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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 38351/2022 del 11/10/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che aveva confermato la custodia cautelare in carcere applicata a Giovanni Lauro per plurimi reati (associazione per delinquere finalizzata a delitti contro la pubblica amministrazione con aggravante di aver agevolato la 'ndrangheta; corruzione in più episodi; frode nell'esecuzione di appalti pubblici). Il ricorrente contestava: insufficienza e incongruenza degli indizi a supporto della misura (anche con riferimento al presunto collegamento con indagini pregresse), erronea qualificazione giuridica di alcuni fatti (distinzione tra corruzione, concussione, abuso d'ufficio; qualificazione di frode nelle pubbliche forniture vs inadempimento), mancanza di consapevolezza circa l'agevolazione della ‘ndrangheta, e la non sussistenza delle esigenze cautelari attuali (assenza di rapporti con la PA, affidamento del servizio ad altro operatore, fase processuale avanzata); richiesta di attenuazione della misura cautelare in arresti domiciliari con controllo elettronico.

La decisione

La Corte ha ritenuto il ricorso in parte fondato. Ha confermato la fondatezza degli elementi indiziari e la congruità della motivazione del Tribunale di Reggio Calabria con riferimento alla maggior parte dei capi (in particolare associazione per delinquere collegata a delitti contro la pubblica amministrazione e ai reati di corruzione): tali censure difensive sono state considerate in gran parte ricostruzioni fattuali non ammissibili in sede di legittimità. Tuttavia, la Corte ha accolto il ricorso limitatamente al capo 10) (frode nelle pubbliche forniture), ritenendo la motivazione del Tribunale carente e contraddittoria rispetto al principio di diritto secondo cui la frode richiede la malafede contrattuale e l'uso di artifici/espedienti idonei a trarre in inganno la PA; rispetto alle condizioni di fatto risultavano più probabili elementi di doloso inadempimento piuttosto che di frode. Di conseguenza l'ordinanza è stata annullata limitatamente al capo 10) e la causa rinviata al Tribunale di Reggio Calabria per nuovo esame su quel capo, conformemente ai principi indicati. Per il resto l'ordinanza è stata confermata e le esigenze cautelari ritenute sussistenti. La Corte ha poi rigettato le richieste difensive di attenuazione della misura valutando insufficienti gli elementi prospettati per escludere il pericolo di reiterazione o per adottare misure meno afflittive.

Norme richiamate

  • art. 310 cod. proc. pen.

    Norma che disciplina il sindacato del Tribunale sulle misure cautelari (ricorso ex art. 310), prevista quale base procedurale dell'esame del riesame; utilizzata come riferimento procedurale per la conferma dell'ordinanza di custodia.

  • art. 416 cod. pen.

    Norma sull'associazione per delinquere: la Corte conferma che, a fini indiziari, non è richiesta la creazione di un'organizzazione nuova e che una struttura preesistente finalizzata a scopi illeciti può integrare il reato se emergono attività comuni, direzione programmatica e ripartizione di compiti.

  • art. 416-bis cod. pen. (aggravante di agevolazione mafia)

    La finalità di agevolare un'associazione di tipo mafioso può essere integrata anche senza il proposito di rafforzarne la struttura: è sufficiente che le condotte agevolino attività esterne dell'organizzazione mafiosa.

  • art. 319, 319-bis e 321 cod. pen.

    Norme relative ai delitti contro la pubblica amministrazione (corruzione, corruzione in atti giudiziari, abuso d'ufficio): la Corte ha ritenuto congrua la qualificazione di corruzione in relazione agli elementi indiziari rilevati, distinguendoli dalle fattispecie di concussione o di mero inadempimento.

  • art. 318 cod. pen.

    Norma sulla concussione: la Corte osserva che la differenziazione tra concussione e corruzione è rilevante e che alcune contestazioni difensive relative alla riqualificazione in concussione sono state sollevate tardivamente e quindi inammissibili.

  • art. 355 cod. pen.

    Norma richiamata dalla difesa in relazione alla possibile qualificazione dei fatti come inadempimento nelle pubbliche forniture; la Corte sottolinea che per la fattispecie di frode serve la malafede contrattuale, non il mero inadempimento.

  • art. 273 e art. 292, comma 2, cod. proc. pen.

    Richiamate dalla difesa in relazione a presunte violazioni di legge e vizio di motivazione; la Corte precisa i limiti del sindacato di legittimità, soprattutto in ordine a ricostruzioni fattuali che non possono essere riesaminate se la motivazione è logica e coerente.

  • art. 274 e 275 cod. proc. pen.

    Norme concernenti le esigenze cautelari e le misure personali: la Corte ha confermato che il Tribunale del riesame può ritenere gli arresti domiciliari o gli strumenti elettronici non idonei quando ricorra un concreto rischio di reiterazione e quando sussistano legami strutturati con criminalità organizzata.

  • art. 275-bis cod. proc. pen.

    Norma sugli strumenti elettronici di controllo a distanza: la Corte rileva che la decisione di escludere gli arresti domiciliari ha effetto anche sull'opportunità di impiegare i dispositivi elettronici, trattandosi di valutazione collegata.

  • art. 606, comma 3, cod. proc. pen.

    Norma che prevede l'inammissibilità in Cassazione di questioni nuove non prospettate in appello: usata per respingere la riqualificazione degli addebiti proposta per la prima volta in sede di cassazione.

Massime di principio

  • Il sindacato della Corte di legittimità sulle misure cautelari è limitato alla verifica della congruenza, coerenza e logicità della motivazione: non è consentita una rivalutazione di merito delle prove se la motivazione è adeguata.
  • Per la configurabilità dell'associazione per delinquere finalizzata a reati contro la pubblica amministrazione non è necessario che l'organizzazione sia nata per commettere reati; può essere sufficiente una struttura preesistente utilizzata con modalità criminose, purché emergano attività comuni, direzione programmatica e ripartizione di compiti.
  • L'aggravante per avere agevolato un'associazione mafiosa si realizza anche con condotte che agevolano attività esterne dell'organizzazione; non è sempre necessario l'intento di rafforzare la struttura mafiosa.
  • La qualificazione del fatto tra corruzione e concussione (o altre fattispecie) è questione rilevante e la sua modifica in sede di cassazione è spesso inammissibile se non prospettata in appello.
  • Il reato di frode nelle pubbliche forniture richiede la prova della malafede contrattuale e dell'uso di espedienti ingannevoli idonei a far apparire l'esecuzione conforme: il mero inadempimento o prestazioni scadenti non sono sufficienti a tal fine.
  • Le esigenze cautelari possono essere confermate quando sussistono concreti elementi indicativi di rischio di reiterazione, rapporti stabili con organizzazioni criminali e pericolo di inquinamento probatorio; in tali casi misure meno afflittive o controlli elettronici possono risultare inidonei.

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