Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 33179/2025 del 07/10/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Napoli del 13/05/2025 che, accogliendo la richiesta di riesame proposta dalla terza interessata Roberta Chirico, aveva disposto la restituzione di beni immobili, motoveicoli, quote sociali e rapporti bancari e finanziari formalmente intestati a familiari di Roberto Chirico ma ritenuti nella sua effettiva disponibilità. Il sequestro era stato eseguito dall'EPPO in esecuzione di un decreto di sequestro preventivo del G.I.P. del 9/02/2024 per confisca, anche per equivalente, dei proventi di reati (autoriciclaggio e reati tributari). Il Procuratore europeo ha chiesto l'annullamento sostenendo che il riesame era inammissibile perché la terza interessata non aveva fornito prove di proprietà o disponibilità esclusiva dei beni e che il Tribunale non aveva adeguatamente motivato l'ordinanza; ha inoltre fatto valere che la individuazione dei beni in sede esecutiva non preclude la legittimità del sequestro per equivalente.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso del Procuratore europeo inammissibile per motivo manifestamente infondato e ha confermato l'ordinanza del Tribunale di Napoli che aveva disposto la restituzione dei beni a Roberta Chirico. La Corte ha ritenuto legittimo il ricorso di riesame proposto dalla terza interessata anche quando l'individuazione dei beni è avvenuta in fase esecutiva, ribadendo che la disponibilità effettiva dei beni (se formalmente intestati a terzi) costituisce presupposto di validità del sequestro e che l'onere di provare la riferibilità concreta dei beni all'indagato incombe sul Pubblico ministero. La Corte ha inoltre osservato che la difesa aveva effettivamente dedotto la rivendicazione della proprietà e della disponibilità esclusiva dei beni e che il Tribunale aveva motivato l'esclusione della prova circa l'intestazione fittizia, rilevando che la sola incapienza patrimoniale dei familiari non prova la disponibilità dei beni in capo all'indagato. Di conseguenza l'ordinanza impugnata è stata confermata.

Norme richiamate

  • art. 611 cod. proc. pen.

    richiamato per segnalare che il procedimento in Cassazione si è svolto per trattazione scritta in assenza di richiesta di discussione; disciplina la discussione orale e le modalità di trattazione del ricorso

  • art. 325, comma 1, cod. proc. pen.

    menzionato rispetto all'obbligo di motivazione del provvedimento giurisdizionale; la Corte ha ritenuto che non fosse stata dedotta la violazione di legge relativa alla motivazione dell'ordinanza del Tribunale

Massime di principio

  • In materia di sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente, se i beni vengono individuati o eseguiti in capo a terzi ma sono ritenuti nella disponibilità dell'indagato, il terzo può legittimamente proporre il giudizio di riesame per rivendicare la propria titolarità e la mancanza di disponibilità dell'indagato
  • L'onere di provare che beni formalmente intestati a terzi siano effettivamente riconducibili all'indagato spetta al Pubblico ministero; la sola prova della incapienza patrimoniale dei familiari non è di per sé sufficiente a dimostrare l'intestazione fittizia
  • L'introduzione, in fase esecutiva, di nuovi elementi investigativi che giustificano l'estensione del sequestro richiede comunque verifica giurisdizionale e non può sostituirsi al contraddittorio necessario per valutare la reale titolarità o disponibilità dei beni
  • La possibilità di eseguire e individuare i beni in fase esecutiva non lede il diritto di difesa dei terzi: il rimedio processuale adeguato è il riesame, non l'impossibilità di contestare il sequestro
  • Il giudice deve motivare puntualmente le ragioni per le quali esclude l'intestazione fittizia e per le quali ritiene provata la riferibilità dei beni all'indagato; in mancanza di prova adeguata, la restituzione ai terzi può essere disposta

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.