Sentenza n. 350/2026 - Lecce, Sezione 1
per l'annullamento - del provvedimento di diniego del permesso di costruire in sanatoria, ex art. 36 d.P.R. n. 380/2001, di cui al prot. -OMISSIS- del 5.11.2020, relativo alle opere abusive realizzate alla via del -OMISSIS-; - del provvedimento prot. -OMISSIS- del 11.9.2020, con cui il Comune di -OMISSIS- comunicava i motivi ostativi all'accoglimento dell'istanza; - nonché di ogni altro atto presupposto, connesso e consequenziale.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: diniego del permesso di costruire in sanatoria ex art. 36 d.P.R. 380/2001, preceduto dalla comunicazione dei motivi ostativi
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La ricorrente ha impugnato il diniego comunale relativo a opere abusive realizzate in area classificata dal PRG come zona E4, deducendo: violazione e falsa applicazione dell’art. 10-bis l. 241/1990, sviamento di potere e travisamento dei fatti, sostenendo l’irregolarità del preavviso di rigetto; violazione dell’art. 85 delle NTA del PRG e dell’art. 36 d.P.R. 380/2001, contestando la valutazione comunale relativa alla volumetria e alle opere ammissibili nella zona agricola; violazione e falsa applicazione dell’art. 146 d.lgs. 42/2004, nonché incostituzionalità della disposizione e incompetenza dell’organo, con riferimento al vincolo paesaggistico gravante sull’area e alla possibilità di conseguire la sanatoria.
La decisione
Il TAR ha respinto il ricorso. Ha escluso la violazione dell’art. 10-bis l. 241/1990 perché il Comune aveva comunicato i motivi ostativi, invitato la ricorrente a presentare osservazioni e dato conto, nel diniego, dell’esame e del rigetto delle osservazioni presentate. Ha ritenuto infondato anche il motivo relativo all’art. 85 delle NTA, interpretando la disciplina della zona E4 nel senso che, alle condizioni previste, è consentita soltanto la realizzazione di un ricovero-appoggio per attrezzi, con superficie massima di 40 mq.; la residenza a servizio dell’azienda è ammessa soltanto per aziende agricole con superficie non inferiore a 10 ettari. Ha infine rigettato le censure relative al vincolo paesaggistico, rilevando che l’area è vincolata e che l’art. 146 d.lgs. 42/2004 vieta il rilascio dell’autorizzazione paesaggistica in sanatoria. L’abuso paesaggistico ha natura permanente e la sanatoria ex art. 36 d.P.R. 380/2001 consente esclusivamente la regolarizzazione formale delle violazioni urbanistiche ed edilizie, senza estendersi alla compatibilità paesaggistica. Spese compensate per la peculiarità della controversia.
Norme richiamate
art. 10-bis l. 241/1990
Il preavviso di rigetto è stato ritenuto correttamente applicato poiché l’amministrazione ha comunicato i motivi ostativi, consentito la presentazione di osservazioni e dato conto del loro esame nel provvedimento finale.
art. 85 NTA del PRG comunale
Nella zona E4, alle condizioni previste dalla disciplina urbanistica, è consentito unicamente un ricovero-appoggio per attrezzi con superficie massima di 40 mq.; la residenza aziendale è ammessa solo in presenza di un’azienda agricola con superficie non inferiore a 10 ettari.
art. 36 d.P.R. 380/2001
L’accertamento di conformità opera per la regolarizzazione delle violazioni urbanistiche ed edilizie e non può sanare opere realizzate in violazione di un vincolo paesaggistico, né sostituire la valutazione di compatibilità paesaggistica.
art. 146, commi 4 e 10, lett. c), d.lgs. 42/2004
La disciplina paesaggistica preclude il rilascio dell’autorizzazione paesaggistica in sanatoria per gli abusi realizzati in area vincolata.
Massime di principio
- Il preavviso di rigetto è conforme all’art. 10-bis l. 241/1990 quando l’amministrazione comunica i motivi ostativi, consente all’interessato di presentare osservazioni e motiva il provvedimento finale anche mediante l’esame e il rigetto di tali osservazioni.
- L’accertamento di conformità previsto dall’art. 36 d.P.R. 380/2001 è limitato alla regolarizzazione delle violazioni urbanistiche ed edilizie e non consente di sanare la violazione di un vincolo paesaggistico.
- In presenza di opere abusive realizzate in area sottoposta a vincolo paesaggistico, il divieto di autorizzazione paesaggistica in sanatoria impedisce il rilascio del permesso di costruire in sanatoria quando la regolarizzazione richiederebbe una valutazione postuma di compatibilità paesaggistica.
- La disciplina urbanistica di una zona agricola che consente soltanto un ricovero-appoggio entro una determinata superficie non può essere interpretata come autorizzazione alla realizzazione di volumetrie eccedenti o di una residenza, salvo il ricorrere delle specifiche condizioni previste per l’azienda agricola.
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