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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 17856/2022 del 04/05/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorso denunciava: 1) travisamento della prova e mancata sussistenza dell'elemento dell'esercizio della funzione pubblica (art. 318 c.p.) con riferimento alla somma di 750 euro ricevuta da Massobrio (capo 1), sostenendo che si trattava di mera regalia; 2) analogo travisamento della prova rispetto alla ricezione di cartoni di vino dalla Casa Vinicola Costanza (capo 4), anch'essi qualificati dal ricorrente come regalia di modico valore; 3) carenza di motivazione con riguardo alla determinazione della pena, anche in relazione alla riqualificazione del capo 2) nella fattispecie di cui all'art. 346-bis; 4) mancata motivazione sulle censure relative alla confisca allargata disposta ai sensi dell'art. 240-bis c.p.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato i motivi che impugnavano la qualificazione delle condotte come corruzione (capo 1 e capo 4), confermando la responsabilità del Vendra: ha ritenuto legittimo il nesso funzionale tra le dazioni e le funzioni dell'ufficio di appartenenza e che regalie correlate a pratiche amministrative non siano automaticamente ammesse come regalie d'uso. Tuttavia la Corte ha accolto i motivi relativi alla carenza di motivazione: ha annullato la sentenza impugnata limitatamente alla motivazione sulla determinazione della pena e sulla confisca allargata e ha rinviato per nuovo giudizio su tali capi ad altra sezione della Corte d'appello di Torino. Per il resto il ricorso è stato rigettato e la sentenza è stata dichiarata irrevocabile in ordine alla responsabilità del ricorrente.

Norme richiamate

  • art. 318 cod. pen.

    La Corte conferma che per la configurazione della corruzione per l'esercizio della funzione non è necessario individuare un atto specifico 'venduto': è sufficiente il nesso tra la dazione e l'ambito di competenza dell'ufficio del pubblico ufficiale

  • art. 110 cod. pen.

    Richiamato per la concorso di persone nel reato

  • art. 346 e art. 346-bis cod. pen.

    art. 346-bis, terzo comma

    La Corte di appello ha riqualificato il capo 2) nella fattispecie di cui all'art. 346-bis; la Cassazione prende atto della riqualificazione e delle relative questioni di prescrizione

  • d.P.R. 16 aprile 2013, n. 62, art. 4

    art. 4, comma 5: per regali di modico valore orientativamente non superiore a 150 euro

    Il Codice di comportamento consente regalie d'uso di modico valore, ma la Corte osserva che tali regalie non legittimano la ricezione quando la dazione sia collegata alla definizione di pratiche amministrative o al conseguimento di favori

  • art. 240-bis cod. pen.

    Norma sulla confisca per sproporzione tra redditi leciti e patrimonio; la Corte ricorda l'obbligo di motivare compiutamente sulle giustificazioni offerte dalla difesa in ordine alla lecita provenienza dei beni

  • art. 630, comma 1, lett. a) cod. proc. pen.

    Richiamato nel quadro del discorso sui giudicati inconciliabili: la revisione richiede inconciliabilità oggettiva dei fatti stabiliti dalle diverse sentenze irrevocabili

  • art. 606, comma 1, lett. e) cod. proc. pen.

    Standard processuale per valutare il vizio di travisamento della prova in sede di ricorso per cassazione: il travisamento deve riguardare prova decisiva e disarticolare il ragionamento probatorio

  • art. 624 cod. proc. pen.

    Norma richiamata nel dispositivo di chiusura: la sentenza è dichiarata irrevocabile in ordine alla responsabilita' del ricorrente ai sensi di tale articolo

Massime di principio

  • Per la corruzione di cui all'art. 318 c.p. non è necessario dimostrare quale atto specifico sia stato 'venduto': è sufficiente che la dazione sia collegata alle funzioni o alla sfera di competenza dell'ufficio del pubblico ufficiale, anche se l'imputato non compiva personalmente ogni singola ispezione
  • Donativi di modico valore non sono automaticamente irrilevanti: se la dazione è funzionalmente connessa alla definizione di pratiche amministrative o al mantenimento di un comportamento favorevole dell'ufficio, possono qualificarsi come utilità punibili nonostante il valore limitato
  • La divergenza tra sentenze definitive su valutazioni giuridiche del medesimo fatto non determina automaticamente conflitto di giudicati rilevante ai fini della revisione; occorre una inconciliabilità oggettiva sui fatti storici accertati
  • La censura per travisamento della prova in Cassazione richiede che l'errore sia decisivo e capace di disarticolare l'intero impianto probatorio: mere divergenze interpretative non sono sufficienti
  • Il giudice deve motivare espressamente la quantificazione della pena quando viene riqualificata la fattispecie o rideterminato il reato continuato; carenza motivazionale su pena comporta annullamento e rinvio
  • In materia di confisca per sproporzione (confisca allargata) il giudice è obbligato ad esaminare e motivare le giustificazioni documentali offerte dalla difesa circa la provenienza lecita dei beni; omissioni di tale tipo comportano annullamento parziale con rinvio

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