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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 47745/2022 del 16/12/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso l'ordinanza del Tribunale del riesame di Napoli che aveva confermato gli arresti domiciliari applicati a Maisto per il delitto, in concorso, di corruzione continuata aggravata. Il ricorrente deduceva violazione dell'art. 274, lett. c) c.p.p. (valutazione prognostica del pericolo di reiterazione) alla luce della legge 16 aprile 2015 n. 47 (introduzione del requisito di attualità del pericolo di reiterazione) e vizio di motivazione, evidenziando in particolare le sue dimissioni irrevocabili da RFI del 2.5.2022 e l'assenza di comportamenti successivi (i fatti contestati risalgono al maggio 2018), fatti che, secondo la difesa, escluderebbero l'attualità del pericolo di recidiva.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. Pur riconoscendo la gravità delle condotte e il contesto di criminalità organizzata richiamato dal Tribunale del riesame, la Corte ha censurato la motivazione del riesame per essere apodittica e priva di concreto riferimento all'attuale possibilità che Maisto possa reiterare reati della stessa specie dopo le dimissioni. La Corte ha affermato che, soprattutto dopo la legge 47/2015, il giudice deve valutare e motivare specificamente la rilevanza della cessazione del rapporto con la pubblica amministrazione; in mancanza di adeguata motivazione l'ordinanza è annullata limitatamente alle esigenze cautelari. Disposto il rinvio al Tribunale del riesame di Napoli per nuovo giudizio sulle esigenze cautelari.

Norme richiamate

  • art. 274, lett. c), cod. proc. pen.

    Disciplina la valutazione prognostica del pericolo di reiterazione dei reati come presupposto per la misura cautelare; richiede valutazione concreta, individuale e, dopo la legge 47/2015, l'attualità del pericolo di reiterazione

  • legge 16 aprile 2015, n. 47

    Ha introdotto nell'art. 274, lett. c) il requisito dell'attualità del pericolo di reiterazione: occorre prevedere, con elevata probabilità, che all'indagato si presenti effettivamente un'occasione per commettere nuovi reati della stessa specie

  • art. 416-bis.1 cod. pen.

    Riferimento all'aggravante connessa alla criminalità organizzata: il Tribunale del riesame ha escluso tale aggravante nella motivazione di merito

  • art. 30 (competenza)

    Norma richiamata per la indicazione di competenza quando la Corte rinvia il giudizio al tribunale competente

  • Giurisprudenza citata (Sez. 5, n. 31676 del 04/04/2017, Lonardoni)

    Principio secondo cui, nei reati contro la pubblica amministrazione, anche dopo l'introduzione dell'attualità del pericolo, il giudice può ritenere sussistente il pericolo di reiterazione anche dopo sospensione o dimissioni dell'interessato, purché dia adeguata e logica motivazione sul perché la cessazione del rapporto non esclude la probabilità di rinnovazione delle condotte

Massime di principio

  • La valutazione del pericolo di reiterazione ai fini cautelari deve essere concreta e individuale: non bastano affermazioni generiche o richiiami al disvalore della condotta;
  • Dopo la legge 47/2015 il giudice deve verificare e motivare l'"attualità" del pericolo di reiterazione, cioè l'alta probabilità che si presenti una concreta occasione di nuovo reato;
  • La semplice dimissione o sospensione dal servizio non elimina automaticamente il rischio cautelare: il giudice può comunque confermare la misura se fornisce motivazione adeguata sul perché la cessazione del rapporto non esclude la possibilità di reiterazione (es. ruolo di intermediario, rete di relazioni, modus operandi consolidato);
  • Se il giudice di merito non affronta e motiva specificamente la rilevanza della cessazione del rapporto o altri cambiamenti intervenuti rispetto al fatto storico, la decisione cautelare può essere annullata con rinvio per nuovo esame;
  • La gravità del fatto e il contesto (es. collegamenti con criminalità organizzata, modus operandi collaudato) sono elementi che pesano nella prognosi, ma non sostituiscono la necessità di un'adeguata motivazione sull'attualità del rischio.

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