • La presenza di un decreto di espulsione non annullato, confermato dal giudice competente, costituisce ulteriore elemento incompatibile con il rilascio del permesso di soggiorno richiesto come rinnovo.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiorno
RamiImmigrazione e cittadinanza
IstitutiDifetto di istruttoriaDifetto di motivazione

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