Cassazione Penale, Sentenza n. 1724/2022 del 17/01/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello di Messina che aveva in parte riformato la pronuncia di primo grado e condannato la Coiro per reati relativi all'invasione e al deturpamento di immobili comunali. La ricorrente deduceva: mancata considerazione di sopralluoghi e dello stato dei luoghi; omissione di prove sull'effettivo ingresso e sulla detenzione di materiali o farmaci; assenza del dolo specifico richiesto dall'art. 633 c.p. (sosteneva che l'attività era volontaria, senza scopo di lucro e mirata alla cura di animali); contraddittorietà e illogicità della motivazione circa la persistenza nell'immobile dopo la revoca del protocollo; l'immobile era in stato di abbandono e i volontari avrebbero anzi pulito e migliorato le condizioni.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che i motivi riproponessero questioni gi di fatto gi gi gi ampiamente esaminate dai giudici di merito (cd. doppia conforme) e che la critica motivazionale costituisse una non consentita rilettura del fatto. Sulla sostanza, il Collegio ha confermato che l'uso dei locali interni senza autorizzazione, la presenza di masserizie, materassi e farmaci, l'apposizione abusiva di una catena e il cambio/divelimento dei lucchetti, dimostravano la volontà di instaurare un possesso durevole idoneo a configurare l'invasione di edifici (art. 633 c.p.) e il deturpamento/imbrattamento. Conseguenze: condanna della ricorrente al pagamento delle spese processuali, al versamento di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende e alla rifusione delle spese del grado in favore della parte civile (liquidate in euro 2.000,00 oltre accessori).
Norme richiamate
art. 633 cod. pen.
La Corte interpreta l'art. 633 come comprensivo dell'"arbitraria invasione" anche senza violenza fisica, richiedendo però un'apprezzabile durata o elementi esteriori inequivocabili (es. possesso di chiavi, opere, collocamento di beni, apposizione di catene o cambio lucchetti) che dimostrino la volontà di instaurare un possesso non meramente transitorio; il dolo specifico "al fine di occupare o trarne altrimenti profitto" può includere vantaggi non strettamente patrimoniali, ma deve incidere sensibilmente sulle facoltà di godimento del titolare del diritto di esclusione.
art. 639 e art. 639-bis cod. pen.
I reati relativi al patrimonio/appropriazione e collegati sono stati richiamati nelle imputazioni; la Corte ha valutato la condotta anche sotto il profilo del deturpamento e dell'imbrattamento della struttura, ritenendo provato il nesso tra condotta e danno alla disponibilità del bene pubblico.
art. 81 comma finale cod. pen.
Richiamato nei capi di imputazione; la Corte d'appello aveva riconosciuto circostanze attenuanti generiche e rideterminato la pena pecuniaria.
art. 530 comma 2 codice di procedura penale
Richiamato dalla difesa come presunta violazione (omessa valutazione di deposizioni); la Corte di Cassazione ha ritenuto la censura aspecifica e infondata, non avendo la ricorrente contestato correttamente la valutazione delle prove operata dai giudici di merito.
art. 533 comma 2 codice di procedura penale
Analogamente richiamato dalla difesa in relazione alla valutazione probatoria; la Cassazione ha ritenuto infondate le doglianze che riformulano fatti già valutati.
art. 616 codice di procedura penale
Applicato per la condanna alle spese processuali e per la determinazione dell'obbligo di versamento alla Cassa delle ammende a seguito dell'inammissibilità del ricorso e dei profili di colpa emersi.
D.L. n. 137/2020 conv. L. n. 176/2020 (art. 23)
Richiamato per la requisitoria scritta del Sostituto Procuratore Generale che ha chiesto l'inammissibilità del ricorso; norma che ha autorizzato l'utilizzo di requisitorie scritte nel periodo emergenziale.
Massime di principio
- Per la configurabilità del reato di invasione di edifici (art. 633 c.p.) non è necessaria una irruzione violenta: sono sufficienti l'accesso illegittimo e la prova di una volontà di instaurare un possesso durevole, che si può desumere anche da elementi esterni (chiavi, lucchetti sostituiti, collocamento di beni, opere).
- Lo stato di abbandono o vandalizzazione dell'immobile non esclude automaticamente la sussistenza del reato di invasione o delittuosi di deturpamento: rilevano gli effetti sulla disponibilità del proprietario e il comportamento dell'occupante.
- La finalità "altrimenti di trarne profitto" non richiede necessariamente un profitto economico immediato, ma richiede un vantaggio riconducibile al possesso/godimento durevole dell'immobile; attività di volontariato o cura di animali non escludono il dolo se la condotta limita l'esclusività del proprietario.
- In sede di cassazione è difficile ottenere accoglimento del ricorso quando le doglianze consistono nella rinnovata valutazione delle prove o nella critica motivazionale indiretta: la Corte impugna questioni di diritto o vizi motivazionali chiari e specifici, non rivaluta liberamente i fatti.
- La presenza di una "doppia conforme" (sentenza di primo grado e sentenza di appello che adottano criteri valutativi coerenti) rende più ardua la riforma in Cassazione.
- Le conseguenze economiche e processuali per il ricorrente possono includere condanna alle spese processuali, pagamento alla Cassa delle ammende e rifusione delle spese della parte civile quando il ricorso è dichiarato inammissibile e emergano profili di colpa.
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