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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 15239/2022 del 20/04/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

I ricorrenti impugnano l'ordinanza che ha confermato il rigetto della revoca del sequestro preventivo di immobili disposto con decreto del 6/08/2019, contestato in relazione al reato di cui all'art. 11 d.lgs. 74/2000 (sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte). Sostengono che Alessandro Migliori è stato definitivamente assolto dal reato ex art. 5 d.lgs. 74/2000 (omessa dichiarazione) con sentenza definitiva, per cui sarebbe venuta meno la posizione debitoria personale che giustifica il sequestro; denunciano altresì che il Tribunale del riesame ha confuso la posizione personale di Alessandro con quella della societa' Intermetalli GMBH e non ha specificato l'eventuale debito fiscale personale residuo.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso per violazione di legge, ha annullato l'ordinanza impugnata e ha rinviato per nuovo esame al Tribunale di Arezzo ai sensi dell'art. 324, quinto comma, c.p.p. La Corte ha ritenuto la motivazione dell'organo di riesame meramente apparente e insufficiente: non ha affrontato in modo specifico e documentato la questione centrale circa l'esistenza di un debito fiscale personale di Alessandro Migliori e il rapporto tra tale posizione e la posizione della societa'. La Corte ha richiamato il principio secondo cui il reato di sottrazione fraudolenta richiede l'esistenza di un credito erariale al momento dell'atto e ha precisato che il giudice del riesame deve valutare il fumus tenendo conto delle concrete risultanze e motivando le ragioni che rendono plausibile un giudizio prognostico negativo.

Norme richiamate

  • art. 11 d.lgs. 74/2000

    Definisce il reato di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte; ai fini del fumus commissi delicti è necessaria l'esistenza di un credito erariale (debito fiscale) al momento dell'atto simulato o fraudolento.

  • art. 5 d.lgs. 74/2000

    Riguarda l'omessa dichiarazione; l'assoluzione definitiva con formula ex art. 530, secondo comma, c.p.p., comporta l'assenza del debito tributario personale connesso al reato contestato, salvo che emerga diverso rapporto di responsabilità.

  • art. 324, quinto comma, c.p.p.

    Consente alla Corte di annullare l'ordinanza impugnata e di rinviare il procedimento per nuovo esame al giudice competente.

  • art. 173, comma 1, disp. att. c.p.p.

    Limita la motivazione del ricorso in cassazione ai motivi esposti nei limiti necessari per la decisione, come richiamato nel procedimento.

  • art. 125 cod. proc. pen.

    Invocato dai ricorrenti in relazione alla presunta violazione di legge connessa al provvedimento cautelare; nel contesto denota contestazione della legittimità del sequestro.

  • art. 530, secondo comma, c.p.p.

    Formula di assoluzione perche' il fatto non sussiste; la pronuncia definitiva incide sulla valutazione della sussistenza del debito fiscale personale e quindi sul fumus per misure cautelari patrimoniali.

Massime di principio

  • Un'acquisita sentenza di assoluzione definitiva dell'imputato per il reato fiscale collegato può incidere in modo decisivo sulla sussistenza del fumus commissi delicti: il giudice del riesame deve verificare e motivare se sussiste comunque un debito fiscale personale che giustifichi il sequestro.
  • La mera esistenza di contestazioni fiscali a carico di una societa' non giustifica automaticamente il sequestro di beni nella disponibilita' di una persona fisica; occorre provare e motivare il nesso e la responsabilità fiscale personale.
  • Il ricorso in Cassazione avverso ordinanze di sequestro è ammissibile per violazione di legge, intesa anche come motivazione così carente da risultare meramente apparente; la Corte può annullare e rinviare quando il provvedimento non affronta i punti decisivi.
  • In situazioni simili il giudice di merito, in sede di riesame, deve indicare esplicitamente le risultanze concrete che rendono plausibile il rischio di sottrazione fraudolenta e specificare quale debito (importo, natura, soggetto) si intenda garantire con il sequestro.
  • Quando si discute della distinzione tra responsabilità della persona fisica e della societa', il giudice deve valutare e motivare se e come i rapporti giuridici o di fatto giustifichino il coinvolgimento patrimoniale personale (analisi che non può essere surrogata da affermazioni generiche).

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