Cassazione Penale, Sentenza n. 49455/2022 del 29/12/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugna la sentenza di appello che ha confermato la condanna per i reati di cui all'art. 2 d.lgs. n. 74/2000 deducendo: 1) errata applicazione dell'art. 603 c.p.p. per il diniego di perizia ritenuta decisiva; 2) violazione degli artt. 192 e 195 c.p.p. e inutilizzabilità della deposizione del testimone Condemi; 3) omessa valutazione di una sentenza tributaria e di una consulenza contabile favorevole; 4) mancato accertamento del dolo e valutazione sbagliata di prove economiche (pagamenti in contanti, intestazioni fatture); 5) violazione del divieto di doppio processo (art. 649 c.p.p.) e questione di legittimità costituzionale dell'art. 649 c.p.p. rispetto agli artt. 117 Cost. e 4 Prot. 7 CEDU.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che: la richiesta di perizia fosse esplorativa e non decisiva, il materiale probatorio raccolto in primo grado fosse sufficiente a escludere la necessità di perizia, la testimonianza del militare non avesse introdotto elementi appartenenti ad altri soggetti e la sentenza tributaria/consulenza fossero irrilevanti rispetto all'accertata falsità delle fatture ai fini dell'IVA. I motivi di impugnazione sono stati considerati generici, offensivi di una diversa lettura logica delle stesse prove o proposti tardivamente in Cassazione. Per l'inammissibilità è stata disposta la condanna alle spese e il versamento di una somma di Euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 2, d.lgs. n. 74 del 2000
Norma inerente reati fiscali contestati (uso di fatture per operazioni inesistenti); la Corte ritiene che le fatture siano fittizie con rilevanza penale per l'IVA indipendentemente dall'esito del giudizio tributario.
art. 603 cod. proc. pen.
Richiamato in relazione al diniego della nomina di consulente tecnico: la Corte afferma che il rifiuto era legittimo perché la perizia sarebbe stata solo esplorativa e non decisiva.
art. 192 cod. proc. pen.
Norma sulle prove testimoniali; la Corte ha ritenuto ammissibili e utilizzabili le dichiarazioni del militare della GdF, non provenienti da conoscenze altrui non acquisite nel contraddittorio.
art. 195 cod. proc. pen.
Norma sulla audizione di persone informate sui fatti: il ricorrente non ha dimostrato il vulnus procedurale reclamato e non ha precisato quali informazioni illegittime sarebbero state usate.
art. 606, comma 1, lett. d) ed e) cod. proc. pen.
Richiamati nella motivazione di inammissibilità dei rilievi sul diniego di prova: la Corte osserva che il giudizio sulla necessità di perizia è fatto di merito e, se adeguatamente motivato, insindacabile in Cassazione.
art. 649 cod. proc. pen.
Invocato come divieto di doppio processo; la Corte ha ritenuto la questione generica e non devoluta in appello, non potendo essere sollevata per la prima volta in Cassazione senza adeguati riferimenti fattuali.
art. 616 cod. proc. pen.
Applicato alle conseguenze dell'inammissibilità: obbligo del ricorrente di rifondere le spese e possibile condanna alla Cassa delle ammende.
art. 23, co. 8, D.L. n. 137/2020
Richiamato proceduralmente: il ricorso è stato trattato ai sensi della norma speciale citata (riferimento alla disciplina temporanea di trattazione del ricorso).
art. 117, comma 1 Cost.
Richiamato nella questione di legittimità costituzionale prospettata dal ricorrente rispetto al divieto di doppio processo: la Corte ne registra l'allegazione ma la ritiene nuova e non ammessa in Cassazione.
art. 4, Prot. n. 7 CEDU
Invocato dal ricorrente come garanzia contro il doppio processo; la Corte ha ritenuto la questione non adeguatamente sviluppata e non devoluta alla decisione di legittimità.
art. 50 Carta dei Diritti Fondamentali dell'Unione Europea (C.F.D.U.E.)
Richiamato dalla difesa in relazione al carattere 'penale' di sanzioni amministrative; la Corte non ha affrontato la questione per vizio di inammissibilità procedurale.
Massime di principio
- Il diniego di una perizia (art. 603 c.p.p.) può essere legittimo quando il giudice di merito ritiene che il materiale probatorio già raccolto sia completo e la perizia risulti solo esplorativa o non decisiva; tale scelta è sindacabile in Cassazione solo se la motivazione è assente o macroscopicamente illogica.
- La Corte di Cassazione non riesamina il merito né riconsidera liberamente il valore delle prove: il sindacato è limitato a verificare la logicità e completezza della motivazione del giudice di merito, non a offrire una lettura alternativa dei fatti.
- La sentenza tributaria favorevole all'imputato non necessariamente ostacola la valutazione penale quando il reato riguarda l'uso di fatture ritenute fittizie ai fini dell'IVA: l'irrilevanza amministrativa può essere distinta dalla rilevanza penale.
- Le censure sulla inutilizzabilità di singole dichiarazioni testimonali devono specificare quali elementi sarebbero illegittimi e dimostrare l'incidenza della loro eliminazione sulla 'prova di resistenza'; altrimenti sono generiche e inammissibili.
- Quesiti nuovi di fatto o di diritto non sollevati in grado di appello (es. questioni di collegamento sostanziale/temporale tra procedimenti amministrativi e penali o questioni costituzionali) non possono essere introdotti per la prima volta in Cassazione.
- L'obbligo di rifondere spese e il possibile versamento alla Cassa delle ammende possono essere disposti in caso di ricorso inammissibile, specialmente se la mancanza di ammissibilità è ascrivibile a colpa del ricorrente.
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