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Sentenza

Sentenza n. 39/2026 - Ancona, Sezione 1

per l'annullamento previa sospensione dell’efficacia, del provvedimento di allontanamento dal Comune di -OMISSIS- per un periodo di anni tre, avente prot. n. -OMISSIS-, emesso dal Questore di -OMISSIS-; in via subordinata, affinché sia ridotta la durata del divieto di fare ritorno nel Comune di -OMISSIS-;

Giustizia amministrativa202400285

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Marche - Ancona, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: provvedimento del Questore di allontanamento dal Comune con divieto di farvi ritorno per tre anni

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (autorità di pubblica sicurezza)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il foglio di via obbligatorio, chiedendone in subordine la riduzione della durata. Ha dedotto l'abnormità dell'iter logico, l'irragionevolezza della motivazione, il travisamento dei fatti e la sproporzione della durata triennale del divieto. Ha evidenziato che l'arresto eseguito nei suoi confronti non era stato convalidato, che il procedimento penale era ancora pendente, che durante la perquisizione non erano state rinvenute armi da fuoco, che il denaro trovato aveva una lecita giustificazione, nonché la propria regolare presenza sul territorio nazionale, la convivenza con la compagna e il fatto di non risiedere più nel Comune interessato dal divieto. Il ricorrente ha inoltre contestato che il provvedimento fosse stato adottato sull'onda emotiva di episodi di risse e accoltellamenti verificatisi nel centro cittadino. Il ricorso non conteneva motivi articolati in specifiche rubriche; il TAR ha ricostruito le censure dotate di sufficiente specificità ai sensi dell'art. 40 c.p.a.

La decisione

Il TAR ha respinto il ricorso, confermando le valutazioni già espresse in sede cautelare, e ha condannato il ricorrente al pagamento di 2.000 euro di spese di lite oltre accessori. Il Collegio ha ritenuto che dai precedenti di polizia, dai procedimenti penali pendenti per reati contro il patrimonio, la persona e in materia di stupefacenti, dalla condotta tenuta durante la perquisizione e dal rinvenimento del coltello a serramanico, di circa 80 grammi di hashish e di denaro contante ritenuto provento di spaccio emergessero elementi sufficientemente pregnanti di pericolosità sociale e di mancata collaborazione con l'autorità procedente. La mancata convalida dell'arresto non è stata ritenuta decisiva, poiché riguardava soltanto la qualificazione giuridica della resistenza a pubblico ufficiale; i fatti potevano comunque essere autonomamente valutati dal giudice amministrativo ai fini della misura di prevenzione. Il TAR ha inoltre considerato rilevanti gli episodi violenti di risse e accoltellamenti, idonei a determinare un concreto pericolo per l'ordine e la sicurezza pubblica. La circostanza che il ricorrente non risiedesse nel Comune è stata ritenuta recessiva rispetto alle esigenze di tutela dell'ordine pubblico. È stata respinta anche la domanda subordinata di riduzione della durata, poiché il giudice amministrativo non può sostituire la propria valutazione a quella del Questore sulla pericolosità, senza esercitare un inammissibile sindacato di merito; il periodo triennale è stato comunque ritenuto congruo in relazione alla gravità dei fatti, anche considerando la possibilità di chiedere deroghe al divieto di ritorno.

Norme richiamate

  • art. 2, comma 1, d.lgs. 159/2011

    eventuale quote, SOLO SE PRESENTE

    La disposizione consente di chiedere deroghe al divieto di ritorno; tale possibilità è stata considerata dal TAR nel valutare la congruità della durata triennale della misura.

  • art. 40 c.p.a.

    eventuale quote, SOLO SE PRESENTE

    Le censure non articolate in motivi specificamente rubricati devono comunque possedere sufficiente specificità; il giudice ha ricostruito le critiche contenute nell'esposizione del gravame solo nella misura in cui risultavano sufficientemente determinate.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    eventuale quote, SOLO SE PRESENTE

    Ha costituito la base normativa per disporre l'oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi della parte.

  • art. 10 Regolamento (UE) 2016/679

    eventuale quote, SOLO SE PRESENTE

    È stato richiamato, insieme alla disciplina nazionale sulla privacy, a fondamento dell'oscuramento dei dati personali contenuti nella sentenza.

Massime di principio

  • Ai fini dell'adozione del foglio di via obbligatorio, l'autorità di pubblica sicurezza può valutare autonomamente precedenti di polizia, procedimenti penali pendenti e condotte oggetto di accertamento penale, senza essere vincolata dalla mancata convalida dell'arresto quando questa riguardi soltanto la qualificazione giuridica del fatto e non escluda la verificazione della condotta materiale.
  • La condotta tenuta dall'interessato durante una perquisizione, compreso il tentativo di allontanarsi e di disfarsi di un'arma, può essere valorizzata in sede amministrativa quale indice di mancata collaborazione con l'autorità e di pericolosità sociale, ferma restando la competenza dell'autorità giudiziaria ordinaria sulla qualificazione penale dei fatti.
  • La presenza di episodi violenti diffusi nel territorio, quali risse e accoltellamenti, può integrare il contesto di concreto pericolo per l'ordine e la sicurezza pubblica rilevante per l'adozione di una misura di prevenzione personale.
  • Il giudice amministrativo può verificare la ragionevolezza e la sufficienza degli elementi posti a fondamento del giudizio di pericolosità, ma non può sostituire la propria valutazione a quella del Questore determinando autonomamente una diversa durata del divieto, poiché ciò costituirebbe sindacato di merito sull'atto amministrativo.
  • La circostanza che il destinatario non risieda nel Comune interessato dal foglio di via non prevale, di per sé, sulle esigenze di tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica quando sussistano elementi concreti di pericolosità e il divieto risulti temporalmente congruo.

Come è indicizzato

MaterieMisure prefettizie di sicurezzaPericolosità sociale e valutazioni di sicurezzaDecisione e riti speciali
RamiAntimafia, sicurezza e ordine pubblicoProcesso amministrativo
IstitutiDiscrezionalità amministrativa e tecnicaProporzionalità e ragionevolezzaEccesso di potereTutela cautelare

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