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Cassazione Penale, Ordinanza n. 17096/2025 del 07/05/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello di Milano che lo aveva ritenuto responsabile del concorso in rapina aggravata. Ha dedotto, con il primo motivo, violazione di legge in relazione alla ritenuta sussistenza dell'elemento soggettivo del concorso nel reato; con il secondo motivo, vizio di motivazione sia sulla affermazione di responsabilità sia sulla mancata applicazione della circostanza attenuante di cui all'art. 114 c.p. In sostanza, ha contestato la valutazione delle prove e la ricostruzione del suo contributo, negando il dolo di partecipazione e sostenendo che il suo apporto fosse meritevole di riconoscimento attenuante.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che i motivi fossero formulati in modo non consentito in sede di legittimità, perché diretti a sollecitare una nuova valutazione del fatto e del materiale probatorio, già esaminato e disatteso in appello con motivazione congrua e non illogica. Ha inoltre osservato che, in tema di concorso di persone nel reato, la volontà di concorrere non richiede necessariamente un previo accordo, e che nel caso concreto la motivazione d'appello aveva indicato elementi oggettivi idonei a dimostrare il dolo di partecipazione dell'imputato. Quanto all'attenuante di cui all'art. 114 c.p., la sua esclusione è stata ritenuta conseguenza logica del ruolo di rilievo non scarso svolto dall'imputato, individuato dai giudici di merito come "palo". L'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 114 c.p.

    La diminuzione di pena per il contributo di minore gravità è incompatibile con un apporto fattivo non scarso e con un ruolo, come quello di "palo", ritenuto significativo nella realizzazione della rapina.

  • art. 110 c.p.

    Pur non essendo espressamente indicato nel testo, il concorso di persone è richiamato in modo sostanziale: la volontà di concorrere non richiede un previo accordo, essendo sufficiente un contributo consapevole alla realizzazione del reato.

Massime di principio

  • Nel concorso di persone nel reato, la volontà di concorrere non presuppone necessariamente un accordo preventivo tra i correi; può desumersi da elementi oggettivi e dal contributo causalmente rilevante alla commissione del fatto.
  • In sede di legittimità non sono ammissibili censure che, sotto la veste di violazione di legge o vizio di motivazione, mirino in realtà a una nuova valutazione del compendio probatorio e della ricostruzione dei fatti compiuta dai giudici di merito.
  • Il motivo di ricorso è inammissibile quando si limita a riproporre questioni già dedotte in appello senza confrontarsi specificamente con la motivazione della sentenza impugnata, difettando così della tipica funzione di critica argomentata.
  • L'attenuante del contributo di minima importanza non può essere riconosciuta quando il giudice di merito accerti un apporto fattivo non scarso e un ruolo operativo significativo nella consumazione del reato.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniConcorso di personeRapina
RamiProcesso penaleParte generaleDelitti contro il patrimonio
IstitutiConcorso di personeNullità processuale

Testo integrale

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