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Cassazione Civile, Ordinanza n. 17116/2022 del 26/05/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (proprietario)

La controversia

Nel giudizio di merito un soggetto aveva domandato che fosse dichiarata la natura pubblica di una strada di accesso alle proprietà private e che fosse accertata la percorribilità della strada con mezzi meccanici, oltre al riconoscimento della comunione di un cortile antistante la sua proprietà. Le domande erano state respinte in primo grado e la decisione era stata confermata in appello. In cassazione il ricorrente ha proposto cinque motivi: (1) violazione dell'art. 345, comma 3, c.p.c. per l'inammissibilità della produzione di una sentenza intervenuta tra le parti; (2) e (3) omesso esame di fatti controversi e decisivi; (4) e (5) violazione e falsa applicazione di norme sulla comunione, sulle servitù e sulle presunzioni/prova, nonché degli artt. 115 e 116 c.p.c., deducendo in sostanza un erroneo apprezzamento del materiale probatorio e delle risultanze di causa.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Il primo motivo non era scrutinabile perché il ricorrente non aveva spiegato la decisività della sentenza asseritamente non ammessa in produzione. I motivi di omesso esame non erano proponibili in presenza di "doppia conforme", mancando l'indicazione di ragioni di fatto diverse tra primo e secondo grado ai sensi dell'art. 348-ter, comma 5, c.p.c. I motivi fondati sulla violazione di norme sostanziali e processuali sono stati ritenuti inammissibili perché diretti, in realtà, a ottenere un riesame del merito e della valutazione delle prove, non consentito in cassazione; è stato ribadito che la dedotta violazione degli artt. 115 e 116 c.p.c. non può tradursi nella censura di una mera erronea valutazione del materiale istruttorio. Le spese di legittimità sono state poste a carico del ricorrente; è stato inoltre dato atto dell'obbligo di versamento dell'ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 345, comma 3, c.p.c.

    la doglianza sulla mancata ammissione di un documento/sentenza è inammissibile se il ricorrente non spiega la concreta rilevanza della produzione nel giudizio di legittimità

  • art. 348-ter, comma 5, c.p.c.

    in presenza di doppia conforme il motivo di ricorso ex art. 360, n. 5, c.p.c. è inammissibile se non si indicano e confrontano le diverse ragioni di fatto poste a base delle due decisioni di merito

  • art. 360, n. 5, c.p.c.

    il vizio di omesso esame non è scrutinabile quando opera la preclusione derivante dalla doppia conforme

  • art. 1100 c.c.

    richiamato insieme alle altre norme sulla comunione, ma la censura è stata ritenuta inammissibile perché mirata al riesame del merito

  • art. 1102 c.c.

    richiamato in tema di uso della cosa comune, ma non esaminato nel merito per inammissibilità delle censure

  • art. 2697 c.c.

    la dedotta violazione dell'onere della prova è stata ritenuta, in sostanza, una critica alla valutazione delle prove compiuta dal giudice di merito

  • art. 2727 c.c.

    richiamato in tema di presunzioni, ma la censura è stata qualificata come richiesta di rivalutazione del fatto

  • art. 2729 c.c.

    richiamato in tema di presunzioni semplici, ma non si è tradotto in una critica ammissibile di legittimità

  • art. 115 c.p.c.

    non è configurabile violazione dell'art. 115 c.p.c. per il solo fatto che il giudice abbia male valutato le prove o le risultanze istruttorie

  • art. 116 c.p.c.

    la violazione dell'art. 116 c.p.c. non può essere dedotta per censurare l'apprezzamento del materiale probatorio compiuto dal merito

  • artt. 1063, 1064, 1065, 1066, 1067 c.c.

    norme sulle servitù richiamate dal ricorrente, ma la Corte non ne ha esaminato la corretta applicazione perché la doglianza mirava a un nuovo giudizio di fatto

  • art. 360-bis, n. 1, c.p.c.

    il filtro di inammissibilità opera per ciascun motivo e consente alla Corte di arrestare ricorsi privi di fondamento nel diritto vivente

  • art. 334, comma 2, c.p.c.

    richiamato incidentalmente in relazione agli effetti dell'inammissibilità su eventuali impugnazioni incidentali

  • art. 13, comma 1-quater, D.P.R. n. 115/2002

    in caso di inammissibilità del ricorso sussistono i presupposti per il versamento dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato

  • art. 13, comma 1-bis, D.P.R. n. 115/2002

    richiamato per determinare l'ulteriore importo dovuto a titolo di contributo unificato

Massime di principio

  • In cassazione non è ammissibile una censura che, sotto la veste della violazione di legge, miri in realtà a ottenere una nuova valutazione del compendio probatorio e dei fatti di causa.
  • La deduzione di violazione degli artt. 115 e 116 c.p.c. non può essere utilizzata per contestare la semplice attendibilità o il peso attribuito dal giudice di merito alle prove raccolte.
  • In presenza di doppia conforme, il motivo ex art. 360, n. 5, c.p.c. è inammissibile se il ricorrente non indica specificamente le diverse ragioni di fatto poste a base delle due decisioni di merito.
  • La denuncia di mancata ammissione o considerazione di un documento è inammissibile se non viene spiegato con precisione il rilievo decisivo che quel documento avrebbe avuto nel giudizio.
  • Il filtro di cui all'art. 360-bis, n. 1, c.p.c. legittima la declaratoria di inammissibilità del ricorso quando i motivi non si confrontano con il consolidato orientamento di legittimità o risultano manifestamente inconsistenti.

Come è indicizzato

MaterieProprietàComunioneServitùImpugnazioniProve
RamiDiritti realiProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della provaGiudicato

Testo integrale

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