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Sentenza

Sentenza n. 10775/2026 - Roma, Sezione 1Q

Giustizia amministrativa202514376

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. I quaterSentenzaAccesso agli atti

Atto impugnato: silenzio-rigetto formatosi sull’istanza di accesso agli atti relativi a una sanzione disciplinare e a una nota ministeriale

Esito

IRRICEVIBILITA

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il diniego tacito del 24 luglio 2025 formatosi sull’istanza di accesso relativa, in particolare, ai tabulati delle chiamate in uscita effettuate da un’utenza utilizzata da un funzionario in determinate date e all’individuazione dell’estensore e del firmatario di una nota del Ministero dell’Interno. Il Ministero ha eccepito l’irricevibilità del ricorso per tardività, poiché notificato il 22 novembre 2025, oltre il termine di trenta giorni previsto dall’art. 116 c.p.a., nonché l’inammissibilità per duplicazione di un precedente ricorso identico, già definito con sentenza dello stesso TAR, non appellata e passata in giudicato.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso irricevibile per tardiva proposizione: il ricorso contro il diniego del 24 luglio 2025 è stato notificato oltre il termine decadenziale di trenta giorni previsto dall’art. 116 c.p.a. Il Collegio lo ha inoltre dichiarato inammissibile perché costituiva la duplicazione di un ricorso identico già definito con sentenza n. 20604/2025, passata in giudicato, sulla quale non era quindi possibile una nuova pronuncia. L’insistenza del ricorrente nell’accoglimento della domanda, nonostante fosse stato informato dell’esistenza della precedente sentenza, non ha modificato tali conclusioni. Le spese sono state poste a carico del ricorrente e liquidate in euro 2.000,00 oltre accessori di legge.

Norme richiamate

  • art. 116 c.p.a.

    Il ricorso in materia di accesso deve essere proposto entro trenta giorni dalla conoscenza del diniego o dalla formazione del silenzio-rigetto; la violazione del termine comporta l’irricevibilità.

  • art. 35, comma 1, c.p.a.

    Richiamato tra le disposizioni processuali applicabili alla definizione della controversia.

  • art. 85, comma 9, c.p.a.

    Richiamato tra le disposizioni processuali applicabili alla definizione della controversia.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Ha costituito il presupposto per disporre l’oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi della parte.

  • art. 9, paragrafo 1, Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamato, unitamente alla normativa nazionale sulla protezione dei dati personali, a tutela dei diritti e della dignità della parte interessata.

Massime di principio

  • Il ricorso contro il diniego, espresso o tacito, dell’accesso ai documenti amministrativi deve essere proposto entro il termine di trenta giorni previsto dall’art. 116 c.p.a.; la proposizione oltre tale termine determina l’irricevibilità della domanda.
  • È inammissibile un nuovo ricorso amministrativo avente il medesimo oggetto e fondato sulla medesima pretesa già definita con sentenza passata in giudicato, non potendo il giudice pronunciarsi nuovamente su una controversia identica.
  • La conoscenza, da parte del ricorrente, dell’esistenza di una precedente sentenza passata in giudicato non consente di superare gli effetti preclusivi del giudicato né la tardività del nuovo ricorso.
  • In caso di soccombenza, le spese del giudizio possono essere poste a carico della parte soccombente e liquidate in favore dell’amministrazione resistente.

Come è indicizzato

MaterieAccesso documentaleTermini e notificazione del ricorsoEstinzione, perenzione e improcedibilitàSpese di lite
RamiAccesso e trasparenzaProcesso amministrativo
IstitutiDecadenza e tardivitàSopravvenuta carenza di interesse

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