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Cassazione Penale, Ordinanza n. 36097/2025 del 06/11/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (imputato)

La controversia

Nel procedimento a carico di un imputato per furto aggravato di energia elettrica, il Procuratore Generale ha impugnato la sentenza del Tribunale di Taranto che aveva assolto l'imputato. Il ricorso deduceva violazione di legge in relazione al giudizio di responsabilità penale, ma dalla motivazione dell'ordinanza emerge che le censure miravano in sostanza a contestare la ricostruzione dei fatti e la valutazione delle prove operate dal giudice di merito, chiedendo alla Corte di cassazione una rivalutazione del compendio probatorio e l'adozione di una diversa lettura delle risultanze processuali.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso del Procuratore Generale. Ha ritenuto che le doglianze, pur formalmente prospettate come violazione di legge, fossero in realtà mere censure di fatto, finalizzate a ottenere una nuova valutazione degli elementi probatori e una diversa ricostruzione della vicenda rispetto a quella già compiuta dal giudice di merito. La Cassazione ha quindi ribadito che non le compete una "rilettura" del materiale probatorio né la sostituzione della propria valutazione a quella del giudice di merito, quando la motivazione impugnata sia sorretta da un apparato argomentativo immune da vizi logici o giuridici.

Norme richiamate

  • art. 624 c.p.p.

    non citato espressamente nel testo fornito

  • art. 192 c.p.p.

    non citato espressamente nel testo fornito

  • art. 606 c.p.p.

    il ricorso per cassazione non può essere usato per ottenere una rivalutazione del fatto e delle prove

  • art. 648 c.p.

    reato oggetto della sentenza di assoluzione, indicato come furto aggravato di energia elettrica; la norma non è richiamata testualmente ma il fatto-reato è individuato nel testo

Massime di principio

  • In sede di legittimità non è consentito richiedere una nuova valutazione del materiale probatorio o una diversa ricostruzione dei fatti rispetto a quella compiuta dal giudice di merito.
  • La deduzione di violazione di legge non è sufficiente a rendere scrutinabile un motivo che, nella sostanza, si risolva in una critica di merito sulla lettura delle prove.
  • Quando la motivazione della decisione impugnata è logicamente coerente e giuridicamente corretta, la Cassazione non può sostituire alla valutazione del giudice di merito una propria rilettura del compendio probatorio.
  • Le doglianze che mirano solo a prospettare una diversa, e reputata più plausibile, interpretazione degli elementi di fatto sono inammissibili in cassazione.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniFurto
RamiProcesso penaleDelitti contro il patrimonio
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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