Sentenza n. 6431/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 2
per la riforma della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per la Toscana (Sezione Terza) n. 1099/2023, resa tra le parti.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: sentenza del TAR Toscana che aveva respinto il ricorso contro il provvedimento di accertamento dell’inottemperanza all’ordine di demolizione e di acquisizione gratuita al patrimonio comunale dell’immobile e delle aree pertinenziali
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
L’appellante ha contestato la sentenza del TAR Toscana deducendo, con il primo motivo, la violazione e falsa applicazione dell’art. 31 del d.P.R. n. 380/2001 e dell’art. 196 della l.r. Toscana n. 65/2014, sostenendo che il provvedimento acquisitivo non avrebbe individuato adeguatamente l’area di sedime destinata ad essere acquisita gratuitamente al patrimonio comunale. Con il secondo motivo ha denunciato il difetto di motivazione del provvedimento in ordine alla persistente inottemperanza all’ordine di demolizione e alle ragioni della determinazione ablativa, lamentando l’impossibilità di ricostruire l’iter logico-giuridico dell’amministrazione. La controversia riguardava un annesso agricolo trasformato in abitazione mediante opere edilizie non autorizzate. L’originario ordine di demolizione non era stato impugnato; successivi sopralluoghi avevano accertato la rimozione soltanto di opere secondarie e la permanenza dell’organizzazione funzionale residenziale dell’immobile.
La decisione
Il Consiglio di Stato ha respinto l’appello e confermato la sentenza del TAR. Quanto al primo motivo, ha ritenuto sufficientemente determinato il bene acquisito, poiché il provvedimento indicava l’identificazione catastale mediante foglio, particella e subalterno, le superfici del fabbricato, dell’area di sedime e dell’area pertinenziale, nonché una delimitazione geometrica basata su distanze, confini reali e sistema cartografico regionale. Il successivo frazionamento catastale è stato qualificato come mero adempimento esecutivo, non incidente sulla legittimità del provvedimento acquisitivo. Quanto al secondo motivo, il Collegio ha valorizzato il carattere definitivo dell’accertamento dell’abuso risultante dall’ordine di demolizione non impugnato e gli accertamenti del 2016, dai quali emergeva la permanenza dell’organizzazione interna residenziale e la marginalità delle opere rimosse. L’abuso, consistente anche nel mutamento strutturale della destinazione d’uso da agricola a residenziale, non risultava quindi eliminato e l’inottemperanza era integrata. Spese compensate.
Norme richiamate
art. 31 d.P.R. 380/2001
L’inottemperanza all’ordine di demolizione comporta l’acquisizione gratuita al patrimonio comunale del bene abusivo e dell’area nei limiti previsti dalla legge; il provvedimento acquisitivo deve consentire l’individuazione concreta dei beni acquisiti.
art. 196 l.r. Toscana 65/2014
È richiamato quale disciplina regionale applicabile all’accertamento dell’inottemperanza e all’acquisizione del bene abusivo e delle relative aree.
Massime di principio
- Ai fini della legittimità del provvedimento di acquisizione gratuita conseguente all’inottemperanza all’ordine di demolizione, è sufficiente che i beni siano individuati in modo certo attraverso la combinazione di dati catastali, indicazione delle superfici e delimitazione geometrica; il successivo frazionamento catastale costituisce un adempimento esecutivo e non un requisito di validità dell’atto.
- Quando l’ordine di demolizione non è stato impugnato, l’abuso edilizio da esso accertato si consolida e non può essere rimesso in discussione nel giudizio contro il successivo provvedimento di acquisizione per inottemperanza.
- La rimozione di opere secondarie non esclude l’inottemperanza quando permane l’organizzazione funzionale dell’immobile in contrasto con la destinazione autorizzata e il mutamento di destinazione d’uso strutturale non è stato eliminato.
- L’acquisizione gratuita può riguardare il fabbricato abusivo, l’area di sedime e l’area pertinenziale, purché l’estensione e i confini dei beni risultino concretamente determinabili dal provvedimento amministrativo.
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