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Sentenza

Sentenza n. 1210/2026 - Lecce, Sezione 2

Giustizia amministrativa202401537

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Puglia - Lecce, Sez. IISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata corretta esecuzione della sentenza del Tribunale di Lecce, Sezione Lavoro, che aveva riconosciuto la pensione di vecchiaia con decorrenza dal 26 ottobre 2021 e condannato l’INPS al pagamento dei ratei arretrati

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

La controversia

La ricorrente ha agito in ottemperanza alla sentenza n. 1279/2024 del Tribunale di Lecce, Sezione Lavoro, lamentando che l’INPS non avesse eseguito correttamente il giudicato: pur essendo stata riconosciuta la pensione di vecchiaia con decorrenza dal 26 ottobre 2021, l’Istituto avrebbe inizialmente liquidato il trattamento soltanto dal 1° ottobre 2022. Ha chiesto l’ordine di esatta esecuzione, la liquidazione dei ratei dal 1° ottobre 2021, l’annullamento o la disapplicazione di eventuali atti ostativi e, se necessario, la nomina di un commissario ad acta.

La decisione

Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere, poiché l’INPS ha documentato di avere rideterminato e corrisposto gli arretrati relativi a ottobre-dicembre 2021 e gennaio-settembre 2022, oltre alle tredicesime, e la ricorrente, all’udienza del 21 settembre 2026, ha confermato il corretto pagamento di tutto quanto dovuto. Le spese sono state poste a carico dell’INPS secondo il criterio della soccombenza virtuale: non risultava provato che l’adempimento economico fosse intervenuto prima della proposizione del ricorso, mentre la documentazione dell’Istituto risaliva al luglio 2026. Liquidate in euro 1.500,00, oltre accessori di legge e rimborso dell’eventuale contributo unificato, con distrazione ai procuratori dichiaratisi antistatari.

Norme richiamate

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    È pertanto pacifico, in quanto incontestato, il sopravvenuto venir meno della res litigiosa di giudizio, con conseguente declaratoria di cessazione della materia in contesa.

    La cessazione della materia del contendere è dichiarata quando, dopo la proposizione del ricorso, la pretesa azionata risulta integralmente soddisfatta e il venir meno della controversia è pacifico e non contestato.

  • artt. 112 e 114 c.p.a.

    Con ricorso ex artt. 112 e 114 c.p.a., notificato e depositato in data 26.11.2024, parte ricorrente ha agito innanzi a questo Tribunale ai fini dell’ottemperanza della sentenza n. 1279 del 17.4.2024 emessa dal Giudice del Lavoro del Tribunale di Lecce nei confronti dell’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale

    Le disposizioni sono richiamate quale base processuale dell’azione di ottemperanza diretta a ottenere l’esecuzione del titolo giudiziale.

Massime di principio

  • Nel giudizio di ottemperanza, se l’amministrazione adempie integralmente la pretesa risultante dal titolo dopo la proposizione del ricorso e la parte ricorrente conferma l’avvenuto pagamento, il giudice dichiara la cessazione della materia del contendere.
  • Ai fini della regolazione delle spese per soccombenza virtuale, l’amministrazione che deduce di avere adempiuto prima del ricorso deve fornire riscontro probatorio dell’anteriorità dell’adempimento; in mancanza, le spese possono essere poste a suo carico.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaEstinzione, perenzione e improcedibilitàSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesseOttemperanza e commissario ad acta

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