Cassazione Penale, Sentenza n. 3749/2024 del 30/01/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Le parti civili hanno impugnato la decisione della Corte d'appello ritenendo violata la legge e viziata la motivazione in relazione agli artt. 56 e 629 cod. pen. Sostenevano che la Corte d'appello avesse dichiarato non credibili le persone offese e avesse ricostruito il comportamento dell'imputato come legittima partecipazione a un'asta pubblica, senza valutare la configurabilità di estorsione contrattuale. In particolare hanno insistito sul fatto che l'imputato avrebbe prospettato un "male giusto" (apparente esercizio di un diritto) allo scopo di ottenere il pagamento di un debito relativo a una terza persona, cioè di usare un presunto diritto in modo contra ius per costringere le vittime a pagare. Hanno altresì denunciato la motivazione apodittica e il richiamo a elementi estranei e non decisivi, nonché la mancata verifica che eventuali controversie collegate fossero divenute definitive.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il motivo fondato e ha annullato la sentenza impugnata limitatamente agli effetti civili riguardanti il reato indicato al capo a). Ha disposto il rinvio per nuovo giudizio al giudice civile competente in grado di appello, demandando anche la liquidazione delle spese relative a questo grado. La Corte ha censurato la motivazione della Corte d'appello come sostanzialmente apparente e non confrontata con le specificità del caso, ribadendo il principio secondo cui l'esercizio apparente di un diritto può integrare il reato di estorsione quando sia finalizzato a ottenere vantaggi contra ius (an/quantum/scopi non consentiti).
Norme richiamate
art. 56 cod. pen.
Richiamato nella impugnazione come norma pertinente al concorso o alla qualificazione della condotta. Nel contesto la censura verteva sul fatto che la Corte d'appello non ha adeguatamente valutato la rilevanza dell'elemento soggettivo e della legittimità dell'esercizio del diritto evocato dall'imputato.
art. 629 cod. pen.
Norma che disciplina il reato di estorsione. La Corte di Cassazione ha richiamato la giurisprudenza che chiarisce come anche l'esercizio apparente di un diritto possa integrare il delitto quando sia strumentalizzato per ottenere un vantaggio ingiusto, e che una pretesa contrattuale puo' risultare contra ius se finalizzata a scopi estranei o a ottenere prestazioni non dovute.
art. 173 disp. att. cod. proc. pen.
Citato come limite alla riproduzione integrale dei motivi nell'atto di cassazione; la Corte riporta il ricorso nei limiti strettamente necessari per la motivazione, come previsto dalla disposizione.
art. 611 cod. proc. pen.
Richiamato in riferimento alle memorie e ai motivi aggiunti presentati dalla difesa; norma che disciplina il deposito di memorie e ulteriori istanze nel processo penale.
Massime di principio
- Il giudice d'appello che contrasta la valutazione di credibilità del giudice di primo grado deve motivare compiutamente e con riferimento alle specificità del caso; motivazioni apodittiche o basate su elementi estranei e non decisivi sono censurabili in Cassazione.
- La nozione di estorsione comprende anche l'ipotesi in cui un soggetto, pur facendo leva su mezzi formalmente legittimi (es. esercizio di un diritto), li usi strumentalmente per ottenere un vantaggio non dovuto: occorre valutare la finalità e l'eccesso rispetto allo scopo del diritto esercitato.
- Una minaccia può essere implicita o avere la parvenza di legalità; ciò non esclude la rilevanza penale se è volta a coartare la volontà altrui per conseguire prestazioni contra ius.
- Non è ammissibile fondare la decadenza della credibilità delle persone offese su controversie collegate senza dimostrare la loro incidenza causale sui fatti e senza che tali fatti risultino definitivi in giudicato.
- Le questioni relative agli effetti civili possono essere oggetto di annullamento limitato e rinvio al giudice civile competente; la Cassazione può separare la valutazione della responsabilità penale dalla liquidazione dei danni e dalle statuizioni civili.
- In situazioni analoghe, la parte civile dovrebbe documentare concretamente l'uso strumentale di diritti o procedure da parte dell'imputato (an/quantum/finalità) e il nesso causale con la costrizione subita; la difesa invece dovrà contrastare questa ricostruzione con elementi di fatto e prova diretta della legittimità dell'esercizio del diritto.
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