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Sentenza

Sentenza n. 857/2026 - Salerno, Sezione 2

per l’annullamento a) del provvedimento prot. n. -OMISSIS-, avente a oggetto: “Richiesta di accertamento di compatibilità paesaggistica n. PAESAG/2025/-OMISSIS-/-OMISSIS- pervenuta in data -OMISSIS-. Comunicazione di diniego dell’istanza”, emesso dal Dirigente del Sett. 2 del Comune di Cava de’ Tirreni; b) se e nella misura in cui occorra, della comunicazione di avvio del procedimento, prot. n. -OMISSIS-del -OMISSIS-2025 e della comunicazione dei motivi ostativi all’accoglimento dell’istanza, prot. n.-OMISSIS- 2025; c) se e nella misura in cui occorra, dell’ordinanza di demolizione n. -OMISSIS-, in parte qua, della relazione tecnica di accertamento edilizio prot. n.-OMISSIS-del 5 -OMISSIS-, del verbale di acquisizione di documentazione trasmesso con nota prot. n.-OMISSIS- (non conosciuti), della nota prot. n. -OMISSIS-, tutti in parte qua; d) di ogni altro atto anteriore, connesso e conseguente, ancorché incognito, e degli esiti dell’istruttoria compiuta.

Giustizia amministrativa202501863

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Salerno, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di accertamento di compatibilità paesaggistica relativo a un manufatto in ampliamento realizzato senza titolo in area vincolata, nonché, ove occorrente, gli atti presupposti e l’ordinanza di demolizione in parte qua

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha impugnato il diniego comunale dell’istanza di accertamento di compatibilità paesaggistica, deducendo che l’amministrazione non avrebbe esaminato la domanda alla luce dell’art. 36-bis del d.P.R. n. 380/2001, espressamente richiamato nell’istanza. Secondo la ricorrente, la nuova disciplina avrebbe consentito la regolarizzazione paesaggistica anche di opere comportanti creazione o aumento di superfici utili e volumetrie. Ha inoltre prospettato un difetto di istruttoria. Il Comune ha eccepito l’improcedibilità del ricorso per mancata impugnazione del diniego implicito formatosi sull’istanza di sanatoria edilizia ex art. 36 del d.P.R. n. 380/2001 e ha dedotto che la successiva rinuncia ad ulteriori istanze ex art. 36-bis e alla disciplina paesaggistica avrebbe evidenziato acquiescenza agli abusi. Nel merito, ha sostenuto che l’opera costituisse una nuova costruzione totalmente abusiva, con incremento volumetrico e aumento del carico urbanistico, non riconducibile alla parziale difformità o alle variazioni essenziali contemplate dall’art. 36-bis.

La decisione

Il TAR ha respinto il ricorso con sentenza semplificata, ritenendo manifestamente infondato l’unico motivo e prescindendo dall’esame dell’eccezione di improcedibilità. Il manufatto, composto da tre ambienti e realizzato in muratura in ampliamento dell’edificio principale, era già stato qualificato dal TAR e dal Consiglio di Stato come nuova costruzione abusiva e non come ampliamento pertinenziale, comportante un autonomo aumento volumetrico e utilizzabile separatamente dall’immobile principale. L’art. 36-bis del d.P.R. n. 380/2001 riguarda esclusivamente interventi in parziale difformità dal permesso di costruire o dalla SCIA e le variazioni essenziali; non si applica invece agli interventi realizzati in totale difformità o in assenza di permesso di costruire. Poiché l’opera ricadeva in area sottoposta a vincolo paesaggistico e comportava aumento di volumetria, il diniego di compatibilità paesaggistica è stato ritenuto legittimo. Le spese sono state compensate. È stata inoltre revocata l’ammissione provvisoria al patrocinio a spese dello Stato, in ragione della manifesta infondatezza della pretesa, ai sensi dell’art. 74, comma 2, d.P.R. n. 115/2002.

Norme richiamate

  • art. 36-bis d.P.R. 380/2001

    La disciplina riguarda l’accertamento di conformità nelle ipotesi di parziale difformità e di variazioni essenziali dal titolo abilitativo.

    La sanatoria prevista dall’art. 36-bis è limitata agli interventi realizzati in parziale difformità dal permesso di costruire o dalla SCIA e alle variazioni essenziali; non è applicabile agli interventi totalmente abusivi o realizzati in assenza di permesso di costruire.

  • art. 36 d.P.R. 380/2001

    È richiamato con riferimento all’istanza di accertamento di conformità edilizia e al diniego implicito dedotto dal Comune.

  • art. 74, comma 2, d.P.R. 115/2002

    Consente la revoca dell’ammissione al patrocinio a spese dello Stato quando la pretesa risulti manifestamente infondata.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato quale base per l’oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi della parte.

  • art. 10 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamato, unitamente alla disciplina nazionale sulla protezione dei dati personali, a tutela dei diritti e della dignità della parte interessata.

Massime di principio

  • L’art. 36-bis del d.P.R. n. 380/2001 si applica esclusivamente agli interventi realizzati in parziale difformità dal permesso di costruire o dalla SCIA, nonché alle variazioni essenziali; la disposizione non opera per interventi realizzati in totale difformità o in assenza di permesso di costruire.
  • Un manufatto edilizio autonomamente accessibile e utilizzabile, realizzato senza titolo e comportante un incremento volumetrico, può essere qualificato come nuova costruzione abusiva anziché come ampliamento pertinenziale, anche se di dimensioni ridotte e privo di alcuni ambienti o servizi tipicamente residenziali.
  • In area sottoposta a vincolo paesaggistico, la realizzazione abusiva di nuova volumetria impedisce il rilascio della compatibilità paesaggistica quando la disciplina applicabile vieta la sanatoria delle opere comportanti creazione o aumento di superfici utili o volumi.
  • Il giudice può definire il giudizio con sentenza semplificata ex art. 60 c.p.a. quando la manifesta infondatezza del ricorso consenta di decidere la controversia all’esito della fase cautelare, previo avviso alle parti.

Come è indicizzato

MaterieSanatoria e condono edilizioQualificazione degli interventiSanatoria paesaggisticaDecisione e riti speciali
RamiEdiliziaBeni culturali e paesaggioProcesso amministrativo
IstitutiDiscrezionalità amministrativa e tecnicaProporzionalità e ragionevolezza

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