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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 48100/2023 del 04/12/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Conflitto di competenza relativo all'impugnazione della misura di sicurezza della libertà vigilata (applicata al prevenuto Alan Greco dopo assoluzione per incapacità di intendere e volere). La Corte d'appello aveva declinato la propria competenza in favore del Tribunale di sorveglianza; il Tribunale di sorveglianza, però, ha poi dichiarato la propria incompetenza funzionale e ha sollevato conflitto negativo sostenendo che la competenza della magistratura di sorveglianza sussiste solo se il gravame è strettamente limitato alle disposizioni sulle misure di sicurezza. La difesa aveva invece dedotto anche la questione dell'incapacità dell'imputato di partecipare coscientemente al processo (richiamando gli artt. 70 e ss. c.p.), ossia una doglianza processuale e di merito attinente al diritto di difesa.

La decisione

La Corte ha dichiarato ammissibile il conflitto e ha ritenuto competente la Corte di Appello di Bologna, disponendo la trasmissione degli atti alla stessa. Ha motivato che, quando l'impugnazione contiene profili ulteriori e direttamente collegati al merito o al diritto di difesa (come l'incapacità a partecipare al processo), non opera la competenza speciale della magistratura di sorveglianza e si applica la regola generale che attribuisce la competenza al giudice della cognizione sul merito.

Norme richiamate

  • artt. 70 e seguenti cod. pen.

    Richiamati come norme che disciplinano l'accertamento dell'incapacità di partecipare al processo e le conseguenti misure (es. valutazione dello stato mentale e possibili effetti sulla partecipazione al giudizio). La Corte ritiene che la deduzione di tale questione integri profili di merito/processuali rilevanti per il diritto di difesa, con conseguente competenza della Corte d'appello.

  • ex art. 3:37 cod. pen.

    Normativa indicata nel provvedimento come riferimento al fatto per cui l'imputato era stato assolto per incapacità di intendere e volere; la sentenza utilizza il riferimento per spiegare il contesto (applicazione della misura di sicurezza) ma non svolge un'interpretazione estesa del dispositivo.

Massime di principio

  • La magistratura di sorveglianza è competente per impugnazioni strettamente limitate alle disposizioni sulle misure di sicurezza personali e alla valutazione della pericolosità sociale.
  • Se l'impugnazione contiene anche questioni che incidono sul merito o sul diritto di difesa (es. capacità di partecipare al processo, vizi che possono condurre al proscioglimento per vizio totale di mente), prevale la regola generale: la competenza spetta al giudice della cognizione sul merito (Corte di appello).
  • In presenza di censure miste (sia su misura di sicurezza sia su profili di merito/processuali), è preferibile proporre i motivi in modo separato o chiarire fin dall'inizio l'oggetto dell'impugnazione, perché la formulazione del gravame può determinare la competenza funzionale.
  • Il conflitto di competenza è ammissibile quando si verifica una stasi processuale dovuta al rifiuto formale di due giudici a conoscere del procedimento; la Corte suprema interviene per risolvere la competenza.
  • Per evitare spostamenti procedurali, la difesa dovrebbe precisare se intende contestare esclusivamente la misura di sicurezza o anche questioni attinenti al merito/processo (capacità di partecipare, errori procedurali), tenendo conto delle conseguenze sulla competenza.
  • La giurisprudenza consolidata (richiamata nella sentenza) conferma che la presenza di questioni inerenti al merito estende la competenza al giudice della cognizione, anche se è impugnata una misura di sicurezza.

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