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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 457/2022 del 11/01/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso la sentenza di conferma della condanna per peculato (art. 314 c.p.). Il ricorrente proponeva cinque motivi: (1) errata applicazione della norma penale deducendo che la mera inosservanza delle procedure di presa in consegna di oggetti smarriti non costituisce automaticamente appropriazione dolosa; (2) mancata assunzione di prova decisiva: richiesta di escussione dell'imputato e dell'economo comunale non accolta; (3) motivazione carente o apparente rispetto a precedenti rilievi della Corte di cassazione sul giudizio d'appello; (4) manifesta illogicità della motivazione e uso di criteri valutativi inadeguati, specialmente rispetto alla memoria ex art. 415-bis c.p.p.; (5) travisamento della prova e omessa valutazione di elementi rilevanti relativi alla attendibilità della persona offesa e alla diversità degli orologi contestati.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso manifestamente infondato e quindi inammissibile. Ha ritenuto che la Corte d'appello, in qualità di giudice di rinvio, abbia fornito motivazione completa e coerente, avendo accertato la presa in consegna dell'orologio dall'imputato, la mancata osservanza delle formalità (verbale, registrazione, identificazione) e il comportamento successivo dell'imputato idoneo a dimostrare il dolo. Il giudice ha valutato attendibile la dichiarazione di CANNATA Sabrina e ha escluso l'obbligo di formale denuncia da parte dell'ufficiale comunale. Il secondo motivo è stato ritenuto infondato anche perché l'imputato era stato interrogato e, nel rito abbreviato d'appello, non sussiste un diritto assoluto alla prova; il giudice ha discrezionalmente valutato non necessaria la rinnovazione istruttoria. La Corte ha quindi confermato la correttezza della valutazione di merito, ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e a una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 314 cod. pen.

    Norma che incrimina il peculato. La Corte ha ritenuto che gli elementi del reato (appropriazione della cosa pubblica da parte del pubblico ufficiale) fossero integrati anche in assenza della prova di una destinazione materiale successiva, richiamando il principio che il peculato è reato istantaneo.

  • art. 415-bis cod. proc. pen.

    Previsione della memoria dell'imputato. La Corte ha esaminato la memoria depositata e valutato la sua attendibilità nel contesto probatorio, senza riconoscere che essa bastasse a sovvertire il convincimento raggiunto dal giudice di rinvio.

  • art. 603, comma 3, cod. proc. pen.

    Attribuisce al giudice di appello poteri officiosi di integrazione probatoria. La Corte ha ribadito che, nel rito abbreviato, il giudice ha discrezionalita' nel valutare l'assoluta necessita' delle integrazioni richieste dall'imputato e non sussiste un diritto alla prova opposto alla controparte.

  • art. 606, comma 1, lett. d), cod. proc. pen.

    Motivo di cassazione relativo a vizio di motivazione. La Corte ha affermato che non ricorre tale vizio: la critica del ricorrente mirava a una rivalutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità.

  • art. 927 cod. civ.

    Norma sulla restituzione dei beni trovati. La Corte ha utilizzato il riferimento per spiegare che la mancata restituzione dell'orologio all'avente diritto è elemento logico per ritenere integrata l'appropriazione.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Prevede la condanna alle spese processuali e la possibilita' di irrogare una sanzione pecuniaria per ricorso manifestamente infondato. La Corte ha applicato questa disposizione condannando il ricorrente alle spese e alla sanzione a favore della Cassa delle ammende.

  • D.L. 137/2020, art. 23, comma 8

    Predisposizione del contraddittorio scritto per il trattamento del ricorso (procedura eccezionale/semplificata). La sentenza è stata trattata con contraddittorio scritto ai sensi della norma.

Massime di principio

  • Nel rito abbreviato d'appello non esiste un diritto assoluto dell'imputato ad ottenere l'assunzione di nuove prove: il giudice valuta la necessità dell'integrazione ai sensi dell'art. 603 c.p.p.
  • La mancata osservanza delle formalità di presa in consegna di un bene da parte di un pubblico ufficiale può essere valutata come indice di dolo se collegata ad altri elementi fattuali e comportamentali che rendono plausibile l'appropriazione.
  • Il peculato è reato istantaneo: non è necessario provare una destinazione materiale successiva del bene per integrare l'elemento oggettivo dell'appropriazione.
  • Le valutazioni sulla credibilità delle dichiarazioni (persona offesa, testimoni) e la consequenziale ricostruzione fattuale svolte dal giudice di merito non sono sindacabili in Cassazione se adeguatamente motivate; la censura che mira a una diversa valutazione dei fatti è inammissibile.
  • Se si chiede l'escussione di un testimone o di un responsabile d'ufficio occorre indicare con precisione i punti su cui la testimonianza inciderebbe e perché sarebbe risolutiva rispetto al convincimento del giudice.
  • I ricorsi manifestamente infondati possono essere dichiarati inammissibili e comportare condanna alle spese e sanzione pecuniaria; la Corte valuta anche la colpa nell'aver proposto il ricorso.

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