Cassazione Penale, Sentenza n. 27572/2022 del 15/07/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
L'imputato proponeva ricorso articolato in sei motivi: 1) omessa motivazione circa l'insussistenza del corpo del reato e mancata indagine tossicologica che dimostrasse con certezza la natura della sostanza e l'effettivo numero di dosi; 2) contraddittorietà rispetto alla pena inflitta al coimputato Bucci, assai più lieve; 3) omessa motivazione sull'incredibilità del teste Bucci ai sensi dell'art.167-bis c.p.p.; 4) mancata verifica della compatibilità tra la sostanza sequestrata al Bucci e quella trovata nell'abitazione dell'Haka, assenza di spiegazioni sulle dichiarazioni dell'imputato circa uso personale e mancati accertamenti sul bilancino; 5) mancanza di spiegazione sul perché fosse rilevante o "vorticoso" il possesso della somma di euro 2.000, la presunzione che la somma fosse stata consegnata dal Bucci e il credito dato agli operatori senza considerare le dichiarazioni degli imputati; 6) insufficiente motivazione in ordine alla determinazione della pena ai sensi dell'art.133 c.p. e applicazione dell'art.62-bis c.p.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha confermato la condanna per il reato di cui all'art.73, comma 5, d.P.R. 309/90 (detenzione ai fini di spaccio) per complessivi 57,7 g di cocaina trasportata e 3,9 g trovati in casa. La motivazione di merito è ritenuta ampia ed esaustiva: il fatto è stato osservato direttamente dalla polizia, descritto dal teste Velenosi che vide lo scambio tra Haka e Bucci, e l'insieme probatorio indiziario è considerato coeso e sufficiente anche in assenza di un accertamento chimico comparativo tra le sostanze. Quanto alla dosimetria della pena, la Corte ha ritenuto corretta la discrezionalità del giudice di merito e non ha ravvisato disparità ingiustificate rispetto al trattamento inflitto al coimputato che aveva patteggiato. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
d.P.R. 309/1990, art. 73, comma 5
art. 73, comma 5, d.P.R. 309/90
Reato di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. La Corte ha ritenuto che la prova indiziaria (osservazione diretta dello scambio, quantitativi e denaro rinvenuto) fosse sufficiente a integrare il reato anche senza comparazione tossicologica completa fra i diversi sequestri
codice di procedura penale, art. 167-bis
Regime di valutazione della credibilità del teste: la Corte ha ritenuto che l'apprezzamento della credibilità fosse adeguatamente motivato in sede d'appello e che la censura per omissione non fosse fondata
codice penale, art. 133
Criteri per la determinazione della pena. La Suprema Corte ricorda che la fissazione della pena nella forbice edittale rientra nella discrezionalità del giudice di merito; la motivazione è sufficiente quando la pena è nella misura media o vicina al minimo edittale, mentre è più dettagliata se la pena si discosta significativamente dal minimo
codice di procedura penale, art. 444
Patteggiamento: il giudice omologa l'accordo tra le parti se ritenuto congruo. La sentenza inflitta a chi ha patteggiato non è comparabile automaticamente con quella emessa in giudizio ordinario
codice di procedura penale, art. 129
Norma citata nel contrappunto con l'art.444: la possibilità di proscioglimento nel patteggiamento è esclusa quando il giudice omologa l'accordo rilevandone la congruità
codice penale, art. 62-bis
Circostanza attenuante della particolare tenuità del fatto: la Corte ha ritenuto che non sussistessero le condizioni per riconoscere rilevanza attenuante ex art. 62-bis stante la consistenza delle dosi e l'insieme probatorio
Massime di principio
- La sorveglianza continuativa e l'osservazione diretta di uno scambio di sostanza e denaro possono costituire prova sufficiente dell'attività di spaccio anche se non esiste immediatamente un accertamento chimico comparativo tra diversi sequestri
- La differenza di trattamento sanzionatorio tra chi patteggia e chi è giudicato con rito ordinario non costituisce di per sé una disparità ingiustificata: il patteggiamento è un accordo che limita il sindacato di congruità del giudice e può portare a pene diverse
- L'onere di motivazione del giudice di merito sulla determinazione della pena è più stringente quanto più la pena si discosta dal minimo edittale; se la pena è nella misura media o vicina al minimo, una motivazione sintetica che richiami i criteri dell'art.133 può essere sufficiente
- La mancata esecuzione di accertamenti tossicologici comparativi non è automaticamente determinante a favore dell'imputato quando il quadro indiziario è coeso e raccolto con modalità che rendono manifesta la responsabilità (es. osservazione diretta, rinvenimento di denaro non giustificato)
- Possesso di ingenti somme di denaro, in assenza di plausibile fonte lecita, costituisce elemento indiziario rilevante del fine di spaccio e può integrare il collegamento tra soggetto e attività di commercializzazione di stupefacenti
- Le doglianze sulla credibilità di un teste richiedono che il giudice spieghi le ragioni dell'apprezzamento; tuttavia, la Corte di merito ha ampia discrezionalità nel valutare la credibilità e la sua motivazione è sindacabile in Cassazione solo se manifestamente insufficiente o illogica
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