Cassazione Civile, Ordinanza n. 01644/2024 del 16/01/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (mandataria)
La controversia
La lite origina da un lodo arbitrale che aveva accertato l'assenza di una giusta causa nella revoca del mandato conferito per il recupero di somme investite in titoli obbligazionari emessi dalla Repubblica argentina e aveva condannato l'investitore al pagamento di somme rilevanti. L'investitore ha impugnato la sentenza della Corte d'appello che aveva rigettato l'impugnazione del lodo, deducendo un unico motivo di ricorso per cassazione: falsa applicazione di norme di diritto ex art. 360, comma 1, n. 3, c.p.c., perché la Corte territoriale avrebbe escluso la sua qualità di consumatore sulla base di valutazioni generiche e prive di supporto probatorio. Sosteneva che, secondo la giurisprudenza della Corte di giustizia UE, la qualità di consumatore sussiste quando il collegamento del contratto con l'attività professionale è marginale; lamentava inoltre che non fosse stata provata la provenienza professionale delle somme investite. In via subordinata, invocava la vessatorietà e inefficacia della clausola compromissoria per difetto di specifica approvazione ex artt. 1341 e 1342 c.c.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto corretto l'accertamento della Corte d'appello sulla insussistenza della qualità di consumatore, perché il contratto di mandato era stato stipulato non per esigenze della vita quotidiana, ma per finalità connesse all'attività professionale dell'investitore, in funzione recuperatoria dei ricavi investiti. Ha anche osservato che la censura mirava in realtà a contestare la valutazione delle prove, non sindacabile in sede di legittimità. Quanto alla dedotta inefficacia della clausola compromissoria ex artt. 1341 e 1342 c.c., la questione è stata ritenuta nuova e non esaminabile perché non risultava trattata dal giudice di merito né era dimostrato che fosse stata tempestivamente dedotta. Il ricorso è stato quindi respinto in rito con condanna alle spese e con l'ulteriore contributo unificato.
Norme richiamate
art. 360, comma 1, n. 3, c.p.c.
La censura di falsa applicazione di legge non può essere utilizzata per ottenere una rivalutazione del compendio probatorio o per rimettere in discussione l'accertamento di fatto compiuto dal giudice di merito.
art. 829, primo comma, n. 1, c.p.c.
È richiamato quale parametro dell'impugnazione del lodo in relazione alla dedotta non arbitrabilità della controversia per asserita vessatorietà della clausola compromissoria.
art. 1341 c.c.
La clausola compromissoria richiamata dalla parte ricorrente sarebbe inefficace solo se vessatoria e non specificamente approvata; la questione, però, non è stata esaminata perché nuova.
art. 1342 c.c.
Per i contratti conclusi mediante moduli o formulari, le clausole che aggravano la posizione del contraente aderente richiedono specifica approvazione per iscritto; la doglianza è stata dichiarata non scrutinabile per novità della questione.
art. 13, comma 1-quater, t.u. spese giust.
La declaratoria di inammissibilità comporta il presupposto processuale per il versamento dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato.
Massime di principio
- La qualifica di consumatore spetta solo alla persona fisica che concluda il contratto per scopi estranei all'attività imprenditoriale o professionale; se il contratto è stipulato per finalità connesse a tale attività, il soggetto resta professionista anche se persona fisica.
- Ai fini della nozione di consumatore non rileva la mera qualità soggettiva di imprenditore o professionista, ma lo scopo concreto perseguito al momento della stipula del contratto.
- Quando il giudice di merito fonda la decisione su una valutazione degli elementi probatori, la parte non può trasformare la censura in un nuovo giudizio di fatto in cassazione sotto la veste della violazione di legge.
- La deduzione per la prima volta in cassazione dell'inefficacia di una clausola compromissoria per mancata specifica approvazione non è scrutinabile se la questione non risulta trattata nei gradi di merito e non è dimostrata la sua tempestiva proposizione.
- L'esistenza o meno della qualità di consumatore e la conseguente disciplina delle clausole vessatorie va apprezzata in modo concreto, alla luce della destinazione funzionale del contratto e degli elementi oggettivi disponibili, non su mere allegazioni astratte.
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